15 marzo 2011

Sogni perduti


A quanto pareva l'ultimissima teoria di Terry era stata concepita quella mattina stessa, dopo un sogno particolarmente allettante e imprendibile nel quale comparivano, tra le altre cose, un bocciolo di mela, una donna dalla bionda chioma, un pendio di collina rischiarato dal sole e un cappello a larga tesa.

La teoria riguardava i film perduti e i sogni perduti, e Robert (almeno lui) fu ben contento di ascoltarla e di lasciarsela scorrere addosso, se non altro per purificarsi dal ricordo del suo ultimo confronto con Sarah e Veronica.

"So bene che è un luogo comune dire che i film sono come i sogni: una forma dell'inconscio collettivo," attaccò Terry, "ma riflettevo che mai nessuno ha portato alle estreme conseguenze quest'idea. Ci sono diversi tipi di sogni, no? E allo stesso modo, naturalmente, ci sono i film dell'orrore, che sono come gli incubi, e ci sono i film porcelloni, tipo Gola profonda e Emmanuelle, che sono come i sogni bagnati."

Bevve un sorso della sua cioccolata bollente e stucchevole e cominciò a infervorarsi.

"Poi ci sono i remake, le storie che vengono fatte e rifatte continuamente, e quelle corrispondono ai sogni ricorrenti.

Infine ci sono i sogni d'evasione, i sogni visionari, come Orizzonte perduto o Il mago di Oz.

Ma quando un film si perde, quando non viene mai proiettato in pubblico, quando tutte le copie scompaiono e non esiste anima viva che l' abbia visto, quello è il più bel genere di sogno in assoluto. Perché è il tipo di sogno che avrebbe potuto essere, proprio lui, il migliore che hai avuto in tutta la tua vita, solo che ti scivola via dalla mente nell'attimo stesso del risveglio, e pochi secondi dopo non ricordi più nulla."

"Ma è una cosa che capita realmente?" chiese Robert. "Voglio dire, se uno si è preso il fastidio di girare un film, e ci ha speso dei soldi, non credo che poi lo vada a chiudere in un seminterrato senza farlo vedere a nessuno."

il brano sui sogni perduti è tratto dal libro di Jonathan Coe, La Casa del sonno, Feltrinelli, Milano, Universale Economica Feltrinelli, 2003

altro link nel sito: narcolessia e cataplessia

Nessun commento: