22 giugno 2010

Si può impazzire?


Dal 21 giugno Radio2 Rai segue il convegno a Trieste dal tema Impazzire si può, al centro del dibattito la questione della guarigione. Si tratta del primo convegno nazionale ideato da persone e associazioni con l'esperienza del disturbo mentale, in programma da ieri e fino al 24 giugno nel Parco di San Giovanni. Un modo concreto per ricordare i trent'anni dalla morte dello psichiatra Franco Basaglia; i testimonial dell'iniziativa sono la scrittrice Dacia Maraini e l'attore Fabrizio Gifuni, che ha interpretato il ruolo di Basaglia nella fiction C'era una volta la città dei matti.



A Trieste si terrà per l'occasione il raduno nazionale delle radio per la salute mentale, presenti il conduttore di Caterpillar Massimo Cirri e lo staff di Radio Fragola: il progetto è quello di registrare una trasmissione comune sui temi di Impazzire si può, in onda su tutte le emittenti, su Radio2 Rai condurrà la scrittrice Chiara Gamberale.

Nascerà dunque da Trieste, “la città dei matti”, anche la proposta per un codice etico per giornalisti e operatori dell’informazione che trattano notizie riguardanti il disturbo e il disagio mentale.

A tenerla a battesimo sarà il convegno stesso – organizzato per iniziativa di alcune associazioni, in collaborazione col Dipartimento di Salute Mentale di Trieste e con il patrocinio della Provincia e del Comune giuliani – che sino a giovedì prossimo renderà Trieste la capitale del confronto tra chi questo disagio lo vive e vuole condividere saperi e esperienze per fare salute mentale nella comunità.

Quella che è già stata battezzata la ‘Carta di Trieste’, vuole – similmente alla Carta di Treviso per i bambini e la Carta di Roma per i migranti – affrontare la questione di una possibile autoregolamentazione. Un’iniziativa che si avvarrà dei contributi del presidente della Fnsi (Federazione nazionale della Stampa), Roberto Natale, del filosofo Pier Aldo Rovatti, dell’attore Fabrizio Gifuni, il Franco Basaglia del piccolo schermo, e, in videoconferenza, della scrittrice Dacia Maraini.

Il convegno, che si tiene nella suggestiva cornice dell’ex ospedale psichiatrico – un parco che oggi ospita, oltre all’Azienda sanitaria locale, anche l’Università e altre attività – porterà la testimonianza e l’esperienza diretta della malattia raccontata da chi la vive giorno per giorno, per dimostrare che “guarire si puo”, ha affermato lo psichiatra triestino Beppe Dell’Acqua, direttore del Dipartimento di salute mentale.

“Un’affermazione che vuole porre al centro il percorso di ciascun malato – ha detto Dell’Acqua – per combattere il pregiudizio, ancora fortemente radicato, del malato mentale irrecuperabile”. “Dalle associazioni presenti al convegno, che hanno portato a Trieste circa 350/400 partecipanti – ha spiegato Dell’Acqua – emerge forte la spinta emancipativa”. Che non può essere penalizzata dalla crisi, “un paravento – ha sottolineato lo psichiatra – con cui si gioca la partita sporca nel voler ridurre la possibilità emancipatoria di persone che soffrono di disagio mentale”.

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