29 febbraio 2012

Un dolore utile

È nelle sale il nuovo film di Roberto Faenza (foto), delicata e ironica analisi della società post industriale.




Un giorno questo …film ti sarà utile!

Un grande cast accanto al giovane Toby Regbo, Deborah Ann Woll, Stephen Lang, Lucy Liu, Aubrery Plaza, Siobhan Fallon, Peter Gallagher e i due premi Oscar Ellen Burstyn e Marcia Gay Harden

Dal 24 febbraio è nelle sale il nuovo film del regista Roberto Faenza, “Un giorno questo dolore ti sarà utile” presentato a Roma, alla Sala del Cinema alla presenza di Peter Cameron, autore dell’omonimo romanzo. Nella sua apparente semplicità e leggerezza, con l’affascinante bellezza di immagini fotografiche calde e  avvolgenti, il film accompagna lo spettatore nel mondo del pensiero più profondo. Una dimensione che inizialmente riguarda il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, dove nulla è disincantato, soprattutto per James, il protagonista con una forte e spiccata sensibilità. Il film racconta lo spaesamento di James Sveck, un diciassettenne inquieto e anticonformista, figlio di genitori separati e insoddisfatti che si rifiuta di andare al college per non essere indottrinato, odia l'omologazione ed è alla ricerca della sua identità sullo sfondo di una New York brulicante e alienante. James, è visto da tutti come un disadattato, come un “diverso” che va guarito, in realtà è semplicemente un ragazzo con simmetrie-altre, rispetto a chi gli sta intorno. In questo film c’è tutto, dagli elementi di pedagogia, all’analisi sociologica che riflette sui valori di una società ripiegata su se stessa, dove gli adulti si percepiscono come “persi” nei loro fallimenti e per questo costringono i loro figli a ripercorre schemi che non trovano vie d’uscita destinandoli alla loro stessa fine. E’ l’analisi di una società che sembra alla deriva, ma che al tempo stesso pone spunti di riflessione sulla costruzione di un futuro possibile, è qui che la trasposizione cinematografica, pur senza forzature, si discosta in maniera decisa perfino dal romanzo cui si ispira. Il film, come sostiene Camerun, “non è il clone del romanzo, semplicemente  limita la storia all’interno della famiglia di un adolescente che non è “atipico”, ma semplicemente un personaggio interessante”. Con il film anche il romanzo diviene un manifesto dei giorni nostri e vanno in scena quei giovani che rifiutano gli stereotipi  e i conseguenti atteggiamenti di omologazione sociale, ingredienti per essere accettati nella società attuale. Nel film la gita a Washington, tocca anche la riflessione politica con la critica all’irrazionalità del nazionalismo incalzante ed esasperato.  Resta l’incapacità di comunicare come caratterizzazione epocale del mondo globale che riesce persino a trasformare i luoghi antropologici in quei  “luoghi non luoghi” teorizzati da Marc Augé. E il fallimento più grande, diviene quella “necessità” di “pagare”chi ti ascolti, che reciti il ruolo di un amico per condividere pensieri, intenti e tempo libero. La riflessione che Faenza rilancia, non è  solo la crisi di una società complessa, ma l’invito a dar fiducia a quei giovani che somigliano tanto a James, a coloro che si indignano davanti all’inaccettabile e alle deviazione dell’innaturale, fino a considerare normale l’assurdo. Circa il ritorno alla vita semplice, film e romanzo riflettono entrambi sul tema di rousseauniana memoria, spingendosi a dubitare dell’illusione di un ritorno al passato, tentazione vista come via di fuga,  che nasce naturalmente quando le strettoie della vita diventano difficili da attraversare.

Concetta Di Lunardo, Elena Galifi


link nel sito: psiche e cinema

Linee guida in medicina

Linee guida: effetti dell'applicazione acritica

L'applicazione di linee guida condivise che migliorino l'appropriatezza degli interventi sanitari è un compito del medico, previsto dall'art. 27 dell'ACN 23 marzo 2005 e dall'art. 12 del Codice di Deontologia Medica.


Le linee guida sono uno strumento razionale per trasferire nella pratica clinica le evidenze derivanti da autorevoli studi clinici, ma spesso non considerano la realtà delle variabili individuali nella cura dei singoli pazienti (JAMA 2005, 294: 716-24).

Infatti i pazienti con pluri-patologie e uso contemporaneo di più farmaci sono a più alto rischio di errori medici e ridotta adesione alle terapie pur seguendo le linee guida (JAMA 2005, 294: 741-3).

L'applicazione acritica di più linee guida contemporaneamente nello stesso assistito può comportare la prescrizione di farmaci controindicati per patologie coesistenti, facendo sorgere una responsabilità del medico per danno colposo.


La Cassazione sezione 3 Penale con sentenza n. 8875 del 8.9.1998 ha considerato colposa la condotta del medico che causa un danno al paziente per aver scelto, tra più opzioni terapeutiche tutte idonee alla cura della malattia, quella che presenta maggiori rischi, anche se indicata per la malattia, poiché così ha scartato opzioni di cura più sicure per il paziente. 
Gli studi clinici riguardano popolazioni, mentre i medici hanno il dovere di scegliere le opzioni terapeutiche più sicure ed efficaci per la condizione globale del singolo assistito (New Engl J Med 2003, 348: 639-641).

Tale condizione richiede la valutazione di poli-patologie, tollerabilità soggettiva dei farmaci, interazioni farmacologiche in caso di poli-terapie, comparsa di effetti collaterali, risposta clinica soggettiva, condizioni individuali e sociali influenti sulla adesione al trattamento, e non ultimo, preferenze del paziente vincolanti al rilascio di un valido consenso informato (vedi: consenso informato in psicoterapia) alle cure.


Il medico ha dunque la responsabilità di gestire e coordinare il piano di cura globale di ogni suo assistito valutando la compatibilità delle diverse cure contemporanee da lui stesso prescritte e di quelle suggerite da specialisti attenti solo alla patologia di loro competenza.

Quesiti frequenti:

    1.    La prescrizione di farmaci seguendo linee guida accreditate tutela sempre di per sé il medico dall'accusa di condotta colposa responsabile di un danno risarcibile?
No, perchè il medico deve valutare l'appropriatezza e la sicurezza della terapia per ogni singolo caso.

    2.    Cosa sono le linee guida?

Raccomandazioni facoltative di comportamento clinico, elaborate mediante un processo sistematico di revisione delle evidenze della letteratura scientifica allo scopo di aiutare i medici nel decidere quali siano le modalità assistenziali più appropriate in specifiche situazioni cliniche.


fonte: univadis

23 febbraio 2012

Convegno su Psicoanalisi e Riabilitazione


le locandine con la presentazione del convegno ed il programma
(clic sulle immagini per ingrandire)


16 febbraio 2012

La pelle in psicoanalisi



Jorge Ulnik e la Casa Editrice Astrolabio
invitano alla presentazione del libro

LA PELLE IN PSICOANALISI

Con l'autore intervengono
Simona Bondi Argentieri
Raffaele Argentieri

lunedì  20 febbraio alle ore 18
Libreria L'Argonauta, Via Reggio Emilia, 89
Roma

LA PELLE IN PSICOANALISI - Barriera e filtro tra mondo interno e mondo esterno, la pelle è il principale artefice dello scambio biologico e psicologico. Basato su un lavoro effettuato in stretta collaborazione con dermatologi clinici, questo testo, dopo un riesame aggiornato delle riflessioni dedicate dagli psicoanalisti al tema della valenza psichica delle manifestazioni cutanee, offre un approccio integrato alla cura e al sostegno dei pazienti con problematiche dermatologiche che molto possono beneficiare di un approfondimento psicoterapeutico.

JORGE ULNIK, psicoanalista e psichiatra, è membro della International Psychoanalytical Association e supervisore presso la Associación Psicoanalítica Argentina. Docente di Malattie psicosomatiche presso la Universidad de Buenos Aires e presso la Universidad Abierta Interamericana de Buenos Aires, è inoltre responsabile del dipartimento di Psicosomatica del Master in Psicoterapie psicoanalitiche della Universidad Complutense di Madrid.

link nel sito: D.Anzieu, Io-Pelle

6 febbraio 2012

Perfect Sense and sensory perceptions (the movie Perfect Sense)



Trailer "Perfect Sense"




Perfect Sense, formerly known as The Last Word, is a 2011 drama film directed by David Mackenzie and written by Kim Fupz Aakeson, starring Eva Green and Ewan McGregor. Scenes were shot in various locations around Glasgow. The film premiered at the 2011 Sundance Film Festival.

Reviews for Perfect Sense have been mixed. Rotten Tomatoes has the film ranked at 50%. Tirdad Derakhshani of the Philadelphia Inquirer wrote in his review, "The film loses its charm with annoying sequences that have a narrator explain to us 'The Meaning of it All' and then tell us "What Really Matters" in life: Love. Love. Love."

David Mackenzie is the smart and interesting director who made Young Adam. His LA satire Spread was an underrated film I enjoyed a lot. But he really has been showing us some baffling stuff recently and this movie, about two people finding love as the world comes to an end, is sublimely and uncompromisingly daft. Ewan McGregor is on complacent form playing a sexy chef called Michael, and Eva Green is Susan, a preposterous medical scientist. They fall for each other, just as everyone in the world succumbs to a global virus that, among other bizarre symptoms, causes them to lose their sensory perceptions. One of the symptoms is frantic hunger. Another is ferocious rage. The results look worryingly like the food-poisoning scenes in the Zucker/Abrahams classic Airplane!, when the symptoms turn out to be severe muscle spasms, followed by the inevitable drooling, and then uncontrollable flatulence. McGregor gobbles frantically in his "hunger" scene, and when it comes to her "rage" moment, Green does a lot of paranoid gibbering before freaking well and truly out. That, frankly, is not one for the showreel.

Perfect Sense
Production year: 2011
Country: Rest of the world
Runtime: 90 mins
Directors: David MacKenzie
Cast: Connie Nielsen, Denis Lawson, Eva Green, Ewan McGregor, Ewen Bremner, Stephen Dillane

link: psiche e cinema (this blog)