19 settembre 2013

Il tasso di suicidi nell'era della crisi economica


La crisi economica globale correlata all'aumento dei suicidi

Gli esperti ritengono che la recente crisi economica possa essere correlata all'aumento del tasso di suicidi in Europa ed America.

La analisi riportata nel "British Medical Journal" ha considerato dati provenienti da 54 paesi al fine di valutare l'impatto globale dei problemi finanziari che hanno preso il via con il crollo della finanza americana e del mercato immobiliare.

Nell'anno successivo a quello dell'inizio della crisi, il tasso di suicidio tra i maschi è aumentato del 3.3%. Questo dato è specialmente riferibile a quei paesi dove si è riscontrato anche un più forte aumento del tasso di disoccupazione.

I ricercatori, dell'Università di Oxford e Bristol, assieme ai loro colleghi dell'Università di Hong Kong, hanno utilizzato i dati di mortalità della "World Health Organisation", del "Center for Disease Control and Prevention"  e del "Monetary Fund's World Economic Outlook".

Nel 2009, c'è stato un aumento di disoccupazione del 37% ed una riduzione del 3% del prodotto interno lordo pro-capite, come conseguenza della crisi economica iniziata nell'anno precedente.

Allo stesso tempo, il tasso di suicidi tra gl iuomini è iniziato a salire.
Ci sono stati, all'incirca, 5.000 suicidi in più rispetto a ciò che era statisticamente previsto per quell'anno.

Ciò è stato particolarmente riscontrato in 27 paesi europei e 18 americani.

In Europa, il suicidio è aumentato soprattutto tra gli uomini compresi nella fascia di età tra 15 e 24 anni; in America, tale aumento è stato riscontrato tra gli uomini compresi tra 45 e 64 anni di età.
Il tasso di suicidio per le donne invece non si è modificato in Europa ed ha subito solo un lieve incremento in America.

I ricercatori sostengono che il rapporto riscontrato può essere causale, intendendo sostenere che i suicidi sono precisamente correlati alla situazione di grave stress determinata dalla recessione economica, ma che non è possibile esserne certi.
E' possibile che anche altri fattori possano giocare un ruolo, ma le organizzazioni che si occupano di assistenza sanitaria sostengono che anche i loro riscontri depongono per la validità della teoria dei ricercatori.

Un portavoce di una di tali associazioni ha sostenuto: "Non ci sorprende che venga sostenuto che il tasso suicidario aumenti durante i periodi di recessione. Un sondaggio sintetico delle chiamate ai nostri operatori nel 2008 mostra che almeno una chiamata su 10 riguardava l'esistenza di problematiche di tipo economico. Tale percentuale risultava aumentata di almeno sei volte alla fine dello scorso anno. Chiaramente si tratta di un fattore che deve essere attentamente considerato  quando si analizzano le conseguenze della recessione economica."

Una portavoce del "Charity Mind" ha riferito che anche la propria associazione ha riscontrato un aumento di chiamate alla HelpLine da parte di persone preoccupate della situazione economica e della disoccupazione.

L'Associazione Papyrus (per la prevenzione del suicidio giovanile) afferma che, mentre non è possibile dire se ci sia stato un aumento delle chiamate da parte di persone giovani che abbiano fatto specifico riferimento alla crisi economica come causa di pensieri suicidari, tuttavia le difficoltà nel trovare un lavoro, le preoccupazione finanziarie ed il "debito studentesco" sono temi ricorrenti tra coloro che cercano aiuto.

fonte: BBC health News

link nel sito: psicopatologia e clinica del suicidio

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