20 novembre 2013

La via regia all'integrazione



Una volta Freud, parlando del sogno, lo definì la via regia all'inconscio.

Da parte mia sono convinto che il sogno sia in realtà la via regia all'integrazione.

Non potrò mai sapere che cosa sia esattamente l' 'inconscio', ma sappiamo che il sogno è il nostro prodotto più spontaneo in assoluto.
Si presenta indipendentemente dalle nostre intenzioni, dalla nostra volontà, dalle nostre decisioni.
Il sogno è l'espressione più spontanea dell'esistenza dell'essere umano.
Non esiste nulla di tanto spontaneo quanto il sogno.

Al momento in cui sogniamo, il sogno più assurdo non ci disturba in quanto tale: abbiamo cioè una precisa sensazione di realtà.

Su tutto quel che altrimenti facciamo nella nostra vita abbiamo sempre una possibilità di controllo o di interferenza volontaria di qualche genere. Nel sogno non è più così.

Ogni sogno è un'opera d'arte, più di un romanzo o di una commedià grottesca. Che si tratti di arte valida oppure no, questa è tutt'un'altra faccenda, ma c'è sempre un gran movimento, scontri, incontri, ogni genere di cose.

Se dunque questa mia convinzione è nel giusto, come ovviamente penso che sia, tutte le diverse parti del sogno sono frammenti della nostra personalità.

Dato che il nostro scopo è quello di fare di ognuno di noi una persona sana, il che significa una persona integrata, senza conflitti, quel che dobbiamo fare è rimettere insieme i vari frammenti del sogno.

Dobbiamo riappropriarci di queste parti proiettate e frammentate della nostra personalità, e riappropriarci del potenziale nascosto che compare nel sogno.

il sogno nella prospettiva della Gestalt, brano tratto da Fritz Perls, La terapia gestaltica parola per parola, Astrolabio, Roma, 1980

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