20 ottobre 2011

Parole o interpretazioni (riflessione sui massimi sistemi)


i massimi sistemi. ovvero, tutto ciò che dovrebbe restare implicito, per lasciar spazio e fornire occasioni alla realtà profonda di ciascuno. bella o brutta che sia. bella per poterne godere, brutta per doverla curare.

i massimi sistemi riconducono invece all'identificazione, al mito, all'ideale (o anche al verbo e alla fede). nella migliore delle ipotesi, riuscirete soltanto ad essere pallidi succedanei dell'originale: che poi, peraltro, non è nemmeno un granchè.

e dimenticate - o non riuscite a vedere - la realtà di ciascuno. non avendone una vostra.

è questo il motivo per cui anni ed anni di analisi talora non servono a nulla: e dire che teorizzate la necessità di coerenza tra teoria e prassi. coerenza che poi non si ritrova in voi che la predicate. così come - pure - non vi si riconosce quella dimensione umana di cui peraltro andate cianciando.

e non avete spazio per parlare, l'unica cosa che sapete fare è interpretare. gli esseri umani vogliono interpretazioni, ma prima ancora desiderano risposte, e affetti. e non avete spazio nemmeno per gli affetti, qualunque sia il vostro convincimento. forse siete sempre e soltanto analisti, ma è solo perchè in fondo non siete capaci d'essere altro.

mi sono ritrovato a soffrire profondamente, per mesi se non per anni. ora ho capito che non vi amo più, se mai vi ho amato. forse ho creduto di amarvi, oppure ho pensato che voi amaste me.

non è poi infine un dramma, l'amore per lo più finisce (ed è perciò che non parlerò più di voi, non avendolo peraltro mai fatto nemmeno sin qui); per lasciar spazio ad amori nuovi, di cui ancora ho desiderio.

francesco (sarà forse la pioggia di questa giornata d'ottobre)

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