27 aprile 2011

Lo sguardo oltre le cose

Il buon Augias lo racconta a proposito di luoghi, e di viaggi.  Lo si può riproporre anche a proposito degli esseri umani. Di quelli che guardano, e di quelli che sono oggetto dello sguardo altrui.



"... Oggetti o paesaggi non valgono nulla senza la memoria o la fantasia di chi li guarda. Lo sapeva anche Giacomo Leopardi. Nello Zibaldone, alla data del 30 novembre 1828, annota un pensiero... che torno volentieri a citare per la sua eccezionale pregnanza:

"All'uomo sensibile e immaginoso che viva, come io sono vissuto gran tempo, sentendo di continuo e immaginando, il mondo e gli oggetti sono in certo modo doppi. Egli vedrà cogli occhi una torre, una campagna; udrà con gli orecchi un suono di campana; e nel tempo stesso con l'immaginazione vedrà un'altra torre, un'altra campana, udrà un'altro suono. In questo secondo genere di obietti sta tutto il bello ed il piacevole delle cose".

Ciò che vediamo conta poco senza la fantasia e la memoria...

Come insegna il pittore Elstir al narratore della Recherche, quando si guarda qualcosa, ciò che conta, più ancora dell'oggetto guardato, è lo sguardo.

È nella qualità dello sguardo, nel «pregiudizio» che contiene, che l'oggetto guardato si deforma per aderire alla personalità di chi lo osserva. Elstir parlava ovviamente da pittore e in quei termini l'autore della Recherche, cioè Proust, ne riferisce: «Lo sforzo di non rappresentare le cose così come sapeva ch'esse erano, ma secondo le illusioni ottiche di cui consta la nostra prima visione, aveva indotto Elstir a mettere appunto in luce alcune di tali leggi prospettiche».

Nel personaggio di Elstir c'è parecchio di Monet (e anche di altri artisti dell'epoca) e quelle parole racchiudono la poetica degli impressionisti; le possiamo però facilmente applicare a ogni «illusione ottica» che la nostra personale prospettiva delle cose ci suggerisca. "

A proposito del viaggio, e del viaggiare:

"... Il movimento fisico, logistico, materiale, ... è poca cosa in sé... operazioni inutili, in qualche caso addirittura avvilenti, quando non vengano rischiarate da un progetto che dia forma e significato alle novità che il viaggio comporta.

Visitare un luogo significa andare al di là delle apparenze e delle ovvietà, cercare di suscitare l'eco delle ricordanze che vi si sono addensate leggendolo, come suggeriva Giacomo Leopardi, non solo con i nostri occhi ma anche con quella capacità immaginativa di suscitare fantasmi e di far giungere lo sguardo al di là della superficie delle cose. "

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