9 febbraio 2011

Sulla natura umana, Winnicott

Le idee di Donald Winnicott si trovano disseminate in numerose pubblicazioni specialistiche e in brevi scritti divulgativi. L'autore ha fatto un solo tentativo di presentare una sintesi delle sue teorie, ed è nel libro : "Sulla natura umana", Raffaello Cortina Editore, 1989.


Si tratta di un compito ambizioso.

Lo stesso Winnicott scrive infatti  nell'introduzione:

"L'intento di questo lavoro è lo studio della natura umana. Al momento di cominciare a scrivere questo libro sono fin troppo consapevole della vastità di una simile impresa. La natura umana è quasi tutto ciò che abbiamo. Nonostante ne sia consapevole, intendo attenermi al titolo e intendo parlare della natura umana tenendo conto dei diversi tipi di esperienza che ioho fatto personalmente: di ciò che ho imparato dai miei maestri e dalla pratica clinica. In questo modo posso arrivare a elaborare una descrizione personale, e quindi comprensibilmente limitata, di un tema che è in sé senza limiti".

Nel corso del testo, che si può considerare il capolavoro di Winnicott, vengono affrontati, dal particolare punto di vista dell'autore, la maggior parte dei temi psicoanalitici, come il complesso di Edipo, la sessualità infanpile, l'inconscio, la posizione depressiva, la difesa maniacale, gli oggetti transizionali, 1'aggressività.

Donald W. Winnicott (1896-1971), psicoanalista, è anche una delle maggiori figure della psichiatria e della psicologia dello sviluppo. Tra le opere pubblicate nelle Raffaello Cortina edizioni ricordiamo: Il bambino deprivato (1986), I bambini e le loro madri (1987) e Esplorazioni psicoanalitiche (1995).

Giovanni Bollea (1913 - 2011)

Morto a Roma domenica scorsa Giovanni Bollea, fondatore della neuropsichiatria infantile in Italia, grande vecchio che tanto ha fatto per i più piccoli e indifesi.


Nato a Cigliano Vercellese, aveva compiuto 97 anni il 5 dicembre in un letto del Policlinico Gemelli di Roma. Dal 12 agosto, quando una ischemia cerebrale lo trascinò nel buio del coma, lottava per strappare ancora qualche giorno, qualche mese, e quasi aveva vinto, perché dal coma era uscito, aveva ripreso a comunicare con il mondo -la moglie Marika, i sei figli - sia pure debolmente.
Sapeva di avere una missione da compiere: mettere al sicuro la disciplina scientifica che aveva fondato e portato a dignità accademica nel nostro paese. Perché oggi la neuropsichiatria infantile rischia di scomparire dal panorama medico italiano, travolta nell'alluvione di tagli più o meno indiscriminati all'Università.

Mentre Giovanni Bollea ha dedicato la sua esistenza proprio a staccarla dalla medicina pediatrica, convinto com'era che la sofferenza psichica non sempre, e mai del tutto, è riconducibile a una base organica. Se la pediatria si occupa dell'organismo del bambino, pensava, altrettanto necessaria è una scienza che si occupi della sua mente e dei suoi malfunzionamenti. Perché sono malfunzionamenti che in alcuni casi hanno origini fisiologiche, genetiche, traumatiche, ma in altri casi affondano invece le radici in problemi di relazioni umane, e, le relazioni umane non sono materia per il medico ma, appunto, per un neuropsichiatra che, come Bollea, abbia sviluppato una sensibilità diversa verso la mente dei bambini, conosca la psicoanalisi infantile, e quindi Anna Freud, che ne fu pioniera. Ma neppure questo è sufficiente: intorno al bambino con disagio psichico Bollea voleva tessere una rete che oltre ai medici specializzati includesse genitori, familiari, insegnanti, pedagogisti, psicologi, assistenti sociali.

Gli ultimi mesi della vita di Bollea sono stati segnati da un appello per tutelare l'indipendenza, e prima ancora il ruolo, della facoltà di neuroropsichiatria infantile dell'Università La Sapienza di Roma e del relativo Istituto neuropsichiatrico in via dei Sabelli che lui aveva fatto nascere. «Non distruggete la mia casa dei bambini», è stato il suo ultimo appello.

Giovanni Bollea su wiki

fonte: la stampa

8 febbraio 2011

Bellezza e vecchiezza

Bellezza: qualità di chi (o di ciò che) è bello; la bellezza è una specie di armonia visibile che penetra soavemente nei cuori umani (Foscolo).

Vecchiezza: condizione di chi è vecchio (sana, fiorente, prospera, valida).

Anouk Aimée, 78 anni, Foto André Rau

Claudia Cardinale, 71 anni, foto Carole Bellaiche

Lauren Hutton, 67 anni, foto Ruven Afanador

"... puoi percepire la vera bellezza di una persona solo quando invecchia."