3 ottobre 2013

Farmaco-terapia del Disturbo Borderline (BPD)




Molti pazienti affetti da Disturbo di Personalità di tipo Borderline (BPD) effettuano un qualche trattamento di tipo farmacologico.

Tuttavia, non esistono farmaci specifici per tale disturbo.

Taluni farmaci vengono utilizzati più frequentemente a causa del loro concomitante utilizzo in patologie correlate, o per il fatto che taluni dei sintomi tipici del disturbo sono presenti anche in altre condizioni patologiche, quali i disturbi depressivi, psicotici o di ansia.

Lo stesso BPD è caratterizzato da un pervasivo pattern di instabilità nel controllo affettivo (con sintomi quali rabbia immotivata, cronici sentimenti di vuoto, instabilità affettiva), nel controllo degli impulsi (i cui sintomi possono essere: automutilazioni o comportamenti suicidari, ideazione o tentativi di suicidio ed altro), e problemi di tipo cognitivo e percettivo (i cui sintomi sono: disturbi dell'identità in termini di percezione del sé, ideazione paranoide transitoria o anche pensieri e senso di dissociazione in determinate situazioni di stress), infine problemi di natura interpersonale (laceranti sforzi tesi ad evitare gli abbandoni, patterns di relazioni instabili con tendenza all'idealizzazione o alla svalutazione).

La presente rewiev (vedi il testo completo) ha tentato di sintetizzare i risultati - allo stato attuale - dell'efficacia del trattamento farmacologico attraverso una accurata analisi di trials randomizzati.

Gli studi disponibili hanno cercato di valutare gli effetti terapeutici di trattamenti farmacologici a base di farmaci antipsicotici, antidepressivi, regolatori del tono dell'umore. Oltre a ciò, è stato anche valutato l'eventuale contributo terapeutico di una dieta a base di acidi grassi di tipo omega-3, che si ritiene abbia un effetto di stabilizzazione del tono dell'umore. Complessivamente 28 studi e 1742 pazienti sono stati inclusi nella rewiev.

I riscontri sembrerebbero suggerire un beneficio derivante dall'uso di antipsicotici di seconda generazione, dei farmaci stabilizzatori dell'umore, ed anche degli acidi grassi omega-3, ma la maggior parte di tali riscontri deriva da uno solo tra gli studi considerati, cosicché risulterà indispensabile valutare ulteriori ricerche. Inoltre, l''uso a lungo termine di tali sostanze non è stato considerato. La piccola quantità di informazioni al momento disponibili indicherebbe effetti di scarso rilievo per gli antipsicotici di prima generazione e per gli antidepressivi.

I dati raccolti sembrerebbero anche suggerire la possibilità che i pazienti in trattamento con olanzapina potessero presentare con maggiore frequenza comportamenti di tipo autolesionistico.

In generale, si deve porre grande attenzione al rischio di effetti collaterali. La maggior parte degli studi non fornisce dati accurati in merito agli effetti collaterali e quindi in tale rewiev questo aspetto non può essere considerato.  Abbiamo ritenuto che tali effetti siano analoghi, come tipologia e frequenza, a quelli riscontrabili in pazienti affetti da altre condizioni patologiche che prevedono l'uso dei medesimi farmaci. I dati a disposizione rimandano alla possibilità di aumento del peso corporeo, sedazione, e cambiamenti nei dati emato-chimici relativamente all'uso di olanzapina, infine perdita di peso corporeo con l'uso di topiramato.

Davvero scarsi effetti terapeutici sono stati apprezzati con l'uso degli antipsicotici di prima generazione e con gli antidepressivi. Tuttavia, tali farmaci possono risultare utili in presenza di problemi di comorbidità che non sono parte costitutiva del Disturbo Borderline, ma che possono spesso essere riscontrati in tali pazienti.

Ci sono infine davvero pochi studi comparativi tra farmaci diversi, e con un piccolo numero di partecipanti. Pertanto, i riscontri attuali non sono solidi e potranno facilmente essere modificati da futuri tentativi di ricerca. Inifine, gli studi inclusi in tale rewiev possono non corrispondere esattamente a taluni parametri clinici, relativamente - ad esempio - a caratteristiche dei pazienti, durata dell'intervento terapeutico, periodo di osservazione).

fonte: cochrane

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