12 novembre 2013

L'interpretazione dei sogni nella psicoanalisi di Freud




L'INTERPRETAZIONE dei SOGNI

Freud divenne consapevole del significato dei sogni quando osservò che i pazienti spesso raccontavano i propri sogni nel processo delle associazioni libere.

Attraverso ulteriori associazioni al contenuto dei sogni, imparò che essi erano sicuramente significativi, anche se il loro significato era spesso nascosto o mascherato. Aspetto più importante, Freud fu colpito dall'intima connessione tra il contenuto del sogno e i ricordi e le fantasie inconsce che erano stati a lungo repressi. Questa osservazione lo indusse a dichiarare che l'interpretazione dei sogni era la via maestra per la 'comprensione dell'inconscio.'

Nell'"Interpretazione dei sogni" Freud asserì che un sogno è il compimento mascherato di un desiderio inconscio infantile non facilmente accessibile alla coscienza nel corso della veglia.

Nel tentativo di caratterizzare la psicologia del sogno, Freud gettò le basi della psicologia dell'ego.

Affermò che i desideri infantili inconsci possono essere trasformati in manifestazioni consce mascherate solo se nella mente esiste un censore. Il censore che funziona al servizio dell'ego, agisce per preservare il sonno; dissimulando i pensieri e i sentimenti disturbanti, il censore si assicura che il sonno non sia disturbato. Inoltre, lo studio dei vari metodi di dissimulaiione usati dall'ego permise a Freud di delineare le prime forme di meccanismi di difesa dell'ego (p.es., lo spostamento, la condensazione e la rappresentazione simbolica). Egli tracciò un iniziale parallelo tra i meccanismi dei sogni e i pensieri patologici dei pazienti psicotici nello stato di veglia.

L'analisi dei sogni permette di evidenziare il materiale che è stato represso. L'attività mentale inconscia che si manifesta durante il sonno minaccia di interferire con il sonno stesso. I pensieri e i desideri inconsci comprendono gli stimoli sensoriali notturni (impressioni sensoriali come dolore, fame, sete e necessità impellente di urinare), i residui del giorno (pensieri e idee connessi con le attività e le preoccupazioni della vita del paziente in corso di veglia) e gli impulsi inaccettabili repressi.

Queste forme notturne di attività mentale devono essere associate a uno o più desideri repressi per dare origine a un sogno, che permette a colui che sta sognando di continuare a dormire, invece di svegliarsi. Poiché nello stato di sonno il movimento è bloccato, il sogno permette una gratificazione parziale, seppure limitata, degli impulsi repressi che danno origine al sogno stesso.

Freud distingueva tra due livelli di contenuto dei sogni: il contenuto manifesto è quello che viene ricordato dal soggetto; il contenuto latente è quello connesso con i pensieri e i desideri inconsci che minacciano di svegliare il soggetto.

Freud definì lavoro del sogno le operazioni mentali inconsce attraverso cui il contenuto latente del sogno viene trasformato nel sogno manifesto. I desideri e gli impulsi repressi devono legarsi a immagini innocenti e neutrali per superare il controllo del censore dei sogni. Questo processo coinvolge la selezione di immagini apparentemente prive di significato o banali per l'attuale esperienza del soggetto, immagini dinamicamente associate alle immagini latenti, a esse simili per alcuni aspetti.

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