17 marzo 2010

Leader carismatici (fragili)

 Dal 'Fatto quotidiano' di oggi 17 marzo 2010, Il Cavaliere dell'amore, di Luigi Galella

"... Dallo sfortunato incidente del Duomo 
di Milano in miniatura, che lo colpì sul 
 volto rischiando di ucciderlo, che Berlu
sconi ha impugnato la spada dell'amore. E 
come quei cavalieri che sterminarono gli 
albigesi sotto la guida di Simon de Montfort 
'nel XIII secolo al grido di "Tuez-les tous!" (ammazzateli tutti), ora lui e i suoi scudieri 
braccano gli infedeli, per colpire l'eresia 
ovunque essa si annidi. Ad esempio in tv, 
dove perfidi catari coltivano e propagano 
l'odio.

Il Cavaliere dell'Amore può contare su di
sciplinati eserciti, ma soprattutto su quella 
che considera la sua maggiore virtù, la qualità della fascinazione empatica che si ir
radia dalla sua stessa figura: il carisma del 
leader. Che si trasmette come un virus, e si 
contrae attraverso un semplice sguardo del 
capo, un tocco della mano, una carezza, 
una pacca sulla spalla.

Lunedì sera è tornato l'odio. l'Infedele di 
Gad Lerner (La7, 21:10) ha materializzato 
uno dei massimi artefici di quella tv "che non bisogna vede
re" e sulla quale si è 
già abbattuta la furia 
iconoclasta della 
censura divina. Se 
non proprio lui in 
persona abbiamo 
potuto ascoltare, in
fatti, la voce di Mi
chele Santoro. Giungeva chiara e nitida e 
rivelava alcune semplici verità: "In Italia 
c'è un indebolimen
to della democrazia 
e una bassa considerazione dei partiti. Il leader stabilisce un 
rapporto diretto con l'opinione pubblica. 
La sua funzione di leader va verificata quotidianamente perché il sistema di relazioni 
è fondato solo sul suo carisma. Berlusconi 
non sopporta che ci siano squarci dentro la 
rappresentazione che dà di sé stesso all'opinione pubblica. Ecco perché ce l'ha con 
noi".

Il carisma e l'amore, quindi.

Francesco Alberoni, in studio, ha ricordato che Berlusconi "è come un bambino, non sopporta la 
voce che lo attacca. Molti capi di movimen
ti hanno questo tipo di atteggiamento".
Il sociologo ha poi spiegato che in un mo
vimento il capo viene idealizzato, non tanto 
da quelli che gli sono intorno, ma piuttosto 
dal "seguace lontano".

Ne deduciamo che per amare Berlusconi 
bisogna stargli a distanza.

Sarà per questo 
che molti di quelli che hanno accompagnato la nascita di Forza Italia - è sempre 
Alberoni a rammentarlo - non sono più al 
suo fianco. Stanchi di vivere all'ombra di un 
ego ipertrofico, hanno preferito scompa
rire.

Ma è veramente un leader carismatico B.? L'attenzione ossessiva ai sondaggi 
e l'eccessiva sensibilità nei confronti delle 
variazioni d'umore del suo "popolo" con
figurano in realtà un "carisma" fragile, che 
necessita di perenni riconoscimenti, nutri
to di quella tv che ha creato e che vive ogni 
critica in tv come ferita alla sua onnipo
tenza mediatica.

Che considera mortale perfino la comparsa 
- come osserva Santoro - di un semplice 
punto interrogativo. "Tuez-les tous", quin
di. Le opinioni, certo. I regimi moderni 
hanno in odio il sangue. "

link nel sito:
politica e psicopatologia
identificazione e proiezione
la psicopatologia di b. secondo Mancia

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