29 marzo 2013

A Late Quartet

Una fragile armonia (A Late Quartet) è un film del 2012 diretto da Yaron Zilberman e interpretato da Philip Seymour Hoffman, Christopher Walken, Imogen Poots, Catherine Keener, e Wallace Shawn.


Titolo originale
A Late Quartet
Lingua originale Inglese
Paese di produzione USA
Anno 2012
Durata 106 min
Genere drammatico
Regia Yaron Zilberman
Sceneggiatura Seth Grossman, Yaron Zilberman
Casa di produzione RKO Pictures, Opening Night Productions

Quando ad un violoncellista di un quartetto d'archi di fama mondiale viene diagnosticata una malattia che minaccia la sua vita, il futuro del gruppo si trova improvvisamente in bilico, mentre emozioni represse, ego competitivi e passioni incontrollabili minacciano di far deragliare anni di amicizia e collaborazione. Alla vigilia del concerto per il loro 25 ° anniversario - molto probabilmente l'ultimo - solo il loro intimo legame e la forza della musica può preservare la loro eredità.



Semplicemente musica, semplicemente Beethoven

 È ancora inedito in Italia Una fragile armonia – A Late Quartet, film del 2012 diretto da Yaron Zilberman con Philip Seymour Hoffman e Christopher Walken. Robert (Philip Seymour hoffman), Peter (Christopher Walken), Gideon (Wallace Swan) e Juliette (Catherine Keener) fanno parte ormai da più di vent’anni di un quartetto d’archi. Ma più che la musica a legarli è una profonda amcizia, o l’amore, come nel caso di Robert e Juliette. Le cose si complicano, però, quando a Peter viene diagnosticato il morbo di Parkinson e devono suonare per l’ultima volta. Sulle note di Ludwig von Beethoven, in particolare, e Antonio Vivaldi si sviluppa la narrazione lineare dei quattro musicisti, soffermandosi prima sulle loro sicurezze, emozioni, per passare poi alla paura e alla fragilità

 Il regista Zilberman delinea così un percorso che subisce delle trasformazioni, ma soprattutto spezza un equilibrio che non si pensava fosse così precario. Le liti marito-moglie, madre-figlia sono solo alcuni esempi in cui la quotidianità e la monotonia vengono meno. La malattia di Peter è la causa scatenante, non solo per i rapporti che diventano più delicati, ma perché vacilla quel punto di riferimento che per anni ha donato stabilità: il quartetto. La vita li mette di fronte a difficoltà nuove, sconosciute che loro affrontano con grinta e forza, perché abbattersi sarebbe stato troppo semplice. Lo devono a Peter, a loro, a chiunque. Ma soprattutto lo devono al loro grande amore, la musica. Quell’amore puro e universale che in tanti conoscono ma in pochi sentono. E Zilberman per sottolineare tutto ciò si avvale di una fotografia dai colori chiari, rimarcata anche dal bianco della neve. E con una colonna sonora basata principalmente sull’Opus 131 in do diesis minore di Beethoven, questa purezza non può non arrivare.

A Late Quartet è un film delicato, che comunica emozioni con una semplice nota di violino o con uno sguardo intenso di Philip Seymour Hoffman. I primi piani vengono usati principalmente durante i momenti di confessione che il più delle volte si svolgono all’interno di un’automobile, quasi a voler rimarcare che il mondo vero, reale, si trova all’esterno. O in un momento di assoluto silenzio, nell’attimo prima che si cominci a suonare e che si riprenda a vivere.

 Una fragile armonia [A Late Quartet, Usa 2012] REGIA Yaron Zilberman. CAST Philip Seymour Hoffman, Christopher Walken, Catherine Keener, Wallace Swan. SCENEGGIATURA Seth Grossman, Yaron Zilberman. FOTOGRAFIA Frederick Elmes. MUSICHE Angelo Badalamenti. Drammatico, durata 105 minuti.

Correttezza nella ricerca scientifica

Dal 2 al 14% degli scienziati fabbrica a tavolino o ritocca i dati delle ricerche scientifiche



Esiste una prassi di ricerca scientifica condotta male, con pratiche discutibili e poco rigorose. Un problema diventato ormai di proporzioni globali, conseguenza dell'enorme diffusione e dello sviluppo di studi e lavori scientifici in tutto il mondo.

"Verifiche condotte in Paesi ad alto reddito ci suggeriscono che dal 2 al 14% degli scienziati può aver fabbricato o falsificato i dati delle ricerche. E che il 33-75% potrebbe essere colpevole di 'discutibili pratiche di ricerca'".

A rivelarlo è lo studio condotto da Joseph Ana del Cross River University of Technology di Calabar (Nigeria) pubblicato sulla rivista 'Plos Medicine'. Ma non è il solo lavoro di verifica degli studi scientifici, pubblicato sulla rivista, ad occuparsi della trasparenza.

Anche un altro monitoraggio sulla qualità delle ricerche effettuato da David Resnik e Zubin Master, rispettivamente dell'Us National Institutes of Health e dell'Albany Medical College, è giunto allo stessa conclusione.

In questa seconda ricerca i due scienziati hanno rivisto le maggiori incogruenze e pratiche di studio discutibili, commesse in molti paesi leader al livello mondiale, con delle istantanee su Usa, Canada, Gran Bretagna e Danimarca.

"Nelle nazioni ad alto reddito - avvertono i due ricercatori - si sono messe a punto politiche di controllo e verifiche a livello nazionale per segnalare le condotte scorrette nell'ambito della ricerca scientifica, grazie anche alla creazione di regolamenti etici, di linee guida professionali, la supervisione da parte di organismi nazionali e istituti di ricerca. Ma occorre fare di più - suggeriscono - dal momento che questo è un problema globale. Un esempio positivo è la Dichiarazione di Singapore sull'integrità della ricerca, un passo importante - concludono - verso la cooperazione internazionale in materia di trasparenza della ricerca".

Roma, 28 mar. fonte: (Adnkronos Salute)

28 marzo 2013

Amore e Psiche in mostra a Torino

Amore e Psiche, Palazzo Barolo, Torino
dal 28/03/2013 12:00 al 16/06/2013 12:00
in via delle Orfane 7, a Torino (TO)

Sarà inaugurata il 27 marzo 2013 a Palazzo Barolo la mostra “Amore e Psiche, la favola dell’anima” organizzata dalla Fondazione DNArt di Milano.




Un percorso affascinante e inedito che accosta opere classiche e contemporanee in un viaggio alla scoperta degli aspetti simbolici e archetipici della favola di Amore e Psiche. 


Il mito, antichissimo, fu ripreso nel II secolo d.C. da Apuleio nelle sue Metamorfosi: Psiche, mortale dalla bellezza eguale a Venere, diventa sposa di Amore senza mai poterne vedere il viso.  
Una notte, istigata dalle invidiose sorelle, riesce a scoprirne il volto, ma viene immediatamente abbandonata dal dio. Psiche dovrà quindi affrontare una serie di prove al termine delle quali otterrà l'immortalità e potrà ricongiungersi al suo sposo. 


La mostra “Amore e Psiche, la favola dell’anima” si basa sull’interpretazione del mito in chiave platonica che venne data nell’Umanesimo: l’errore di Psiche consiste nel ritenere il divino come una realtà tangibile e verificabile con i sensi, mentre è solo il cuore che può percepirne pienamente la presenza.  


“La vita attuale, ha dichiarato la curatrice della mostra Elena Fontanella, nega spesso all’uomo gli spazi del sacro. Caoticamente travolti dell’esistenza, siamo impreparati ad affrontare le immense traversate interiori fatte di vuoti e silenzi che la vita ci mette davanti. Grazie all’aiuto di una delle favole più belle sull’amore, sulla morte e sulla vita, vogliamo accompagnare il visitatore in questi sentieri dell’anima, sfruttando le immagini artistiche che, nei millenni, si sono ispirate a questa storia.” 


Le sezioni della mostra seguono le diverse fasi del racconto di Apuleio, dalla passione alla serenità raggiunta attraverso la speranza, e raccolgono reperti storici di ogni epoca: dai reperti archeologici del IV e V secolo a.C., come alcune pinaches provenienti dagli scavi del Tempio di Locri e mai esposte finora, alle iconografie di psiche dei marmi di età ellenista e romana, arte romana, ai marmi di età ellenistica e imperiale, dai dipinti rinascimentali ai gessi del Canova, da Tiepolo a Tintoretto all’arte povera di Mauri, Gilardi e Kounellis per finire con un’inedita installazione di Fabrizio Plessi.  
Ciascuna sezione della mostra sarà infatti anticipata da un’opera d’arte contemporanea legata al sentimento proprio alle varie fasi del racconto, in un vero percorso di ascesa metafisica.  


Il progetto, ideato dalla Fondazione DNArt, nasce in collaborazione con l'Opera Barolo, e ha il Patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Torino e della Città di Torino.  
La mostra ha il sostegno dell'ASCOM e della Camera di Commercio di Torino. 

fonte: la Stampa

20 marzo 2013

7° Forum Salute Mentale, Roma marzo 2013

 SETTIMO FORUM NAZIONALE SULLA SALUTE MENTALE

Appuntamento a Roma i prossimi 20 e 21 marzo, presso il Centro Frentani, per il VII Forum Nazionale sulla Salute Mentale, che celebra il decennale dalla fondazione del Forum omonimo.

Obiettivo, spiegano gli organizzatori, ''riflettere su quanto accaduto in questi anni, soffermandosi in particolare sui protagonisti, i soldi mal spesi, la situazione degli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG), le buone e le cattive pratiche, in modo da denunciare le crescenti difficolta', ovunque, dei sistemi di salute mentale, con la vera mancanza della presa in carico della persona, della famiglia e del contesto''.

L'intento, da una parte, e' quello di connettere la vasta rete che e' cresciuta in questi dieci anni intorno al Forum Salute Mentale, con il crescente protagonismo degli utenti e degli operatori. Dall'altra, quello di cercare interlocutori politici e amministrativi che rendano possibili nuove e incisive politiche e soprattutto investimenti nel campo della salute mentale, da elevare ormai al rango, come in altri Paesi d'Europa, di 'bene comune'.

Tra le situazioni su cui e' necessario riflettere, da sottolineare: ''la drammaticita' della contenzione; il difficile percorso di chiusura degli OPG; lo stravolgimento, nell'uso piatto e banale, di strumenti di garanzia come il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) e l'Amministrazione di sostegno; la persistenza delle psichiatrie della pericolosita' e del farmaco che impediscono il protagonismo e la possibilita' di reinserimento nella vita sociale; le politiche regionali che hanno portato alla devastazione nell'organizzazione dei servizi''.

Dall'altra parte si rileva, invece, l'empowerment, ossia la crescente partecipazione delle persone con l'esperienza del disturbo mentale secondo un protagonismo attivo, autonomo e indipendente. Ma anche il coraggio e la capacita' di essere sulla scena di tanti operatori, a conferma del loro ruolo centrale nei servizi di salute mentale''. Tra gli elementi positivi, inoltre, la nascita, all'interno del lavoro del Forum, della collana editoriale ''180. Archivio critico della salute mentale'', ormai giunta al sesto volume, che intende proporre testi e alimentare discussione e capacita' critica.

Venerdi' 22 marzo, presso il Museo Laboratorio della Mente, Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma E, e' appunto prevista la presentazione dell'ultimo testo della collana, ''Guarire si puo' - Persone e disturbo mentale'', che conclude il lavoro di una ricerca sui processi di recovery svolta nei servizi di salute mentale di Trieste.


15 marzo 2013

Decalogo del sonno



Dormire bene aiuta a vivere meglio e a prevenire le malattie. Un messaggio ribadito dagli esperti in occasione della giornata mondiale del sonno, promossa il 16 marzo dalla World association of sleep medicine (Wasm). Quest'anno maggiore attenzione è riservata alla terza età e ai ricorrenti disturbi del sonno che la riguardano.

Difficoltà per un anziano su due

Circa la metà degli anziani, secondo recenti ricerche, avrebbe difficoltà a dormire. Questo problema, oltre a essere una conseguenza dell'invecchiamento in sé, deriva da disturbi respiratori, malattie e assunzione di medicinali.

Un italiano su tre ha problemi legati al sonno

La situazione nella terza età è tra le più difficili ma, a fare i conti con l'impossibilità a riposare bene, occasionalmente o piuttosto spesso, sono circa il 30% degli italiani secondo gli esperti. Il dato sembra non avere età perché disturbi come l'insonnia o il sonno interrotto sono molto diffusi anche tra i più piccoli. Gli effetti di un cattivo riposo sulla salute, a breve e a lungo termine, vanno dal maggiore rischio di obesità e diabete, all'indebolimento del sistema immunitario, e alla predisposizione all'ansia e alla depressione.

Il decalogo del sonno

Per fare fronte a questi problemi possono forse essere d'aiuto le dieci regole pensate dalla Wasm.

1. Darsi un orario fisso per il sonno e il risveglio
2. Non esagerare con i riposi i durante il giorno
3. Non consumare alcol e non fumare nelle quattro ore prima di andare a dormire
4. Evitare a cena cibi pesanti, speziati o troppo zuccherati
5. Non bere caffé nelle sei ore che precedono il riposo
6. Non fare esercizio fisico subito prima di andare a dormire
7. Avere a letto della biancheria confortevole
8. Curare il microclima della stanza
9. Evitare rumori, attenuare la luce
10. Non lavorare a letto

link: sonno e disturbi del sonno


12 marzo 2013

ADHD e Malattie Mentali



La sindrome da deficit di attenzione e iperattivita' nei bambini (ADHD) e' un disturbo da non sottovalutare perche' puo' avere influenze drammatiche sull'equilibrio mentale nel corso della vita adulta.

L'allarme arriva da una nuova ricerca promossa da William Barbaresi del Boston Children's Hospital pubblicata sulla rivista Pediatrics. Lo studio ha dimostrato che soffrire di sindrome da deficit di attenzione e iperattivita' da piccoli aumenta le possibilita' di sviluppare patologie psichiatriche e di essere piu' vulnerabili al suicidio da grandi.

L'indagine ha seguito circa seimila bambini fino all'eta' adulta ed ha rilevato che solo il 37,5 per cento dei bimbi del campione e' risultato libero da qualsiasi conseguenza sulla salute connessa alla sindrome durante il corso della vita.

Dai dati e' emerso che: il ventinove per cento dei bambini con sindrome da deficit di attenzione e iperattivita' non risulta guarito da adulto; il 57 per cento dei bimbi con sindrome mostra in fase adulta uno o piu' problemi associati a disordini psichiatrici, come disturbo antisociale della personalita', episodi di ipomania, abuso e dipendenze da stupefacenti, ansia e depressione.

"Non dobbiamo lasciarci ingannare da quel preconcetto diffuso che liquida la sindrome da deficit di attenzione e iperattivita' come un disturbo fastidioso e passeggero dell'infanzia" ha spiegato Barbaresi "i nostri risultati dimostrano che parliamo di una patologia che ha forte incidenza sullo sviluppo sano dei bambini e sulla loro qualita' di vita da adulti. Si tratta di una sindrome che va seguita e curata come si fa con una malattia cronica come il diabete".

fonte: agi.it - Salute


6 marzo 2013

Gli esclusi



Secondo uno studio dell’Università di Rochester «gli atteggiamenti di rifiuto non aumentano il benessere perché l’essere umano è propenso all’empatia e alla solidarietà».

Emarginare deliberatamente gli altri provoca angoscia e sofferenza. Un nuovo studio dell’Università di Rochester ha dimostrato che l’esclusione sociale non causa dolore solo negli esclusi ma anche in chi promuove l’esclusione. Assumere atteggiamenti di rifiuto verso una persona non aumenta il nostro benessere ma, al contrario, abbassa la nostra autostima, riduce la nostra autonomia e ci fa sentire più soli e meno supportati socialmente. Sensazioni negative che si presentano anche quando allontaniamo qualcuno perché ci sentiamo minacciati.

La scoperta, secondo gli studiosi, confermerebbe che l’essere umano è naturalmente propenso all’empatia e alla solidarietà . L’adozione di atteggiamenti rifiutanti verso l’esterno metterebbe in crisi questa tendenza innata, provocando sofferenza e disagio, spesso manifestati attraverso sensi di colpa e vergogna. In pratica, stando ai risultati, l’esclusione sociale dell’altro ha un notevole costo emotivo anche per chi esclude: un’angoscia diversa ma ugualmente intensa. Lo studio getta nuova luce sulle conseguenze dell’ostracismo nelle relazioni umane. La ricerca condotta da Nicole Legate è stata pubblicata sulla rivista Psychological Science.