17 ottobre 2013

Il sonno ripulisce il cervello dalle tossine




Ricercatori hanno dimostrato che l'encefalo "usa" il sonno per spazzare via le scorie tossiniche prodotte durante il giorno dall'attività cerebrale.

I ricercatori americani ritengono che l'attività di rimozione tossinica sia una delle ragioni fondamentali per cui si dorme.

Lo studio, apparso sulla rivista "Science" ha mostrato le cellule cerebrali restringersi durante il sonno al fine di ampliare gli spazi tra le cellule neuronali e consentire così ai liquidi organici di "ripulire" il tessuto cerebrale.

I ricercatori ritengono anche che l'eventuale fallimento di tale operazione di "ripulitura" possa giocare un qualche ruolo nei disordini cerebrali.

Una annosa questione per gli studiosi del sonno è relativa alla domanda sul perchè gli animali dormano se questo li rende vulnerabili ai predatori.

E' stato dimostrato che il sonno ha un grande ruolo nel fissare i ricordi e nell'apprendimento, ma il team della Università del Rochester Medical Center ritiene che le "pulizie di casa" siano una delle principali ragioni del sonno.

"Il cervello ha energie limitate a sua disposizione e sembra che debba "scegliere" tra due diverse condizioni funzionali - stare svegli e coscienti oppure dormire e "ripulire", ha detto uno dei ricercatori del team, Dr. Maiken Nedergaard.
"Si può pensare a questa questione come, per esempio, a quando si ha una festa in casa. Si può sia intrattenere gli ospiti che rimettere a posto casa, ma non si possono fare ambedue le cose contemporaneamente".

La loro scoperta conferma quella dello scorso anno relativa alla rete di condutture idrauliche del sistema cerebrale - conosciuto come sistema glinfatico - il cui compito è quello di drenare via dall'encefalo il materiale tossinico.

Gli scienziati, che hanno scansionato il cervello di topi, hanno evidenziato che il sistema glinfatico decuplica la propria attività quando gli animali dormono.

Alcune cellule cerebrali, probabilmente le cellule di sostegno conosciute con il nome di "glia", che mantengono il trofismo dei neuroni, si contraggono durante il sonno. Questo contrazione aumenta lo spazio tra i neuroni consentendo così che un aumento di perfusione da parte dei liquidi biologici che "spazzano via" le scorie tossiniche.

Il D. Nedergaard sostiene che questa è una funzione fondamentale per la vitalità cellulare, e che non è possibile durante lo stato di veglia.
Ha detto alla BBC: "Tutto ciò è pura teoria, ma sembra che il cervello sprechi una grande quantità di energia in questa operazione, e questo è probabilmente incompatibile con l'attività di elaborazione delle informazioni che il cervello compie durante lo stato di veglia".
Ha anche aggiunto che il reale significato di questi riscontri sarebbe accertabile solo attraverso studi su esseri umani, ma che effettuare ricerche sperimentali sotto controllo di Risonanza Magnetica Nucleare potrebbe essere relativamente semplice.

Commentando la ricerca il Dr. Neil Stanley, studioso del sonno, ha detto che questo studio è particolarmente interessante poichè mostra che il sonno è un momento di "pausa" essenziale per l'eliminazione delle neurotossine.
"Ci sono valide prove della fondamentale utilità del sonno a proposito di memoria e apprendimento, le ragioni "psicologiche" del sonno. E questa è invece la funzione fisico - chimica del sonno, il cui accadere è altrettanto fondamentale".

Il Dr. Raphaelle Winsky-Sommerer, docente universitario alla Università del Surrey, ha sostenuto: "Non è poi così sorprendente, la nostra intera fisiologia si modifica durante il sonno. La novità è quella relativa agli spazi interneuronali, ma credo che questo riscontro sia un ulteriore pezzo del "puzzle" e che non chiarisca l'intero meccanismo. La significatività è quella relativa al fatto che questa scoperta mostra come il sonno possa contribuire alla reintegrazione delle funzioni cellulari cerebrali e come possa avere un effetto protettivo".

Diverse condizioni che possono comportare la perdita di un gran numero di cellule cerebrali, come la malattia di Parkinson, o l'Alzheimer, sono caratterizzate dall'accumulo di proteine danneggiate nell'encefalo.

I ricercatori ritengono che eventuali problemi nel processo di eliminazione delle tossine encefaliche possano contribuire alla definizione di tali malattie, ma che sono necessarie ulteriori ricerche, e prudenza nelle conclusioni. Non è certo dunque che il sistema glinfatico, preposto alla "ripulitura" cerebrale, sia implicato in affezioni patologiche quali ad esempio la demenza, ma i riscontri ottenuti da questo studio offrono un potenziale proficuo filone di ricerca.

sul tema:
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fonte: (c) BBC Health News del 17 ottobre 2013

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