13 luglio 2011

Psicoanalisi, psicoterapia e abuso della professione

Chi fa psicoanalisi senza essere psicoterapeuta commette un reato. Lo ribadisce la Corte di Cassazione, intervenuta nel caso di una donna condannata per prestazione abusiva perché non iscritta all'elenco degli psicoterapeuti.
La Cassazione ha dovuto annullare la sentenza per prescrizione, ma ha ribadito la necessità dell'iscrizione all'apposito elenco, accessibile solo dopo la professione di psicologo o di medico e la scuola di specializzazione quadriennale o la specializzazione in psichiatria.

Ricorda inoltre la Cassazione che il "colloquio", come forma tipica della psicoterapia, rientra «in una vera e propria forma di terapia, tipico atto della professione medica, di guisa che non v'è dubbio che tale metodica, collegata funzionalmente alla cennata psicoanalisi, rappresenti un'attività diretta alla guarigione di vere e proprie malattie (ad esempio l'anoressia) il che la inquadra nella professione medica, con conseguente configurabilità del contestato reato ex articolo 348 C.p. in carenza delle condizioni legittimanti tale professione».

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