15 marzo 2011

Marijuana e demenza senile



La dose è sminuzzata in una scatoletta. La fiammella si accende, il fumo va in un sacchetto di plastica. Ariela inspira. I muscoli del viso si distendono; le mani, chiuse a pugno, si sciolgono. «Sì, così sto bene», sospira. «Si sgolava, si scarnificava - dice, con voce calma, un'infermiera vicino a lei - Non faceva che urlare, notte e giorno. Non parlava mai. Le davamo 14 pillole al giorno: antipsicotici, antidepressivi, antidolorifici, antitutto… Niente. Sinceramente, non credevamo che un semplice spinello cambiasse tutto a questo modo».

Marijuana. E' questa che ha lenito la demenza senile di Ariela, degente di un ospizio nel cuore di Israele: il primo al mondo che somministra spinelli. Come lei, ne beneficiano altri 36 pazienti senili «problematici». Parkinson, Alzheimer. Una dose tre volte al giorno, in un protocollo approvato da Governo e famigliari. «Cercavamo una via per dare qualità al fine vita - racconta la geriatra Inbal Sikorin - Sapevamo come farli sopravvivere, ma non come farli vivere in modo dignitoso. La morfina, i farmaci danno sempre un sacco di problemi: vomito costipazioni, spesso peggiorano il quadro complessivo».


fonte: corriere della sera, eDott

1 commento:

Antonino Chiaramonte ha detto...

Ci stiamo abituando a valutare le situazioni, avendo come parametri il fatto che queste siano, legali o non legali. Stiamo morendo di tecnologia, e non sappiamo più dare il giusto valore alle cose della vita che da sempre ci offre l’opportunità di scegliere tra dimensioni naturali e non naturali.

Antonino Chiaramonte