11 marzo 2011

Un uomo malato

Sono un uomo malato ... Sono un uomo maligno. Non sono un uomo attraente. Credo che mi faccia male il fegato. Del resto, non me n'intendo un'acca della mia malattia e non so con certezza che cosa mi faccia male.

Non mi curo e non mi sono curato mai, sebbene la medicina e i dottori li rispetti.

Inoltre, sono anche superstizioso all'estremo; be', almeno abbastanza da rispettare la medicina. (Sono sufficientemente istruito per hon essere superstizioso, ma sono superstizioso). Nossignori, non mi voglio curare per malignità.

Voi altri questo, di sicuro, non lo vorrete capire.
Ebbene, io lo capisco.

S'intende che non saprei spiegarvi a chi precisamente io faccia dispetto in questo caso con la mia malignità; so benissimo che anche ai dottori non posso in nessuna maniera «fargliela» col non curarmi da loro; so meglio d'ogni altro che con tutto questo danneggio unicamente e solo me stesso e nessun altro.

Ma tuttavia, se non mi curo, è per malignità! Se mi fa male il fegato, ebbene, mi faccia pure ancora più male!

Già da un pezzo vivo cosi: da una ventina d'anni. Ora ne ho quaranta...



(il brano è tratto da: F. Dostoevskij, Memorie del sottosuolo, 1864)

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