29 febbraio 2012

Linee guida in medicina

Linee guida: effetti dell'applicazione acritica

L'applicazione di linee guida condivise che migliorino l'appropriatezza degli interventi sanitari è un compito del medico, previsto dall'art. 27 dell'ACN 23 marzo 2005 e dall'art. 12 del Codice di Deontologia Medica.


Le linee guida sono uno strumento razionale per trasferire nella pratica clinica le evidenze derivanti da autorevoli studi clinici, ma spesso non considerano la realtà delle variabili individuali nella cura dei singoli pazienti (JAMA 2005, 294: 716-24).

Infatti i pazienti con pluri-patologie e uso contemporaneo di più farmaci sono a più alto rischio di errori medici e ridotta adesione alle terapie pur seguendo le linee guida (JAMA 2005, 294: 741-3).

L'applicazione acritica di più linee guida contemporaneamente nello stesso assistito può comportare la prescrizione di farmaci controindicati per patologie coesistenti, facendo sorgere una responsabilità del medico per danno colposo.


La Cassazione sezione 3 Penale con sentenza n. 8875 del 8.9.1998 ha considerato colposa la condotta del medico che causa un danno al paziente per aver scelto, tra più opzioni terapeutiche tutte idonee alla cura della malattia, quella che presenta maggiori rischi, anche se indicata per la malattia, poiché così ha scartato opzioni di cura più sicure per il paziente. 
Gli studi clinici riguardano popolazioni, mentre i medici hanno il dovere di scegliere le opzioni terapeutiche più sicure ed efficaci per la condizione globale del singolo assistito (New Engl J Med 2003, 348: 639-641).

Tale condizione richiede la valutazione di poli-patologie, tollerabilità soggettiva dei farmaci, interazioni farmacologiche in caso di poli-terapie, comparsa di effetti collaterali, risposta clinica soggettiva, condizioni individuali e sociali influenti sulla adesione al trattamento, e non ultimo, preferenze del paziente vincolanti al rilascio di un valido consenso informato (vedi: consenso informato in psicoterapia) alle cure.


Il medico ha dunque la responsabilità di gestire e coordinare il piano di cura globale di ogni suo assistito valutando la compatibilità delle diverse cure contemporanee da lui stesso prescritte e di quelle suggerite da specialisti attenti solo alla patologia di loro competenza.

Quesiti frequenti:

    1.    La prescrizione di farmaci seguendo linee guida accreditate tutela sempre di per sé il medico dall'accusa di condotta colposa responsabile di un danno risarcibile?
No, perchè il medico deve valutare l'appropriatezza e la sicurezza della terapia per ogni singolo caso.

    2.    Cosa sono le linee guida?

Raccomandazioni facoltative di comportamento clinico, elaborate mediante un processo sistematico di revisione delle evidenze della letteratura scientifica allo scopo di aiutare i medici nel decidere quali siano le modalità assistenziali più appropriate in specifiche situazioni cliniche.


fonte: univadis

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