21 agosto 2010

Necessità di trattamento della depressione

Più o meno tutti noi sappiamo, per averlo provato, cosa significhi sentirsi depressi, ma ciò non è sufficiente per capire la profondità della tristezza che affligge chi è colpito da quel disturbo dell’umore noto come depressione maggiore. Il problema è che il termine viene utilizzato con una varietà di significati, a partire dalla descrizione di una condizione di infelicità piuttosto comune e normale, per passare a quella di uno stato d’animo volto in modo persistente al pessimismo, fino alla descrizione di uno stato di grave malinconia psicotica, che alcune persone, una volta guarite, paragonano alla sensazione di trovarsi intrappolati in fondo ad un pozzo nero.

"sul trattamento della depressione"

In termini di sofferenza umana le conseguenze di un reale stato depressivo non trattato sono enormi: tra esse, infatti, si annoverano la perdita di autostima, gli effetti collaterali dei tentativi di automedicazione con alcol e farmaci, la distruzione della famiglia, del matrimonio e della carriera, l’invalidità cronica e, purtroppo molto frequentemente, la morte prematura per suicidio.

Uno studio del 1994 ha stimato che la depressione costi annualmente agli Stati Uniti 43 miliardi
di dollari in giorni lavorativi persi, mancata produttività e spese mediche in senso stretto.
Secondo una stima dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2020 la depressione sarà la malattia più diffusa nel mondo. Negli Stati Uniti una donna su quattro e un uomo su otto vengono colpiti da una forma depressiva, più o meno grave, almeno una volta nella vita. Un recente sondaggio ha dimostrato che in circa un terzo dei pazienti adulti affetti da depressione maggiore, la malattia viene correttamente diagnosticata dal medico di base solo un anno dopo l’esordio sintomatologico.

Le conseguenze della mancata diagnosi possono essere molto gravi, visto che almeno metà di questi
soggetti pensa al suicidio e che il 15% di tutti i pazienti depressi si toglie effettivamente la vita. Nella nostra società qualsiasi altra malattia che provocasse una tale percentuale di decessi sarebbe certamente considerata un flagello.

Ormai è riconosciuto che la depressione è un problema spesso sottovalutato in età adolescenziale e pre-adolescenziale, una malattia che tende a fare la sua comparsa in soggetti sempre più giovani. La tragica conseguenza di questo fatto è che il suicidio sta diventando sempre più comune tra gli
adolescenti e i giovani adulti, tanto da rappresentare la seconda causa di morte tra i bambini e gli adolescenti.

Un altro elemento degno di nota è che la depressione non trattata può aggravare il rischio d’insorgenza e il decorso delle malattie polmonari e cardiovascolari, il che significa che nei depressi, anche escludendo la possibilità di un suicidio, aumenta il rischio di morte prematura e diminuiscono le prospettive di sopravvivenza.  Un recente studio tedesco ha evidenziato che lo stato di depressione costituisce un significativo fattore di rischio di morte prematura anche in quei soggetti cui non sia stata diagnosticata una depressione maggiore. In effetti, il rischio di morire entro i 2 anni successivi aumentava del doppio nei depressi ricoverati in ospedale.


© NUOVE PROSPETTIVE PER IL TRATTAMENTO DELLA DEPRESSIONE 
W. Marvin Davis, B.S. Pharm., M.S., PhD., Professor, Department of Pharmacology and Research Professor, Research Institute of Pharmaceutical Sciences, School of Pharmacy, University of Mississippi

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