7 luglio 2010

Muriel Barbery, L'Eleganza del riccio



E' stata polemica sull'arrivo in Italia del film in uscita nelle sale italiane, "Il riccio", tratto (ma l'autrice la pensa diversamente), dal bestseller "L'eleganza del riccio" (in Italia edito da e/o) di Muriel Barbery, che ha dichiarato:  "A malincuore esco dal mio riserbo, perchè il pubblico italiano merita di essere informato, Eagle Pictures, distributore italiano del film di Mona Achache, rifiuta di riprodurre nella locandina italiana la dicitura 'liberamente ispirato a', e utilizza elementi grafici della copertina del mio libro senza l'autorizzazione mia e dei miei editori. Così si suggerisce l'idea che il film e il libro siano la stessa cosa. Il che mi costringe a ripetere che il libro e il film sono troppo differenti per portare lo stesso titolo. Non posso accettare che Eagle Pictures non rispetti la mia volontà di affermare la differenza tra il libro e il film, che al romanzo è solo liberamente ispirato".





... "Ma ora, per la prima volta, sono stata male, tanto male. Un pugno nello stomaco, senza respiro, il cuore in poltiglia, lo stomaco completamente spappolato. Un dolore fisico insopportabile. Mi sono chiesta se mai un giorno potrò rimettermi da questo dolore. Volevo urlare dal dolore. Ma non ho urlato. Adesso la sofferenza c'è ancora, ma non mi impedisce più di camminare o di parlare, mentre provo una sensazione di impotenza e assurdità totali. Allora è proprio così? Di colpo svaniscono tutte le possibilità? Una vita piena di progetti, di discussioni appena abbozzate, di desideri ancora non esauditi si spegne in un secondo, e non rimane più niente, non c'è più niente da fare, non si può più tornare indietro?
Per la prima volta in vita mia ho sperimentato il senso delle parole mai più. Beh, è una cosa terribile. Le pronunciamo cento volte al giorno, ma non sappiamo cosa stiamo dicendo se non ci siamo ancora confrontati con un vero “mai più”. In fondo ci illudiamo sempre di poter controllare ciò che accade; nulla ci sembra definitivo. Anche se in queste ultime settimane dicevo che presto mi sarei suicidata, non so se ci credessi veramente. Ma questa decisione mi faceva davvero provare il senso della parola “mai”? Niente affatto. Mi faceva provare il mio potere di decidere. E penso che, qualche istante prima di mettere fine alla mia vita, “finito per sempre” sarebbe rimasta ancora un'espressione vuota. Ma quando qualcuno a cui vuoi bene muore... allora posso dire che capisci cosa significa, ed è una cosa che fa molto molto male. È come un fuoco d'artificio che si spegne di colpo e tutto diventa nero. Mi sento sola, malata, ho la nausea e ogni movimento mi costa uno sforzo immane.
...Stasera, ripensandoci, con il cuore e lo stomaco in subbuglio, mi dico che forse in fondo la vita è così: molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non è più lo stesso. È come se le note musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai.
Sì, è proprio così, un sempre nel mai.
Non preoccuparti, Renée, non mi suiciderò e non darò fuoco proprio a un bel niente.
Perché d'ora in poi, per te, andrò alla ricerca dei sempre nel mai.
La bellezza, qui, in questo mondo."

© Muriel Barbery, edizioni e/o

Muriel Barbery è nata nel 1969 a Bayeux. Docente di filosofia, insegna all'IUFM di Saint-Lô. L'eleganza del riccio è il suo secondo romanzo. Pubblicato in Francia da Gallimard, in poco tempo ha scalato le classifiche, arrivando al primo posto e vincendo numerosi premi tra cui il Prix Georges Brassens 2006, il Prix Rotary International 2007 e il Prix des Libraires 2007.

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