11 ottobre 2010

Il nesso tra linguistica e politica

Domanda: Spesso la gente si domanda quali rapporti ci siano tra il suo lavoro di linguista e l'impegno politico.

Risposta: In realtà non c'è alcun collegamento diretto. Potrei fare le stesse cose anche se fossi uno studioso di topologia algebrica. O forse un collegamento c'è, ma vago. Chi si occupa di linguistica lo fa per varie ragioni, ma fin dall'inizio - e per i cinquant'anni successivi - io me ne sono interessato perché vi trovavo il modo di studiare alcuni aspetti delle facoltà mentali superiori degli esseri umani e, in ultima analisi, della natura umana, che dovrebbero manifestarsi in ogni ambito. Quello del linguaggio è uno dei pochi campi nei quali si possono studiare con grande attenzione capacità umane molto profonde, uniche ed essenziali, ottenendo risultati che vanno oltre la comprensione superficiale. In altri settori è difficilissimo realizzare qualcosa del genere, ma qui è possibile.


 "Noam Chomsky DOPO L'11 SETTEMBRE"

Da secoli si è consapevoli che al centro di questa capacità di usare il linguaggio c'è quello che è stato talvolta definito “l'aspetto creativo”, la libera capacità di fare quello che io e lei stiamo facendo: esprimere i nostri pensieri senza costrizioni, in modi nuovi, sia pure nell'ambito di certi limiti. Questa capacità è in qualche modo un elemento fondamentale della natura umana. È al centro della filosofia cartesiana, per esempio. Ed è possibile imparare qualcosa non tanto su come lo facciamo, che è al di là dei limiti della ricerca, ma almeno sui meccanismi che entrano in gioco.
Interrogativi del genere sorgono per ogni aspetto delle capacità umane, e si tratta di questioni ormai antiche: due secoli e mezzo fa, David Hume indicò che il fondamento della morale deve essere ciò che noi chiamiamo oggi grammatica generativa. Lui non la chiamava così, ma si tratta comunque di un insieme di principi che siamo in grado di applicare a situazioni nuove, senza restrizioni. Hume sottolineò che questi principi devono essere elementi della nostra natura, in quanto non c'è modo di acquisirli con l'esperienza. Non arrivò a dirlo, ma una delle conseguenze è che devono essere uniformi. In effetti non avrebbe potuto affermarlo perché, all'epoca, non si riteneva che gli esseri umani fossero uniformi; ma oggi sappiamo che sono quasi intercambiabili. La variazione genetica all'interno della specie è molto piccola, minuscola. Probabilmente deriviamo tutti da un piccolo gruppo relativamente recente, perciò siamo sostanzialmente la stessa creatura, e anche questi principi devono essere uniformi.
In teoria si può imparare qualcosa su questi aspetti della natura umana passando al campo delle attività che comprendono la politica, ma anche la vita personale e tutto il resto. Poniamo il caso di un uomo che prende posizione su qualcosa: per esempio è favorevole a lasciare le cose come stanno, o a qualche piccola riforma, o alla rivoluzione, o a qualsiasi altra cosa. Se lo fa seriamente, agisce come una sorta di agente morale, pensando che le sue azioni devono rispettare alcuni criteri morali essenziali, e prende una certa posizione perché è convinto che sia vantaggiosa per tutti; che in qualche modo riveli e rafforzi la natura fondamentale delle persone, e che le dia modo di esprimersi.
Sotto questo aspetto c'è un collegamento teorico, ma alquanto astratto, perché quando si affronta una realtà complessa come quella degli esseri umani, si resta sempre in superficie. In realtà noi non sappiamo rispondere a interrogativi del genere neppure per gli insetti. Occorrerà molto tempo, sempre che ci si arrivi, prima di raggiungere una sorta di comprensione scientifica di questioni del genere. C'è pertanto una specie di collegamento ideale, ma non esistono collegamenti deduttivi.

Ma in qualche modo i suoi appelli ai principi fondamentali nelle questioni politiche e morali...

Ci sono analogie, un'aria di famiglia per così dire. Ma siamo ben lontani dal poter pensare di tracciare collegamenti stretti.

Noam Chomsky
DOPO L'11 SETTEMBRE

 A cura di John Junkerman e Takei Masakazu
Traduzione di Pino Modola

© Noam Chomsky, 2003
Originally published by Seven Stories Press,
New York, usa, 2003

© Gruppo editoriale il Saggiatore S.p.A., Milano 2003
Titolo originale: Power and Terror. Post-9/11 Talks and Interviews

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