14 aprile 2010

Caccia al clandestino

Chi vince le elezioni non è legittimato poi a decidere al di sopra delle leggi, eppure alcune amministrazioni osano più del dovuto.

Una mozione della Lega Nord in Friuli Venezia Giulia propone di mandare delle "spie" nei pronto soccorso degli ospedali per denunciare i pazienti clandestini. Un modo alternativo di riproporre il tentativo fallito un anno fa per spingere i medici a segnalare gli immigrati senza permesso di soggiorno. L'idea è del capogruppo della Lega in consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Danilo Narduzzi, che ieri ha depositato una mozione alla giunta: «Se i medici non possono segnalare i clandestini che arrivano in ospedale vuol dire che c'è una zona franca nel testo unico sull'immigrazione che noi vogliamo colmare».

Il gruppo del Carroccio chiede che la giunta regionale si attivi con il governo «per modificare la legge applicando le norme anche negli ospedali: serve sicurezza, i clandestini non possono continuare a spadroneggiare in Italia», spiega Narduzzi, non nuovo a iniziative simili (lui, di professione insegnante, ha proposto graduatorie per professori e maestri su base regionale). «Il Friuli è regione a statuto speciale, chiediamo all'assessore che valuti se ci sono margini per agire in autonomia, applicando i controlli».

La proposta della Lega è che il personale amministrativo già in servizio in ospedale, all'arrivo di un paziente senza documenti di identità e tessera sanitaria, lo indirizzi verso un medico per le prime cure, ma contemporaneamente lo segnali alle forze dell'ordine.

All'obiezione che in questo modo si rischia che i clandestini non vadano più in ospedale anche in situazioni di emergenza per paura di essere denunciati, replica serafico: «Noi non neghiamo il diritto alla cura: ma subito dopo chi è clandestino deve tornare al suo Paese».

I leghisti friulani sostengono così di voler avvicinare le nostre leggi a quelle di altri Paesi europei «dove i medici segnalano i clandestini». Duro il commento del senatore Pd Ignazio Marino: «La Lega provoca, oppure non hanno letto l'articolo 32 della Costituzione che sancisce la tutela della salute come diritto fondamentale».

fonte: eDott sanita' quotidiana

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