9 novembre 2013

T.A.T. Thematic Apperception Test


Thematic Apperception Test (TAT) 



Il test di Appercezione Tematica (TAT) è stato ideato da Henry Murray e Christiana Morgan nell'ambito di uno studio sulla personalità umana normale condotto all'Harvard PsycologicalClinic nel 1943.

È costituito da una serie di 30 disegni e una tavola bianca. Non tutti i disegni vengono usati: la scelta dipende da quale area conflittuale si desidera chiarire con un paziente. Esempi di disegni del TAT sono una giovane donna seduta su un divano che guarda un uomo anziano, un uomo in piedi di fronte a una donna nuda che giace in un letto, un uomo con i capelli grigi che guarda un uomo più giovane e una donna anziana che sta davanti a una donna più giovane.

Benché la maggior parte dei disegni rappresenti persone e tutti siano figurativi (rendendo lo stimolo del test più strutturato rispetto alle macchie d'inchiostro di Rorschach), tutti hanno una componente di ambiguità. A differenza delle macchie di Rorschach, nelle quali si chiede al paziente di fare associazioni, con il T AT gli si chiede di costruire o creare una storia.

Secondo la concezione originaria del test, un importante aspetto di ciascuna storia era la figura (l'eroe) con cui il soggetto sembrava identificarsi e a cui presumibilmente attribuiva i propri desideri, sforzi e conflitti. Si riteneva che le caratteristiche delle persone diverse dell'eroe rappresentassero il modo in cui il soggetto vedeva le altre persone del proprio ambiente. Si ritiene oggi che tutte le figure della storia del T AT siano ugualmente rappresentative del soggetto, in cui i tratti e le motivazioni più accettati e consci vengono attribuiti alle figure più vicine al soggetto per età, sesso e aspetto fisico, e quelle più inaccettabili e inconsce vengono attribuite alle persone più dissimili.

Le storie devono essere considerate dal punto di vista della bizzarria del tema o della trama.

Indipendentemente dal fatto che i soggetti trattino un tema comune o non comune, le storie riflettono i loro approcci idiosincrasici nei confronti di organizzazione, sequenza, vocabolario, stile, preconcetti, assunti e esito.
Le tavole del TAT hanno proprietà di stimolo variabili e si può presumere che valutino informazioni relative ad aree diverse del funzionamento.

In genere, il TAT è più utile come tecnica per dedurre gli aspetti motivazionali del comportamento piuttosto che come base per porre una diagnosi.

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