26 aprile 2011

Antipsichiatria

"... Anche nella psichiatria il decennio dei «Favolosi Sessanta» (The Fab Sixties) porta novità importanti: in quell' aria di libertà e mutamento si afferma la corrente nota come «antipsichiatria».

Ronald D. Laing già nel 1959 aveva pubblicato L'io diviso, uno studio destinato a far epoca. Il libro successivo, del 1967, si intitola Politica dell'esperienza.



Come Laing disse al congresso di Psichiatria sociale del 1964: «Ciò che vediamo in certi individui che trattiamo ed "etichettiamo" come schizofrenici, è solo l'espressione comportamentale di un dramma di esperienza interiore. Questo dramma ci si presenta in una forma distorta che noi tendiamo a distorcere ulteriormente con i nostri sforzi terapeutici».

È solo con una decisione "politica", sostiene Laing, che possiamo etichettare come schizofrenia ciò che è invece: «un viaggio a ritroso, sempre più in profondità nella propria storia individuale, giù e indietro attraverso e oltre l'esperienza di tutta l'umanità».

Deriva da questa concezione il rifiuto del manicomio e di ogni trattamento imposto d'autorità.

La tesi è che i disturbi mentali non si possono curare come si curano le malattie dell' organismo.

Nella maggioranza dei casi infatti le sofferenze psichiche sono il risultato non di una patologia individuale bensì di condizionamenti ambientali o di contraddizioni sociali.
La psichiatria classica che cercava d'intervenire con terapie forzate (dal letto di contenzione allo shock insulinico, all'elettroshock) era, più che una scienza, la manifestazione di un preciso indirizzo politico e ideologico che tendeva alla repressione del dissenso in qualunque forma manifestato.

Nelle tesi di Laing, come in quelle dell' americano Erving Goffman o dell'italiano Franco Basaglia, c'è molta ideologia ispirata anch'essa allo «spirito del tempo», insieme c'è però la giusta intuizione che il manicomio è ormai un istituto intollerabile e non più giustificato. Tanto più che i nuovi psicofarmaci fanno apparire decrepite o inutili o disumane le misure fisiche di costrizione arrivate senza mutamenti dai secoli più lontani.."

Un tuffo nella memoria per tutti quegli psichiatri che si sono formati, nei primi anni '80, anche sull'Io Diviso, di Laing. Naturalmente, consapevoli oggi di quanto tempo sia trascorso da allora.
f. giubbolini

il brano è tratto da: "The Fab Sixties", in: I segreti di Londra, di Corrado Augias

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