25 ottobre 2011

Antidepressivi e marketing

Negli Usa, più di una persona su dieci fa uso di psicofarmaci, in particolare una donna su quattro fra le donne tra 40 e 60 anni. Gli adulti vanno in farmacia per comprare soprattutto antidepressivi, eppure la maggior parte delle persone veramente depresse rifiuta ogni cura. Questi i dati forniti dal National Center for Health Statistics.

Dal 1998 al 2008 il consumo di questi medicinali è cresciuto del 400% in America e del 76% in Italia, con la media di tre pillole al giorno ogni cento abitanti.

Il sospetto è che molte prescrizioni siano inappropriate.

L'Istituto farmacologico Mario Negri tiene oggi un convegno per i suoi 50 anni il cui sottotitolo non lascia adito a dubbi di interpretazione: «Le prescrizioni di psicofarmaci rappresentano uno dei più grandi successi di marketing industriale degli ultimi anni, nonostante la consapevolezza dell´efficacia solo parziale degli stessi».

Due anni fa l'Organizzazione mondiale della sanità scrisse che solo 6 pazienti su 10 fra quelli che assumono regolarmente antidepressivi ne traggono beneficio. E che in un caso su due il miglioramento era dovuto all'effetto placebo.

«Sono trent´anni che usiamo più o meno gli stessi principi attivi - spiega Gianluigi Forloni, direttore del dipartimento di neuroscienze del Mario Negri - L´efficacia non è migliorata di molto, ma in compenso si sono ridotti gli effetti collaterali. Ecco perché molto spesso le prescrizioni arrivano dai medici di famiglia».

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