2 novembre 2013

Seduta di terapia: Fritz Perls e Gloria

Fritz Perls - Gloria (1965)

Sto per intervistare una paziente e desidero darvi uno sguardo di come funziona la terapia della Gestalt. La terapia della Gestalt lavora su un'equazione.

La CONSAPEVOLEZZA è uguale al TEMPO PRESENTE che è uguale alla REALTA'.


In contrasto con la psicologia del profondo, la Gestalt si occupa di prendere l'ovvio dalla superficie della situazione che noi stessi incontriamo e di sviluppare la FORMA che emerge semplicemente sulla base della relazione Io-Tu e del Qui-Ora.

Ogni fuga verso il futuro o verso il passato viene esaminata come una RESISTENZA contro l'incontro che si sviluppa nel momento presente. L'uomo moderno ha alienato, ha rinunciato a gran parte del suo potenziale, tanto che la sua capacità di rapportarsi con la sua esistenza è stata severamente compromessa.

Il mio scopo è il seguente: il paziente deve recuperare il suo potenziale perduto, integrare le sue polarità in conflitto comprendendo la differenza tra giocare un gioco, specialmente i giochi verbali da un lato e la differenza tra questi giochi e il comportamento autentico dall'altro lato.

La guerra civile del conflitto interiore, debilita l'efficienza e il confort del paziente, però ogni bit di integrazione lo fortifica. Ora nella sicura emergenza della situazione terapeutica, RIPETO, nella sicura emergenza della situazione terapeutica, il paziente comincia a prendersi dei rischi e trasformare le sue energie dalla manipolazione dell'ambiente per ottenerne sostegno, a uno sviluppo sempre più grande di "auto sostegno" e impara a fidarsi delle sue proprie risorse.

Questo processo è chiamato
MATURAZIONE.

Una volta che il paziente apprende a camminare con le proprie gambe, emozionalmente, intellettualmente ed economicamente, la sua necessità di terapia collasserà. Si sveglierà dall'incubo della sua esistenza.

La tecnica di base è la seguente:

NON nell'esplicare le cose al paziente, ma nel creargli le opportunià per comprendersi e scoprirsi da solo. A tale scopo io manipolo e frustro il paziente in tale maniera che egli debba confrontarsi da solo e in questo processo identifichi il suo poteniale perduto, ad esempio assimilando le sue proiezioni attraverso il tirar fuori le parti alienate di se stesso.

Principalmente io considero che qualsiasi interpretazione sia un errore terapeutico e questo implicherebbe che il terapeuta comprendesse meglio il paziente del paziente stesso e privandolo cosi dell'opportunità di scoprirsi da solo e per se stesso e impedendogli di incontrare i suoi propri valori e stile.

Livello non verbale

D'altra parte io scarto la maggior parte del CONTENUTO di quello che il paziente dice e mi concentro soprattutto nel livello non verbale, perchè questo è quello soggetto all'auto inganno. A livello non verbale la Gestalt rilevante emergerà sempre e potrà essere trattata, nel qui e ora.



Meta-commento di Perls

Perls dice:

L'impianto teorico ha retto e ho riscontrato l'evitamento di un incontro genuino. Questo evitamento si è manifestato in 3 modi.

1) La paziente teneva il controllo attraverso il mostrare un sorriso sofisticato ed artificiale, indossando una maschera falsa, giustificandosi, con la pretesa di essere intimorita e al tempo stesso fingendo di non intendermi perfettamente, fingendo di avere il completo controllo della situazione.

2) In secondo luogo ella si stava ritirando nel fantasticare di trovarsi chiusa in un angolo.

3) In terzo luogo stava bloccando un incontro autentico, che sarebbe stato il vero significato emotivo di questo incontro.

La paziente è stata capace di identificare se stessa con varie fantasie, che ha proiettato su di me. Ciò è stato specialmente evidente inizialmente riguardo alla sua necessità di essere rispettata. La necessità del supporto ambientale ha cominciato a manifestarsi insieme alla sua necessità di essere rispettata.

E' stato verbalizzato come un desiderio di essere amata e riscattata dal suo angolo, ecc..

Ho interrotto la sessione quando sono iniziate a comparire le prime lacrime e lei ha
cominciato a giocare il ruolo di una bambina sola che apparentemente voleva essere abbracciata e consolata. Ma anche qui, l'assimilazione delle sue proiezioni ha cominciato a lavorare e ha cominciato a sperimentare di sostenere me come un bambino. Modi per aiutarla ad assimilare alcune delle proiezioni, il principale risultatao terapeutico è stato quello di dimostrargli alcune delle sue inconsistenze del suo comportamento verbale e non verbale. Per esempio, dire di essere impaurita e sorridere al tempo stesso.
Una persona impaurita non sorride. La sua paura era ben più correlata al suo disagio e imbarazzo e questo disagio era derivante dalla sua altezzosità e dalla sua rabbia. Per superare il disagio esistenziale dovremo tentare di lavorare per eliminare la falsità che è il luogo da dove, in maniera superficiale, possiamo assumere qualunque ruolo che abbiamo bisogno di assumere in una determinata situazione.

Questo pseudo adattamento è un modo di far fronte alla vita. Questo è quello che io posso ricavare da questa sessione.

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