28 ottobre 2013

L'uomo di carta



L'idea della terapia della gestalt è trasformare gli individui di carta in persone reali: riportare alla vita l'uomo intero della nostra epoca e insegnargli a usare la sua potenzialità innata; a essere, diciamo, un leader senza essere un ribelle; ad avere un proprio equilibrio invece di vivere sbilenco.



Tutte queste idee sembrano quasi utopistiche, ma credo che adesso siano possibili; che non dobbiamo stenderci sul divano per anni, decenni, e secoli senza constatare cambiamenti essenziali.

Quali sono le condizioni in cui si possono raggiungere questi ideali?
Ecco, adesso devo tornare indietro e parlare dell'ambiente sociale in cui ci troviamo.

Nei decenni passati, l'uomo viveva per ciò che era considerato giusto, e faceva il proprio lavoro a prescindere dal desiderio o dall'idoneità personali. L'intera società era governata dal 'dovere' e dal puritanesimo. Facevi la tua parte, volente o nolente. Credo che ora l'intero ambiente sia cambiato. Il puritanesimo si è mutato in edonismo. Viviamo per il piacere, il divertimento, per la sfrenatezza. Tutto va bene purché sia piacevole. Sembra anche bello. Assai meglio del moralismo.

Costituisce, però, una ricaduta gravissima. Vale a dire, siamo divenuti fobici verso il dolore e la sofferenza. Permettetemi di ripetere questa frase: siamo divenuti fobici verso il  dolore e la sofferenza.

Va evitato tutto ciò che non è divertente o piacevole. Cosi' fuggiamo da ogni frustrazione che potrebbe essere dolorosa e cerchiamo di limitarla al massimo.

La conseguenza è la mancanza di crescita.

Quando parlo della disponibilità ad affrontare le cose sgradevoli, non intendo certamente un'educazione tendente al masochismo; al contrario, un masochista è un individuo che teme il dolore e si abitua a tollerarlo. Parlo piuttosto della sofferenza che accompagna la maturazione. Parlo della necessità di affrontare situazioni inevitabilmente sgradevoli. E ciò è strettamente legato all'approccio della gestalt.

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