28 dicembre 2010

L'amore ai tempi di Bin Laden



Dai toni lievi del Il diario di Bridget Jones alle parole affilate di una lettera indirizzata nientemeno che a Osama Bin Laden: sette anni dopo l'esordio alla regia cinematografica con la commedia ispirata al libro di Helen Fielding, la regista Sharon Maguire torna dietro la macchina da presa con una storia completamente diversa, ma ugualmente ispirata ad un romanzo, il dramma Incendiary di Chris Cleave.

altro link nel sito: Cinema e psichiatria

L'amore ai tempi di Bin Laden, recensione del film "Senza apparente motivo"

6 dicembre 2010

Afasia e psicoanalisi (la cura oltre le parole)

Il lungo brano a seguire è tratto dal libro di Oliver Sacks: L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello, il capitolo dal titolo: Il discorso del presidente. Tratta del problema della afasia sensoriale (percettiva), condizione di patologia neurologica che impedisce a chi ne è affetto di comprendere il significato delle parole. L'afasia percettiva in termine medico viene anche chiamata sordità cerebrale e consiste nella incapaci­tà di comprendere il significato del lin­guaggio parlato pur essendo integro e funzionale l'u­dito. Il brano, pur riferendosi ad una condizione neurologica, si presta a suggestioni interessanti in merito ad un aspetto del lavoro psicoterapico, che talora si basa - per l'interpretazione -  su "... gli elementi rivelatori extraverbali: il tono della voce, l'intonazione, le sottolineature o le inflessioni evocative, e inoltre gli ausilii visivi: le espressioni del viso, i gesti, tutto il proprio repertorio personale e la propria postura, che sono in gran parte inconsci". L'analista, come l'afasico, coglie la realtà inconscia oltre le parole.



2 dicembre 2010

Casi clinici (e letterari) di attacchi di panico

Un "caso clinico" di attacco di panico. E l'immancabile intervento dello psichiatra"organicista", che vede bene di prescrivere ansiolitici ed antidepressivi, in una descrizione esilarante tratta dal libro  "Testimone inconsapevole" di Gianrico Carofiglio. 



27 novembre 2010

Oliver Sacks, medico e naturalista

 «Mi sento infatti medico e naturalista al tempo stesso; mi interessano in pari misura le malattie e le persone; e forse anche sono insieme, benché in modo insoddisfacente, un teorico e un drammaturgo, sono attratto dall'aspetto romanzesco non meno che da quello scientifico, e li vedo continuamente entrambi nella condizione umana, non ultima in quella che è la condizione umana per eccellenza, la malattia: gli animali si ammalano, ma solo l'uomo cade radicalmente in preda alla malattia».



26 novembre 2010

Le psicoterapie (Gabbard, Cortina)


Gabbard G. O., a cura di
Le Psicoterapie
Teorie e modelli d’intervento

Collana: Fuori collana
Anno/Pagine: 2010 / pp. 972    
ISBN: 978-88-6030-352-3
prezzo copertina: € 76,00

Le psicoterapie, prendendo in esame tutte le principali scuole la psicoterapia psicodinamica, la terapia cognitivo-comportamentale, la psicoterapia interpersonale, la psicoterapia supportiva, la terapia di gruppo, familiare e di coppia –, è un testo fondamentale per gli studenti, gli studiosi e gli psicoterapeuti di ogni orientamento, indipendentemente dal loro background culturale.

Glen Gabbard ha riunito gli studiosi più autorevoli nei differenti ambiti per realizzare un volume organizzato in modo magistrale. Oltre alle terapie individuali e di gruppo, sono trattate le forme di psicoterapia integrata, il rapporto tra farmaci e psicoterapia e gli aspetti etico-deontologici della professione. Strutturato per facilitare il confronto tra le diverse modalità di trattamento, questo manuale, facile da consultare, non dovrebbe mancare negli scaffali di ogni professionista della salute mentale.

Glen O. Gabbard, uno dei più autorevoli psichiatri psicodinamici contemporanei, dirige la Clinica psichiatrica del Baylor College of Medicine di Houston. Per le edizioni Cortina ha pubblicato, tra gli altri, Psichiatria psicodinamica (2007).

24 novembre 2010

Grande isteria: la crisi isterica

"... Ma di colpo si è rovesciata sulla poltrona, come in preda a moti convulsivi. Il dottor Du Maurier ha chiamato un’infermiera, e insieme hanno trasportato la ragazza sul letto. Il dottore ha detto: – Di solito quando ha una crisi del genere passa da una condizione all’altra. Non ha ancora perso conoscenza, c’è solo contrattura della mascella e della lingua. Basta una leggera compressione ovarica…



Dopo un poco la mascella inferiore si è abbassata, deviando a sinistra, la bocca si è messa di traverso, restando aperta così che si vedeva in fondo la lingua, incurvata a semicerchio, con la punta invisibile, come se la malata stesse per ingoiarla. Poi la lingua si è distesa, si è allungata bruscamente uscendo per un tratto dalla bocca, rientrandone e riuscendone più volte di seguito a grande velocità, come dalla bocca di un serpente. Infine lingua e mascella sono tornate allo stato naturale, e la malata ha pronunciato qualche parola: – La lingua… mi scortica il palato… Ho un ragno nell’orecchio…
Dopo un breve riposo, la malata ha mostrato una nuova contrattura della mascella e della lingua, di nuovo calmata con una compressione ovarica, ma dopo poco la respirazione si è fatta faticosa, dalla bocca uscivano poche frasi mozze, lo sguardo era diventato fisso, le pupille si erano portate in alto, tutto il corpo era diventato rigido; le braccia si erano contratte eseguendo un movimento di circonduzione, i polsi si toccavano dalla parte dorsale, gli arti inferiori si erano allungati…
Piedi a varo equino, ha commentato Du Maurier. È la fase epilettoide. Normale. Vedrete che seguirà la fase clownesca…
La faccia si è progressivamente congestionata, la bocca si apriva e si chiudeva a tratti, e ne usciva una bava bianca sotto forma di grosse bolle. Ora la malata cacciava urli e gemiti come “uh! uh!”, i muscoli del viso erano presi da spasmi, le palpebre si abbassavano e si rialzavano alternativamente; come se la malata fosse un’acrobata, il corpo si curvava ad arco e non poggiava più che sulla nuca e sui piedi.
Per alcuni secondi si è avuto l’orrido spettacolo circense di un burattino disarticolato che sembrava avesse perso il suo peso, poi la malata è ricaduta sul letto, e ha preso ad assumere atteggiamenti che Du Maurier definiva come “passionali”, dapprima quasi di minaccia, come se volesse respingere un aggressore, poi quasi da monella, come se strizzasse l’occhio a qualcuno. Subito dopo ha assunto l’aria lubrica di una adescatrice che invita il cliente con movimenti osceni della lingua, quindi si è messa in posa di supplica amorosa, lo sguardo umido, le braccia tese e le mani giunte, le labbra protese come a invocare un bacio, infine ha volto gli occhi così in alto da mostrare solo il bianco della cornea, ed è esplosa in un deliquio erotico: – Oh mio buon signore, diceva con voce rotta, oh serpente dilettissimo, sacro aspide… sono la tua Cleopatra… qui sul mio petto… ti allatterò… oh amore mio entrami tutto dentro…
– Diana vede un suo serpente sacro che la penetra, altre vedono il Sacro Cuore che si congiunge con loro. Vedere una forma fallica o una immagine maschile dominante e vedere colui che l’ha stuprata nell’infanzia, mi diceva Du Maurier, talora per un’isterica è quasi la stessa cosa.

la desrizione di una crisi isterica nel libro: il cimitero di Praga, di Umberto Eco (da cui è tratta anche l'illustrazione).

altri link nel sito:
magnetismo e ipnosi
disturbo di conversione (Isteria)

23 novembre 2010

Psicoanalisi classica

La psicoanalisi è una teoria della personalità, un metodo di ricerca e una disciplina scientifica. Nell'attuale pratica clinica, si tratta di un intervento pluralistico che parte da diversi costrutti teorici e ruota intorno a vari fondamentali punti di discordia.
Le difficoltà di un paziente originano da conflitti o da deficit? La psicoanalisi è fondamentalmente una psicologia della persona singola o del rapporto interpersonaIe? Le informazioni su cui si basa la psicoanalisi devono limitarsi all'esperienza soggettiva del paziente oppure dovrebbero ampliarsi fino a comprendere anche l'esperienza dell'analista? La psicopatologia origina principalmente dagli eventi traumatici della realtà oppure trova la sua genesi soprattutto nel ruolo della fantasia nella distorsione degli eventi reali? Le espressioni sintomatiche derivano dalla fase edipica dello sviluppo o da esperienze molto più precoci?

"Sulla psicoanalisi"

16 novembre 2010

Magnetismo e ipnosi

"... Per noi quello che spesso avviene alla Salpêtrière sa più di teatro che di clinica psichiatrica. Intendiamoci, non per mettere in questione le infallibili qualità diagnostiche del Maestro…
– Non per metterle in dubbio, confermava Burot. È la tecnica dell’ipnotismo in sé che…


Il brano a seguire è tratto dal libro di Umberto Eco: Il Cimitero di Praga. Lungo il XIX secolo, tra Torino, Palermo e Parigi, troviamo una satanista isterica, un abate che muore due volte, alcuni cadaveri in una fogna parigina, un garibaldino che si chiamava Ippolito Nievo, scomparso in mare nei pressi dello Stromboli, il falso bordereau di Dreyfus per l’ambasciata tedesca, la crescita graduale di quella falsificazione nota come I protocolli dei Savi Anziani di Sion, che ispirerà a Hitler i campi di sterminio, gesuiti che tramano contro i massoni, massoni, carbonari e mazziniani che strangolano i preti con le loro stesse budella, un Garibaldi artritico dalle gambe storte, i piani dei servizi segreti piemontesi, francesi, prussiani e russi, le stragi in una Parigi della Comune dove si mangiano i topi, colpi di pugnale, orrendi e puteolenti ritrovi per criminali che tra i fumi dell’assenzio pianificano esplosioni e rivolte di piazza, barbe finte, falsi notai, testamenti mendaci, confraternite diaboliche e messe nere. Ed anche qualche riferimento all'ipnosi ed al magnetismo.

10 novembre 2010

Crisi di coppia

Il numero dei divorzi in Europa è sempre più in ascesa con alte percentuali soprattutto nei paesi dell'Est dove Estonia, Repubblica Ceca e Ungheria seguono il primo posto del Belgio che, nel 2004, ha raggiunto il 72,1 per cento. Percentuali più basse riguardano Grecia, Spagna e Italia con il 17 per cento nel 2003.
Ma dal rapporto Istat 2010 emerge che, in proporzione agli anni precedenti, il fenomeno in Italia è in evidente crescita. I 54.351 divorzi e le 84.165 separazioni del 2008, indicano un incremento del 7,3 e del 3,4 per cento rispetto all'anno precedente.

"crisi di coppia", articolo di L.V. Losacco, da Il giornale della previdenza, XV, 9 2010

Dov'è la causa del non funzionamento della coppia coniugale? Alcuni studi descrivono una sorta di "riduzione dell'investimento e dell'impegno tra i partner". Forse la responsabilità è anche nella cultura che sostiene l'individualismo con una maggiore tendenza a soddisfare i propri bisogni in forma autoreferenziale e a non entrare in relazione con l'altro/a. La conseguenza è una grande difficoltà a costruire un progetto di relazione di coppia e quindi la condanna alla solitudine. Certo "impegnarsi" ad accogliere e comprendere l'altro/a attraverso una comunicazione empatica, facendo attenzione all'uso delle parole giuste, al tono della voce, allo sguardo, alla postura adeguati, sarebbe più arricchente e accrescerebbe la fiducia tra i partner.

Una relazione affettiva, in cui si presuppone esser "connessi psicologicamente a un'altra persona", necessita di impegno e fiducia; proprio perché all'interno della relazione si comunicano emozioni, pensieri, intenzioni "ci si affida l'un l'altro". È la fiducia riposta reciprocamente che garantisce nel tempo la qualità della relazione nell'ambito della coppia. Anche quando tra le due persone vi sono bisogni o percezioni divergenti, è la fiducia tra loro che rende possibile la comprensione di eventuali necessità o di propri "nuclei psicologici" non risolti, il punto di vista o le intenzioni dell'altra persona. Se c'è fiducia e impegno ad ascoltare, l'eventuale interazione conflittuale diventa produttiva, anche lì dove sia caratterizzata da una coloritura emotiva.

Un conflitto con tali caratteristiche aiuta a crescere perché permette la comunicazione e la conoscenza, libera emozioni represse, ansia e stress.

Ma cosa accade quando avviene la chiusura all'ascolto e al partner si attribuiscono colpe e responsabilità fino a creare "una inevitabile barriera che impedisce di riconoscere gli sforzi dell'altro"?

La difesa ad oltranza di se stessi e la progressiva crescita di sfiducia nel partner portano ad un conseguente distacco emotivo e a continue azioni distruttive contro l'altro/a. Sfiducia e sofferenza, portano all'irrigidimento e a una tale inflessibilità da impedire ad entrambi i partner di trovare un accordo. Il conflitto in tal caso diventa distruttivo: l'intimità, la relazione affettiva, l'autostima e la sicurezza vengono soffocati fino a svanire.

Ma la presenza di conflitti distruttivi nella coppia coniugale che va in crisi, compromette anche la genitorialità.

Le incomprensioni tra coniugi determinano spesso sofferenza nei figli, specie se non gli si spiega quel che sta accadendo. Sentirsi triangolati nel conflitto tra genitori, contribuisce in maniera significativa a un loro scarso adattamento e a relazioni qualitativamente povere con entrambi i genitori, aspetto che riguarda tutte le età dei figli, anche quella adulta. Così che se la famiglia non è più la base sicura in grado di sostenere i processi di crescita ed esplorazione dello sviluppo umano a pagarne le spese sono sempre i figli.

link nel sito:
problemi di relazione

9 novembre 2010

Vieni via con me (balletto finale)

Il video del bellissimo balletto finale della trasmissione di Fazio e Saviano "Vieni via con me" dell' 8 novembre 2010.

altro link nel sito: omosessualità come malattia (l'intervento di Nichi Vendola).



Omosessualità e malattia

Nella trasmissione "Vieni via con me" di Fazio e Saviano, Nichi Vendola elenca espiazioni e definizioni dell'omosessualità.

La cancellazione dell'omosessualità dal DSM (Tratto da: wikipedia)

La revisione del 1973
Nel 1973 la American Psychiatric Association (APA) prese atto dell'assenza di prove scientifiche che giustificassero la precedente catalogazione dell'omosessualità come patologia psichiatrica, cancellandola dal suo elenco delle malattie mentali, il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders.

continua a leggere e vedi il video su: "terminologia e classificazione dell'omosessualità"

1 novembre 2010

Albert Einstein e la psicoanalisi di Freud

Un funzionario statale di Dresda che si autodefiniva uomo politico e psicoterapeuta di scuola adleriana, voleva fare un libro basato sulla psicanalisi di personaggi noti. A questo scopo scrisse il 17 gennaio 1927 a Einstein a Berlino, chiedendogli se avrebbe acconsentito a farsi psicanalizzare.


"Einstein e la psicoanalisi"

27 ottobre 2010

Ciascuno cresce solo se sognato (Danilo Dolci)


C’è chi insegna
guidando gli altri come cavalli
passo per passo:
forse c’è chi si sente soddisfatto
così guidato...

26 ottobre 2010

Requiem, di Hans-Christian Schmid (Trailer e recensione)

Requiem, di Hans-Christian Schmid con Sandra Hüller, Burghart Klaußner, Imogen Kogge, Anna Blomeier.

"Requiem", di H.C. Schmid

14 ottobre 2010

L'amore contro il dolore

Una prospettiva alternativa a quella secondo cui l'amore sarebbe - per lo più - fonte di dolore. Lo sapeva bene anche Virgilio: amor vincit omnia, e persino il dolore fisico.
Secondo uno studio dei ricercatori americani della Stanford University, infatti, intensi e appassionati sentimenti amorosi regalano un sorprendente effetto antidolorifico, paragonabile a quello dei farmaci ad hoc, ma anche di sostanze stupefacenti come la cocaina. Ma solo nel pieno turbinio dell'innamoramento.


 Unico problema: non si trova in farmacia, e nemmeno tra le sostanze illegali.
"Amore e dolore":

11 ottobre 2010

Il nesso tra linguistica e politica

Domanda: Spesso la gente si domanda quali rapporti ci siano tra il suo lavoro di linguista e l'impegno politico.

Risposta: In realtà non c'è alcun collegamento diretto. Potrei fare le stesse cose anche se fossi uno studioso di topologia algebrica. O forse un collegamento c'è, ma vago. Chi si occupa di linguistica lo fa per varie ragioni, ma fin dall'inizio - e per i cinquant'anni successivi - io me ne sono interessato perché vi trovavo il modo di studiare alcuni aspetti delle facoltà mentali superiori degli esseri umani e, in ultima analisi, della natura umana, che dovrebbero manifestarsi in ogni ambito. Quello del linguaggio è uno dei pochi campi nei quali si possono studiare con grande attenzione capacità umane molto profonde, uniche ed essenziali, ottenendo risultati che vanno oltre la comprensione superficiale. In altri settori è difficilissimo realizzare qualcosa del genere, ma qui è possibile.


 "Noam Chomsky DOPO L'11 SETTEMBRE"

9 ottobre 2010

Amitriptilina

Amitriptilina cloridrato (scheda tecnica) (nomi commerciali: Adepril Laroxyl Triptizol)

Classe farmacologica: Antidepressivo triciclico.



Scheda tecnica di: Amitriptilina cloridrato

6 ottobre 2010

Relazioni d'amore

Anni fa, quando i miei lavori sull' organizzazione borderline di per
sonalità misero in evidenza l'importanza dell'aggressività nella psico
dinamica di questi pazienti, un collega e amico mi disse, un po' per 
scherzo e un po' sul serio: "Ma perché non scrivi qualcosa sull'amore? 
Tutti hanno l'idea che tu ti preoccupi solo dell' aggressività! ".


"Relazioni d'amore", il libro di Otto Kernberg

5 ottobre 2010

Premio Nobel 2010 per i figli in provetta

Il Nobel per la Medicina è stato assegnato a Robert Edwards, il ricercatore padre dei bimbi in provetta il cui primo successo, Louise Brown, ha già compiuto 32 anni. La motivazione «ha cambiato milioni di destini» non convince molti nel mondo della scienza, dove il dibattito sulla bioetica è sempre aperto e fa infuriare la Chiesa. Il Vaticano boccia la scelta e parla apertamente di decisione fuori luogo e solleva dubbi non solo morali.

"Nobel allo scienziato dei figli in provetta"

Ig-Nobel 2010 per la medicina

Ieri è arrivato il primo Nobel 
di quest'anno: è andato a 
Robert Edwards, padre della fecondazione assistita. Ma mentre nei prossimi giorni 
verranno snocciolati i premi a 
tute le categore (a giorni, inoltre, si capirà se il comitato di 
Stoccolma accetterà la candida
tura di Internet a premio Nobel 
per la Pace) all'Università di 
Harvard sono stati assegnati dei 
premi singolari: sono i "2010 
Ig-Nobel Prizes", i Nobel per le 
scoperte - serie- che "prima 
fanno sorridere e poi pensare" .


"Ig-Nobel 2010"

4 ottobre 2010

Evoluzione, emozione, linguaggio e coscienza

A Roma dal 4 al 6 ottobre 2010, nell'Aula Magna dell'Università La Sapenza di Roma un interessante congresso di psicoterapia.

"Evoluzione, emozione, linguaggio e coscienza"

1 ottobre 2010

News sulla CFS (Sindrome da Fatica Cronica)

Riemerge la polemica sulle possibili cause della sindrome da fatica Cronica (CFS) dopo i risultati pubblicati negli Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine.

Nel 1988 è stata infatti identificata la cosiddetta sindrome da fatica cronica (CFS), condizione clinica caratterizzata da grave stanchezza disabilitante e disturbi del sonno e della concentrazione. Il disturbo è classificato nell'ICD­10 come una condizione mal definita di eziologia sconosciu­ta sotto il titolo Malessere e fatica.

30 settembre 2010

Pregiudizio e diversità

E' con una qualche meraviglia che ci troviamo a sottoscrivere - e riproporre - un testo in merito a "pregiudizio e diversità" pubblicato sul sito di "Generazione Italia" a firma di Alfredo Castiglione. Un unico distinguo, laddove l'autore afferma: "... Non sono solo i cattivi maestri a creare una società scadente, ma anche la natura dell’uomo...". Non riterremmo lecito generalizzare: non si tratta della natura dell'uomo, caso mai della cultura nella quale l'uomo accetta passivamente di vivere, o - al limite - della "natura"malata di alcuni uomini.

L'articolo è per il resto in sintonia perfetta con altri post di questo blog, cui rimandiamo. (vedi: la paura della diversità ; individuo, gruppo e società ; tutti i diversi del mondo ). Che stia davvero cambiando il mondo?



L’accettazione delle diversità di Alfredo Castiglione

29 settembre 2010

Farmaci "taroccati" (Le pillole velenose)

Un tempo i farmaci contraffatti 
erano un problema dei paesi in 
via di sviluppo. Ora minacciano 
anche i paesi ricchi. Che 
chiedono aiuto alla tecnologia 
per fermarne il commercio
I trafficanti di droga vengono puniti 
con pene severe quasi ovunque. Chi 
contrabbanda farmaci contraffatti, 
invece, spesso se la cava con poco. 
Ma le cose potrebbero cambiare: il settore 
farmaceutico ha convinto molti governi a 
inasprire le leggi contro il traffico di false 
medicine e ad aumentare i controlli.



Le pillole velenose - fonte: The Economist, Internazionale

28 settembre 2010

L'Io-Pelle (Didier Anzieu)


"... la pelle, che già nel liquido amniotico ha rappresentato il principale mezzo di comunicazione e di osmosi, anche dopo la nascita continua ad essere luogo privilegiato dell'attenzione e delle cure degli adulti nei confronti del bambino. 
In questo senso, il fragile io si consolida, sempre che ci sia una dinamica oggettuale valida che deve passare attraverso le comunicazioni, le emozioni e gli affetti che la pelle raccoglie e trasmette al bambino. 
Così l'Io fondamentalmente somatico tende a strutturarsi come Io-pelle. Ovverosia una struttura che è sempre più psichica, ma che ha ancora nel somatico la sua base. 
Credo utile sottolineare che questa dizione di Io-pelle è stata già utilizzata da uno psicoanalista (D. Anzieu)" 

(Tratto da: Nicola Lalli, Psicoterapia Dinamica, in www.nicolalalli.it)

27 settembre 2010

Terapia del tango

Giuseppe Cugini, insegnante 
e regista, ha vissuto le stesse 
frustrazioni dei ragazzi 
italiani di origine straniera.

Giuseppe Cugini, 36 anni, capisce 
bene lo spaesamento degli studenti di origine straniera delle 
scuole superiori di Parma dove insegna fisica. Nati e cresciuti in Italia, molti di loro 
si sentono italiani. Ma, a causa della pelle 
scura, non saranno mai considerati tali da 
molti italiani.


da: "Internazionale" di questa settimana, Un abbraccio per guarire - Laila Wadia

20 settembre 2010

Luoghi stabili, e quasi intoccabili

 Performance  di Web Art  di gruppo all’Aquila

Tra scenari emotivi, arte e terapia di gruppo  si creano spazio per  lo  sviluppo, la comunità e per il diritto di cittadinanza .

Concetta Di Lunardo

" Erano in tanti domenica sulla piazza di San Bernardino dell’Aquila,  riaperta dopo le ultime scosse, per accogliere un fiume di gente arrivata da ogni parte d’Italia.
Sulla scalinata i quadri nei laboratori di arte terapia hanno dato voce alle pietre. Parlano del cemento scadente, della memoria, dei sogni e delle speranze...


"L'Aquila: Web Art di gruppo, di Concetta di Lunardo"

13 settembre 2010

Malafede: la chiesa e la pedofilia

Il 2010 verrà ricordato come annus 
horribilis per la Chiesa di Roma. 
Gli scandali legati agli abusi sessuali commessi 
da sacerdoti cattolici su minori hanno indignato 
l'opinione pubblica mondiale e fatto tremare le 
mura di San Pietro.

Ma quale portata storica ha 
l'attuale crisi del Vaticano? Quali fattori hanno 
permesso che ciò accadesse? Che responsabilità 
hanno i vescovi delle diocesi colpite dagli scandali? 
Qual è stata la reazione del Papa? A questi e a molti 
altri interrogativi lo speciale che qui presentiamo 
vorrebbe dare alcune risposte.



"La chiesa cattolica e lo scandalo dei preti pedofili"

10 settembre 2010

Tutti i "diversi" del mondo

La Francia li espelle, l'Italia 
cerca di schedarli. I rom sono 
diventati il capro espiatorio 
preferito degli europei. 
Antonio Tabucchi su Le Monde scrive un articolo, riportato da Internazionale di questa settimana, nel quale affronta il tema della diversità. Ma la malattia vera è l'indifferenza.


E' facile dare la colpa agli zingari, Le Monde Magazine, Antonio Tabucchi (da: Internazionale)

9 settembre 2010

Doctorsbook, social network di medici

Negli ultimi 10 anni si è assistito ad un'enorme espansione dell'utilizzo di internet: nel 1998 solo pochi paesi - come l'Islanda, la Svezia e la Nuova Zelanda - registravano un elevato utilizzo del mezzo internet. Oggi, ad eccezione dell'Africa, tutto il mondo è connesso a Internet e il digitale, in tutte le sue forme, sta diventando parte importante e consistente della vita quotidiana non solo dei pazienti ma anche dei professionisti della salute.

"doctor book, social network per medici"

31 agosto 2010

Meccanismo d'azione degli psicofarmaci

Psicofarmaci, terapie per caso

Serendipity significa "trovare in modo 
inatteso (anche se non fortuito) ciò che non si sta cercando, ma che spesso si rivela importante".

La 
scoperta dei principali psicofarmaci si deve alla serendipity: Laborit, negli anni Cinquanta, sperimentando 
i farmaci da usare nell'anestesia, 
scoprì per caso la cloropromazina 
che si rivelò poi il capostipite degli 
antipsicotici.

Anche gli antidepressivi 
furono scoperti per caso: i medici 
notarono le proprietà stimolanti di un farmaco usato nei pazienti con 
la Tbc, l'iproniazide, e Nathan Kline 
provò a usarlo come antidepressivo. 



"il meccanismo di azione degli psicofarmaci":

21 agosto 2010

Necessità di trattamento della depressione

Più o meno tutti noi sappiamo, per averlo provato, cosa significhi sentirsi depressi, ma ciò non è sufficiente per capire la profondità della tristezza che affligge chi è colpito da quel disturbo dell’umore noto come depressione maggiore. Il problema è che il termine viene utilizzato con una varietà di significati, a partire dalla descrizione di una condizione di infelicità piuttosto comune e normale, per passare a quella di uno stato d’animo volto in modo persistente al pessimismo, fino alla descrizione di uno stato di grave malinconia psicotica, che alcune persone, una volta guarite, paragonano alla sensazione di trovarsi intrappolati in fondo ad un pozzo nero.

"sul trattamento della depressione"

17 agosto 2010

Il Libro rosso di Jung (Bollati Boringhieri)

Novembre 2010: Bollati Boringhieri pubblica Il Libro rosso di C. G. Jung

Finalmente anche in Italia il libro segreto di Jung, un'opera tanto temeraria e preziosa che solo oggi, grazie agli sforzi inesausti di Sonu Shamadasani, traduttore principale e autore del ponderoso saggio introduttivo, questo testo straordinario esce dal caveau della banca svizzera in cui era conservato, e vede la luce a ottant'anni dalla sua conclusione e a mezzo secolo dalla morte del suo autore.

13 agosto 2010

Sindromi nevrotiche, legate a stress e somatoformi

Sindromi nevrotiche, legate a stress e somatoformi nella classificazione ICD-10.

In questa sezione è raggruppata la maggior parte delle sindromi tradizionalmente considerate nevrotiche (con l’eccezione della depressione nevrotica).



27 luglio 2010

Salute mentale e cure materne

La stabilità interiore dell'adulto dipende dall'affetto materno nei primi mesi di vita.  La relazione tra cure materne e stabilità mentale confermata da recenti studi in sintonia con quanto da sempre affermato dalla psicoanalisi.

11 luglio 2010

Incontri


La pienezza delle immagini, contrapposta al vuoto delle parole.

In un incontro, così come in una terapia, può impararsi tutto ciò che è bene essere e fare, così come s'impara, talora, quel che sarebbe meglio non essere - o non dire.

Universi contrapposti ed inconciliabili.


7 luglio 2010

MSF Medecins sans frontieres IRPEF 5 per mille



“Mi chiamo Kanda e ho cinque anni. Nel mio villaggio ci sono molte zanzare che ci mordono e così ci ammaliamo. Sento caldo quando ho la malaria e mi ammalo spesso.


Muriel Barbery, L'Eleganza del riccio



E' stata polemica sull'arrivo in Italia del film in uscita nelle sale italiane, "Il riccio", tratto (ma l'autrice la pensa diversamente), dal bestseller "L'eleganza del riccio" (in Italia edito da e/o) di Muriel Barbery, che ha dichiarato:  "A malincuore esco dal mio riserbo, perchè il pubblico italiano merita di essere informato, Eagle Pictures, distributore italiano del film di Mona Achache, rifiuta di riprodurre nella locandina italiana la dicitura 'liberamente ispirato a', e utilizza elementi grafici della copertina del mio libro senza l'autorizzazione mia e dei miei editori. Così si suggerisce l'idea che il film e il libro siano la stessa cosa. Il che mi costringe a ripetere che il libro e il film sono troppo differenti per portare lo stesso titolo. Non posso accettare che Eagle Pictures non rispetti la mia volontà di affermare la differenza tra il libro e il film, che al romanzo è solo liberamente ispirato".


6 luglio 2010

Pazienti e persone

... “Ma Whitechapel non è cambiata granché da quando il signor Dickens ha descritto la vita delle sue strade. Oh, siamo andati avanti col movimento di riforma, ma i lavoratori vivono ancora nello squallore, la classe operaia è ancora pietosamente sottopagata, le nostre prigioni, i ricoveri e i manicomi sono voragini infernali.”


27 giugno 2010

Sindrome di burnout in medicina

"... E dove andiamo a trovare i rimedi per curare il 
nostro burnout? È molto semplice: li abbiamo anche 
dentro di noi, sono i doveri che abbiamo nell'esercizio 
della professione, scritti nel nostro Codice Deontologico.


22 giugno 2010

Si può impazzire?


Dal 21 giugno Radio2 Rai segue il convegno a Trieste dal tema Impazzire si può, al centro del dibattito la questione della guarigione. Si tratta del primo convegno nazionale ideato da persone e associazioni con l'esperienza del disturbo mentale, in programma da ieri e fino al 24 giugno nel Parco di San Giovanni. Un modo concreto per ricordare i trent'anni dalla morte dello psichiatra Franco Basaglia; i testimonial dell'iniziativa sono la scrittrice Dacia Maraini e l'attore Fabrizio Gifuni, che ha interpretato il ruolo di Basaglia nella fiction C'era una volta la città dei matti.


18 giugno 2010

La seconda primavera


"... L'abitudine ci ha reso familiari l'ordinamento, la regolarità, il perpetuo rinnovamento del mondo materiale che ci circonda. Per quanto caduca e transitoria sia ciascuna delle parti che lo compongono, per quanto agitati e nomadi i suoi elementi, malgrado tutto esso è durevole. E' tenuto insieme da una legge di continuità, e benché stia sempre morendo, è in perenne rinascita.


16 giugno 2010

Lisbeth Salander, Sindrome di Asperger



«I suoi problemi vanno molto oltre le condizioni che aveva in casa. Io ho letto tutte le perizie psichiatriche su di lei e non ho trovato una diagnosi.
Ma credo che possiamo essere d'accordo sul fatto che Lisbeth Salander non è come le persone normali. Ha mai giocato a scacchi con lei?»
«No.» 

31 maggio 2010

Talking cure (la cura con le parole), di David Cronenberg

David Cronenberg tra Jung, Freud, Sabina Spielrein e "Talking Cure".

Il regista canadese David Cronenberg dedicherà il suo prossimo film al tema della psicoanalisi portando sullo schermo il libro e "piece teatrale" ‘The Talking Cure’ di Christopher Hampton.

La pellicola sarà incentrata sulla storia della paziente Sabina Spielrein e sulla sua relazione con Carl Jung e Sigmund Freud.



19 maggio 2010

I "corti sul lettino", cinema e psicoanalisi, 2° edizione

Comunicato Stampa

2° Festival del Cortometraggio “I Corti sul Lettino - Cinema e Psicoanalisi”

Dopo il notevole successo della precedente manifestazione, suggellata dalla presenza del regista Roberto Faenza come presidente della giuria, Ignazio Senatore, psichiatra e critico cinematografico, dirigerà  la seconda edizione del Festival del Cortometraggio “I Corti sul Lettino -  Cinema e Psicoanalisi” rivolto ai filmaker italiani e stranieri. 




12 maggio 2010

Gli amori folli di Alain Resnais, trailer italiano e recensione

GLI AMORI FOLLI

Di Alain Resnais. Con Sabine 
Azéma, André Dussollier. 
Francia, 2009,104'



L'ultima follia di Alain Resnais, che ha 87 anni, arriva nelle sale.

Gli amori folli è uno tra i suoi 
film più belli. Una strabiliante 
lezione di libertà, un esercizio 
di incredibile acrobazia e anche 
una storia d'amore insolita e 
leggera, che unisce una coppia 
improbabile e divertente:

Marguerite, una tempesta di fasci
no che sembra scappata fuori 
da un libro a fumetti, e Georges, tranquillo pensionato che 
tuttavia nasconde qualche tizzone di brace sotto la cenere.

È 
un portafoglio a riattizzare il 
fuoco.

Georges lo trova in un 
parcheggio e vuole assolutamente incontrare la proprietaria, Marguerite.

Liberandosi 
con discrezione dalle catene del 
realismo, senza però mai la
sciarsi andare a una deriva surrealista, questa storia invita 
continuamente lo spettatore a 
perdersi insieme a lei.

Arricchi
to con un'infinità di riferimenti 
a tutto quello che piace a Resnais, il film è una vera cascata 
di linfa vitale, mescolata sottilmente e intimamente con l'om
bra della morte.

Questo lo ren
de un film unico, il cui maggior 
pregio (bisogna dirlo con tutto il tatto e la cautela del caso) è di 
avere un piede nell'infanzia e 
uno nella tomba.

Sembra un 
addio urlato con folle eleganza e sconvolgente serenità. 


recensione di Jacques Maudelbaum,
Le Monde



link nel sito: psiche nel cinema

1 maggio 2010

Farmakiller



Farmakiller è il libro verità sui rischi che corre ogni giorno la nostra salute a causa dei farmaci e della “medicalizzazione” della società. Una denuncia documentata dei danni irreparabili e delle morti causate dalla medicina ufficiale. Un colossale business costruito tutto sulla pelle dei malati e delle persone sane, avvalorato da “camici sporchi” e dalle tante Wanna Marchi della medicina e della scienza che piazzano ogni anno nuovi, inutili prodotti o costruiscono nuove carriere.

 il libro e' liberamente scaricabile in formato PDF dal sito stampalternativa.

questo il link : farmakiller

altri link nel sito: Marcia Angell, Farma&co

30 aprile 2010

Seminario sul sogno

Associazione Lachesi: seminario sul sogno.


Empoli, sabato 10 luglio 2010, ore 10.

26 aprile 2010

Triage (Trailer e recensione) - PTSD

Trailer italiano del film "Triage".



Il Film:
Due esperti fotoreporter, Mark e David, lavorano nel Kurdistan in guerra. Mark è molto ambizioso e vuole seguire i combattimenti da vicino alla ricerca della foto della sua vita, ma David ne ha abbastanza e molla tutto per ritornare a casa dalla moglie incinta, Diane. Quando anche Mark viene ferito e fa ritorno in Irlanda, rimane sconvolto nell'apprendere che non si hanno notizie di David. Esausto, disorientato, ossessionato da fantasmi di violenza e incapace di ritornare alla sua vecchia vita con Elena, l'uomo peggiora a vista d'occhio. In ospedale, i medici giungono alla conclusione che la sua paralisi è un problema psicologico legato a qualcosa accaduto a David e che Mark non vuole ricordare. A scoprirlo sarà l'anziano nonno di Elena, uno psichiatra esperto in traumi bellici e che si è occupato del 'recupero' dei criminali di guerra dopo la guerra civile spagnola. Alla sceneggiatura ha collaborato il giornalista americano Scott Anderson, autore del libro omonimo.

Triage
Regia : Danis Tanovic



Cast:
    •    Colin Farrell nel ruolo di Mark Walsh
    •    Kelly Reilly nel ruolo di Diane
    •    Christopher Lee nel ruolo di Joaquín Morales
    •    Paz Vega nel ruolo di Elena Morales
    •    Juliet Stevenson nel ruolo di Amy
    •    Nick Dunning nel ruolo di Dottor Hersbach
    •    Eileen Walsh nel ruolo di Dott.ssa Christopher
    •    Ian Mcelhinney nel ruolo di Ivan
    •    Jamie Sives nel ruolo di David
    •    Branko Djuric nel ruolo di Dottor Talzani
    •    Gail Fitzpatrick
    •    Reece Ritchie



link nel sito:
cinema e psichiatria
Disturbo post-traumatico da stress

22 aprile 2010

Il maratoneta nel deserto

"... Il deserto, uno spazio immenso, una distesa bianca, su cui i passi si muovono delicati ma al contempo energici, per lasciare un’orma sulla sabbia, per non far dimenticare l’umano passaggio; dove i pensieri scrivono parole e azioni a testimonianza del proprio vissuto; dove la vita disegna grandi sogni, traccia vie di evasione e strade verso nuovi orizzonti che a volte la bontà del tempo realizza e che altre, invece, il vento porta via tra i suoi respiri. Ma sta a noi, ad ogni individuo che cammina verso la vita, non arrendersi e camminare fino all’oasi che ristora il deserto. "

(dalla prefazione di Umberto Veronesi al libro "Il Maratoneta" di Luca Coscioni)

continua a leggere...

19 aprile 2010

Dilemma Placebo

In una rassegna pubblicata di 
recente su «The Lancet», Damien Finniss della Sydney Me
dical School dell'Università di 
Sydney ha fatto il punto sull'effetto placebo.

Questo fenomeno 
si osserva quando, in seguito alla 
somministrazione di un finto farmaco (ovvero una sostanza iner
te) si registra un'attenuazione dei 
sintomi nel paziente.

Sono due le osservazioni princi
pali che emergono dal lavoro di 
Finniss. Anzitutto il placebo è un 
effetto fisiologico genuino di cui 
sono almeno in parte note le basi  
biologiche. Inoltre, nota il ricerca
tore australiano, questo fenome
no è comunemente usato dai medici nel trattamento di una vasta 
gamma di disturbi.

Vista la diffusione della pratica Finniss solleva una questione etica: è giusto 
mandare a casa un paziente ignaro dopo avergli somministrato 
poco più che una caramella? 
«L'effetto placebo è un genuino 
fenomeno psicobiologico attribu
ibile al contesto terapeutico nel 
suo complesso», osserva Finniss, e
ciò significa che dipende non solo dalla convinzione del paziente riguardo l'efficacia di un trattamento, ma forse soprattutto 
dall'ambiente «medico» in cui vie
ne somministrato.

Per esempio al
cuni studi dimostrano che un'iniezione fatta da un medico o un 
infermiere è fino al 50 per cento 
più efficace rispetto a un'iniezione eseguita in maniera automatica e 
controllata da un computer.

Se ulteriori studi confermeranno 
l'effetto modulatorio dell'ambiente, in futuro sarà forse possibi
le somministrare una cura basata 
sul placebo a un paziente informato, a patto di creare un am
biente molto «convincente».

fonte: Federica Sgorbissa, Il Dilemma Placebo, Mente e Cervello, Aprile 2010


link nel sito:

effetto placebo, medicina mente - corpo

14 aprile 2010

Caccia al clandestino

Chi vince le elezioni non è legittimato poi a decidere al di sopra delle leggi, eppure alcune amministrazioni osano più del dovuto.

Una mozione della Lega Nord in Friuli Venezia Giulia propone di mandare delle "spie" nei pronto soccorso degli ospedali per denunciare i pazienti clandestini. Un modo alternativo di riproporre il tentativo fallito un anno fa per spingere i medici a segnalare gli immigrati senza permesso di soggiorno. L'idea è del capogruppo della Lega in consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Danilo Narduzzi, che ieri ha depositato una mozione alla giunta: «Se i medici non possono segnalare i clandestini che arrivano in ospedale vuol dire che c'è una zona franca nel testo unico sull'immigrazione che noi vogliamo colmare».

Il gruppo del Carroccio chiede che la giunta regionale si attivi con il governo «per modificare la legge applicando le norme anche negli ospedali: serve sicurezza, i clandestini non possono continuare a spadroneggiare in Italia», spiega Narduzzi, non nuovo a iniziative simili (lui, di professione insegnante, ha proposto graduatorie per professori e maestri su base regionale). «Il Friuli è regione a statuto speciale, chiediamo all'assessore che valuti se ci sono margini per agire in autonomia, applicando i controlli».

La proposta della Lega è che il personale amministrativo già in servizio in ospedale, all'arrivo di un paziente senza documenti di identità e tessera sanitaria, lo indirizzi verso un medico per le prime cure, ma contemporaneamente lo segnali alle forze dell'ordine.

All'obiezione che in questo modo si rischia che i clandestini non vadano più in ospedale anche in situazioni di emergenza per paura di essere denunciati, replica serafico: «Noi non neghiamo il diritto alla cura: ma subito dopo chi è clandestino deve tornare al suo Paese».

I leghisti friulani sostengono così di voler avvicinare le nostre leggi a quelle di altri Paesi europei «dove i medici segnalano i clandestini». Duro il commento del senatore Pd Ignazio Marino: «La Lega provoca, oppure non hanno letto l'articolo 32 della Costituzione che sancisce la tutela della salute come diritto fondamentale».

fonte: eDott sanita' quotidiana

13 aprile 2010

Ansia d'immagini

A Firenze, dal 17 aprile al 17 maggio 2010

Italo Zannier - Ansia d'immagini
orario: ore 10,00 – 19,00, chiuso mercoledì.
(possono variare, verificare sempre via telefono)

MNAF - MUSEO NAZIONALE ALINARI DELLA FOTOGRAFIA
Piazza Di Santa Maria Novella 14ar (50123)
+39 055216310 , +39 0552646990 (fax)
mnaf@alinari.it
www.alinarifondazione.it




(© Italo Zannier)


La mostra, curata da Angelo Maggi, si presenta come la memoria di un periodo storico della fotografia italiana caratterizzato dal Neorealismo, del quale Zannier è stato un protagonista anche con la fondazione del Gruppo Friulano e la stesura del “Manifesto” programmatico dello stesso neorealismo fotografico.

Una importante monografia dal titolo "Ansia di Immagini" presenta al MNAF, dal 17 aprile al 13 giugno 2010, il lavoro di fotografo svolto da Italo Zannier, figura di intellettuale preminente nel mondo della Fotografia anche per la sua lunga attività di studioso e critico, accompagnata da un'ampia pubblicistica che lo vede autore di più di cinquecento saggi e articoli e di oltre centotrenta tra volumi e fotolibri. Dal 1952 al 1976 è stato infatti tra i più attivi e considerati fotografi dell'Italia del dopoguerra, con riconoscimenti anche internazionali.

L'esposizione illustra l'attività di questi anni soprattutto come memoria di un periodo storico della fotografia italiana caratterizzato dal Neorealismo, del quale Zannier è stato un protagonista, fondando il Gruppo Friulano e scrivendo un "Manifesto" programmatico dello stesso neorealismo fotografico.

Testimone più attento e attivo nella lettura dei modelli culturali del suo Friuli, Zannier si è impegnato per vent'anni in un profondo lavoro di documentazione che si è spinto, con risultati sorprendenti nella pura ricerca estetica dell'immagine condotta con umana e intensa partecipazione. La stessa sensibilità è riconoscibile anche nel percorso professionale al fianco di artisti e architetti come appare evidente dal nutrito numero di pubblicazioni che rendono pieno merito al suo lavoro di ricerca.

Una selezione di immagini tratta dagli oltre 47.000 scatti in b/n e a colori che costituiscono l'archivio completo dell'attività fotografica svolta dall'autore e oggi conservato nelle Raccolte Museali della Fratelli Alinari insieme alla sua collezione di circa 5.000 stampe fotografiche originali d'epoca, che spaziano dall'800, con un fondamentale nucleo dedicato a Sommer, alla presenza di opere di molti tra i più prestigiosi autori italiani e stranieri, maestri della storia della fotografia del Novecento e contemporanea.

Disagio e malattie

" Chi c'è dietro il dilagante potere delle case farmaceutiche? Ma è ovvio:  
noi. Non siamo solo le vittime, non siamo solo i complici, siamo anche i mandanti della medicalizzazione della vita. Se ogni disagio diventa un insopportabile dolore, se ogni mancanza diventa una voragine nella quale 
temiamo di sprofondare, la nostra soggezione all'aiuto farmacologico, al sostegno 
psicologico, aumenta in progressione geometrica.

Accettare l'imperfezione, sopportare il limite, non sembra essere una qualità del nostro tempo. Peccato che niente sia più vulnerabile (meno perfetto) dell'ansia di perfezione: ci rende insicuri, fragili e permeabili ad ogni speculazione sulla nostra 
fragilità. Se il timido, il nervoso, il troppo sensuale, il vivace si convincono della natura 
sindromica di un tratto della loro personalità, ecco che aumenta a dismisura il target 
degli impasticcabili. In fin dei conti poter medicalizzare un difetto, o un ingrediente 
indigesto del nostro carattere, ci permette di estroiettarlo: non sono io, «quella cosa 
lì», è un accidente, un'intrusione, un virus, un corpo estraneo del quale liberarmi.

Alla chirurgia estetica di massa minaccia di sommarsi anche la smania di estirpare 
i difetti, veri o presunti, della nostra fisionomia psicologica. E la «personalità 
perfetta», così come sortisce da questo quadro ossessivo, assomiglia molto al «volto 
perfetto» prodotto dal bisturi: seriale, omologato, con i connotati individuali cancellati 
insieme alle rughe. Come se la scrittura della vita contenesse tali e tanti errori che è 
più prudente, più rassicurante azzerarla. (Meglio non avere faccia che averne una troppo impegnativa, sembrano dirci i volti piallati di migliaia di signore. Qualcuno deve averle convinte che l'età 
è solo una sindrome: il tempo è una malattia?)

Credo che «disagio» sia la parola chiave. Nei nostri anni 
ogni normale sottozeroinvernale diventa «gelo polare», e 
ogni normale canicola estiva diventa «caldo record». E «Italia 
paralizzata dal gelo» è il titolo terrifico - e rituale - che 
accompagna il ritardo dei treni, gli ingorghi causati dalla neve,
le astanterie che si affollano di anziani fratturati, insomma una straordinarietà così 
prevedibile da far parte, a pieno titolo, della normalità. Una specie di pigrizia 
nevrastenica (ossi moro) ci fa considerare inaudito e insopportabile qualunque 
intoppo, qualunque fatica straordinaria; se ogni disagio diventa «emergenza», ogni 
stato di malessere diventa «malattia». E in un paio di generazioni siamo passati dal 
negazionismo bigotto (quando la depressione, lei sì una sindrome in piena regola, era 
considerata un banale cattivo umore) all'estremo opposto: una credulità disarmata di fronte alla medicalizzazione di tutto.

Salutismo compulsivo e ipocondria di massa mi sembrano fortemente alimentati 
dalla dilagante incapacità (questa sì patologica) di affrontare il disagio. Non il dolore, 
o la tragedia, o la morte: il disagio. La normale fatica di convivere con ostacoli esterni 
e interni, intoppi sociali e privati. Qualcosa che appartiene al corso quotidiano delle 
cose. L'abitudine alla nostra inadeguatezza, quel famoso «sapersi accettare» che a partire dal mondo classico è uno degli obiettivi della maturità. Suscita
una ragionevole paura un mondo che crede di poter «guarire» da se stesso con una pillola, anzi con mille pillole per ciascuna delle mille inquietudini che ci fanno 
compagnia. Fa paura perché è - soprattutto - un mondo immaturo, non adulto. 
Suggestionabile. Continuamente bisognoso di una «guida» esterna.

Il miglior mondo possibile per chi vuole vendere non solo le pillole, ma tutto il vendibile. "

(Nell'era della chirurgia plastica anche il disagio e' un neo da togliere, di Michele Serra, il Venerdi' di Repubblica)

12 aprile 2010

Per Emergency



Per Emergency - Lettera da inviare al Ministero

"Dopo l'arresto di tre medici in Afghanistan, il ministro Frattini e il capogruppo Pdl Gasparri hanno usato parole pesantissime contro Gino Strada, insinuando che Emergency fiancheggi il terrorismo. Se uno fa il ministro dovrebbe misurare molto bene le parole", Concita De Gregorio.

Cari Amici, invito tutti quanti a mandare, fin da subito, la lettera scritta da Andrea Lorenzini su Facebook indirizzata al ministro degli Esteri, firmandola con nome, cognome e citta'.

Gli indirizzi cui mandare la mail sono:

segr-co@cert.esteri.it ... Mostra tutto
gabinetto@cert.esteri.it

Egr. Sig. Ministro

Le chiedo un suo pressante ed esplicito impegno presso il Governo Afgano per la liberazione immediata degli Operatori di Emergency arrestati presso l'Ospedale di Lashkar-ga.
Se Lei avesse la fortuna di conoscere anche solo un poco Persone come Matteo Dell'Aira e Marco Garatti si renderebbe immediatamente conto che il pensarli coinvolti in qualcosa che non sia la cura di chi soffre, è pura fantasia o più probabilmente assoluta provocazione.

Persone come Matteo, Marco ed Organizzazioni come Emergency sono i migliori Ambasciatori dell'Italia. Il "Made in Italy" quello vero e solidale.

Grazie per quanto vorrà fare.
Cordiali saluti

francesco giubbolini, siena

Istruzioni per l'uso del cervello, di Medina

" Lo abbiamo tutti, ma usarlo 
al meglio è da pochi. Per questo il titolo del volume di John Medina, biologo 
molecolare specializzata e professore 
di bioingegneria alla University of Washington School of Medicine, è ironico, 
ma corretto nella sostanza. L'assunto è 
che le neuroscienze abbiano ormai acquisito una massa di conoscenze di cui 
però non teniamo conto nella nostra 
vita di tutti i giorni.


L'abilità di Medina 
sta nel dare a quei risultati una forma di 
racconto che si intreccia a esempi tratti dalla vita di tutti i giorni: letture, cose 
viste in televisione. casi clinici o rifles
sioni personali per arrivare a suggerire 
pratiche, tecniche, stili di vita che aiutino a vivere meglio, in maniera più pro
duttiva e creativa. Non si tratta tuttavia 
del solito manuale superficiale, ma di un 
lodevole sforzo di appassionare ognuno 
di noi alle ricerche relative al cervello e 
ai comportamenti umani.

Per citare qualche esempio, tutti sap
piamo quanto sia importante l'esercizio 
fisico non solo per mantenersi in salute, ma anche per recuperarla dopo un 
periodo di inattività. Medina è talmen
te convito di questo da suggerire tapis 
roulant dentro gli uffici, per alternare le 
ore di sedentarietà davanti al computer 
a momenti in cui rimettiamo in moto 
il corpo. Stando alla sperimentazione 
di laboratorio, se dovessimo metterne 
in pratica i risultati sarebbe più van
taggioso svolgere riunioni camminan
do su tapis roulant che seduti attorno 
a un tavolo.
Pensare che i peripatetici 
avevano già capito, parecchio tempo 
fa, che si ragiona meglio camminando. 


Ancora, evitiamo lunghe presentazioni 
in PowerPoint. Non solo non catturano 
l'attenzione, ma possono addirittura an
noiare, rischiando di ottenere l'effetto 
contrario rispetto a ciò che vogliamo 
comunicare al nostro pubblico.
«Abbiamo creato ambienti di lavoro 
stressanti - afferma Medina - benché un cervello stressato sia notevolmente 
meno produttivo. Le nostre scuole sono 
concepite in modo che la maggior parte 
dell'effettivo apprendimento debba av
venire a casa. Tutto ciò sarebbe comico, 
se non fosse così dannoso. La respon
sabilità sta nel fatto che raramente gli 
scienziati che studiano il cervello dialogano con insegnanti e professionisti del 
mondo del lavoro, con educatori e ragionieri, con autorità scolastiche e am
ministratori delegati alle aziende».

Come dargli torto? Uno dei motivi, 
forse la ragione principale dell'esplosione e del successo delle tematiche relati
ve alla mente e al cervello nei giornali 
e nell'editoria in generale, viene proprio 
dalla necessità impellente che ognuno di 
noi avverte di sapere che cosa possiamo 
tradurre in pratica delle scoperte dei ricercatori.

In questo volume Medina pas
sa in rassegna dodici aspetti relativi al funzionamento del cervello, che vanno 
dall'esercizio fisico come potenziamento del cervello a come quest'ultimo si è 
evoluto, alle cose noiose che uccidono 
l'attenzione, alle regole per ricordare e 
memorizzare, alle differenze tra cervello 
femminile e maschile. E molto altro.

Il pregio maggiore del libro è di rendere fruibile una serie di conoscenze 
teoriche, espresse nella forma pratica 
dell'uso quotidiano che ognuno di noi 
ne può fare. Quando si parla di attività 
fisica e prestazioni cognitive, oppure di 
giusta quantità di sonno o, ancora, di 
come evitare la noia nelle presentazioni 
di lavoro, ognuno di noi è inevitabilmente coinvolto, nonché interessato.

E 
le ricerche sul cervello escono dai la
boratori e dai monitor della risonanza 
magnetica funzionale per entrare nella 
nostra quotidianità."

recensione di Pierangelo Garzia, Mente e Cervello, aprile 2010





IL CERVELLO. ISTRUZIONI PER L'USO
di John Medìna 

Bollati Boringhieri, Torino, 2010,
pp. 320 (euro 22,00)

9 aprile 2010

Sciagure annunciate: il DSM V in psichiatria

NON CI SONO più le ragazze 
timide di una volta. So
no finite negli anni Set
tanta. Quelle molto spendaccione, invece, rischiano di andare 
fuori corso tra due anni. A farle 
fuori, con un colpo di penna, è 
stato e sarà un librone poco noto 
e molto importante. Che ha ribat
tezzato le prime come affette da 
«fobia sociale» e potrebbe rinominare le seconde come vittime 
di «shopping compulsivo». Par
liamo del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, la 
bibbia della psichiatria (di una certa psichiatria, ndr), che da un 
lustro è in fase di revisione e che 
vedrà le stampe nel maggio 2013.



Se sopravviverà a quella che Science ha defInito «la guerra civile della psichiatria». Perché da 
quando la prima bozza è stata resa pubblica, il mese scorso, il fuoco delle polemiche non accenna a 
placarsi. «Non è troppo tardi per 
salvare la normalità dal Dsm-V» 
ha scritto sul Los Angeles Times 
Allen Frances, curatore della versione precedente.

Per lui e una schiera crescente 
di suoi eminenti colleghi, la nuova 
edizione introdurrebbe tali e tanti 
discutibilissimi nuovi disturbi 
mentali da ridisegnare i confini tra 
salute e malattia nella sempre più 
dettagliata mappa della psiche.


Ipersessualità, dolore complicato, 
accumulo patologico sono solo alcune delle possibili new entry. I 
critici contestano un'infinità di co
se. La segretezza con cui si è giun
ti alla loro formulazione. L'influenza indebita delle case farmaceutiche su questa moltiplicazione 
classifIcatoria, secondo il princi
pio che se c'è una nuova patologia 
ci sarà una nuova pillola per cu
rarla. E soprattutto le basi scientifiche della futura tassonomia. Se 
la data d'uscita non è dietro l'angolo, non c'è comunque un minuto da 
perdere, avverte Frances nel suo 
editoriale: «Questa medicalizzazione all'ingrosso di problemi normali potrebbe portare all'erroneo 
etichettamento di disturbo men
tale per decine di milioni di passanti innocenti. È una questione 
sociale che trascende la medicina. 
E per evitare il peggio è necessario che nell'analisi costi-benefici 
sia tenuto di conto l'interesse pub
blico nel suo complesso».

Serve, 
che la gente, non solo gli americani perché il manuale detta legge in 
tutto il mondo, sappia cos' è questo 
oscuro e fondamentale zibaldone  
della psicopatologia che rischia di 
compiere l'upgrade carico di con
seguenze del dolore in depressione, dell'apprensione in ansia e del
la vivacità in iperattività.

il testo e' tratto dal supplemento del venerdi' di Repubblica

6 aprile 2010

Parche (Moire)


MOIRE (greco: Moirai; latino: Parcae o Fata): generalmente si 
ritiene che le Moire non fossero in grado di determinare il destino, eppure alla nascita di Meleagro giocano un ruolo decisivo e 
in questo mito sembra addirittura che la loro origine affondi nella funzione di presiedere alla nascita degli esseri umani e in quel 
momento decidere quale debba essere la sorte in vita del nascitu
ro.

Parcae significa «coloro le quali allevano i bambini» e Moi
rai «chi spartisce».

Sette giorni dopo la nascita di Meleagro le 
Moire apparvero a sua madre e le dissero che suo figlio sarebbe 
morto nel momento in cui il ceppo che bruciava nel camino si 
fosse spento. La madre di Meleagro tolse il ceppo dal fuoco, lo 
nascose e lo conservò fino al giorno in cui Meleagro uccidendo i 
suoi fratelli scatenò la sua vendetta e trovò la morte mentre il 
ceppo veniva rimesso nel fuoco.

Secondo Esiodo le Moire erano tre, figlie della Notte: Cloto 
(la filatrice), Lachesi (la misuratrice) e Atropo (colei che 
non si può evitare).

Le chiama figlie di Zeus e di Temi, il cui 
nome significa «ordine».

E così pone l'accento sull'ambiguità della loro posizione chie
dendosi se lo stesso Zeus dovesse sottostare alle Moire o se gli dei 
fossero liberi di cambiare e intervenire nelle decisioni.

Secondo la 
maggior parte degli autori classici le Moire erano superiori agli 
dei: sia Omero che Virgilio ritengono che Zeus, il quale pesa sulla 
bilancia la vita degli uomini, debba informare le Moire delle sue 
decisioni, comportandosi quindi da esecutore del destino invece 
che come il principale agente determinante. Zeus sa che suo figlio Sarpedone è destinato a morire per mano di Patroclo ma 
non può o non vuole modificare il destino nemmeno per salvare 
un figlio molto amato.
Tutto ciò che può fare è accertarsi che Sarpedone riceva gli 
onori funebri che spettano al suo rango nella sua patria, in Licia. 


Anche Eschilo nel Prometeo incatenato suggerisce nello stesso 
modo che Zeus debba sottostare alle Moire.
In una tradizione più 
tarda il nome Cloto per i suoi riferimenti al verbo «filare» modifica l'immagine delle Moire che diventano tre anziane donne:
Cloto fila dal fuso il filo della vita, Lachesi lo misura e Atropo 
lo recide.

Nella mitologia le Moire non compaiono che raramente.

Com
batterono al fianco di Zeus nella battaglia contro i Giganti e armate di clave uccisero Adrio e Toante, e poi alla battaglia contro 
Tifone quando gli consigliarono, mentendo, sempre per aiutare 
Zeus, di sottoporsi a una dieta a base di carne umana assicurandolo che ciò gli avrebbe dato forza.

Apollo rideva delle Moire e 
un giorno riuscì a ubriacarle con l'inganno per salvare la vita del 
suo amico Admeto che ebbe il tempo di trovare qualcuno che 
morisse in sua vece.



Grant - Hazel, 
Dizionario della mitologia classica,
SugarCo Edizioni,  Varese, 1979

31 marzo 2010

Logo

Logo della Associazione "Lachesi" Accademia di Psicoterapia e Medicina



(Andrea Giani)

29 marzo 2010

I vizi e le virtu' di Salvatore Natoli



"Dizionario dei vizi e delle virtù. È un titolo contratto.

Qui si parla di affetti, passioni, ragioni, società, potere, 
conflitto, credenze. E d'altro.

Vizi e virtù sono intrecciati 
a questi multiformi aspetti dell'esperienza, si articolano 
per intero con questa vasta rete di significati.

Questo libro 
parla di vizi e virtù: mette a punto una terminologia della 
morale. Ma la morale va qui presa nel suo significato più 
ampio e originario: diciamo più autenticamente filosofico. 


Aristotele nel definire la virtù etica dice che essa ha a che 
fare con l'abitudine da cui trae anche il suo nome. Il ter
mine etica (éthos), infatti, è "di poco differente da quello 
di abitudine (ethos)". L'etica in prima istanza è dunque in
tesa come condotta, usanza, costume. La parola ethos de
riva dalla radice sanscrita svadha da cui anche il verbo latino soleo, che significa appunto sono solito, accostumato.

Tuttavia, il legame che Aristotele pone tra ethos ed éthos è 
indice di qualcosa di più profondo. Il termine ethos, in
fatti, oltre a significare condotta, abito, comportamento, 
significa dimora, soggiorno, luogo dell'abitare. La parola 
ethos - per dirla con Heidegger - "nomina la regione 
aperta dove abita l'uomo".

L'etica, nel suo significato più 
proprio e originario, corrisponde dunque al "modo dello 
stare al mondo" e perciò allude ad un radicamento, all'appartenenza a un qualcosa che in certo modo ci precede 
ed entro cui già da sempre ci si orienta.

Da questo punto 
di vista l'etica, prima ancora di avere a che fare con il dovere, con quello che si deve fare o non si deve fare, identi
fica forme di vita che sono anche visioni del mondo..."

tratto dalla introduzione al libro:
Dizionario dei vizi e delle virtu'
Salvatore Natoli
Universale Economica Feltrinelli,
Milano, 1996

25 marzo 2010

Relazioni oggettuali in psicoanalisi

La teoria delle relazioni oggettuali 
è una delle pietre miliari nello svilup
po del pensiero psicoanalitico degli ultimi cinquanta anni. Tra i primi a costruirne le fondazioni e a intuirne gli 
sviluppi fecondi è stato W. R. D. Fairbairn. Questo volume contiene i suoi 
scritti psicoanalitici pubblicati tra il 
1952 e il 1963 su diverse riviste e 
mai finora raccolti in un'opera unica. 
Si rende cosi' interamente disponibile 
in italiano tutto il lavoro fondamentale di questo pioniere délla ricerca psicoanalitica. Questa raccolta di scritti 
è un contributo necessario alla storia 
del movimento psicoanalitico che, per 
la profondità e la ricchezza dei temi 
affrontati, si colloca nel vivo del di
battito attuale.
Il filo conduttore che lega le ulti
me ricerche di Fairbairn qui documentate è una ricomposizione della teoria 
delle nevrosi, degli stati limite è delle psicosi alla luce delle relazioni oggettuali. I lavori sull'isteria come disturbo dell'identità, la revisione critica del Caso Schreber, sono di straor
dinario interesse. Gli studi sulla tecni
ca psicoanalitica e sulla illusoria neutralità del setting analitico ci stimo
lano nuove e profonde riflessioni. Con 
la sua apertura e la sua lucidità, il pensiero di Fairbairn ci· indica nuovi ter
ritori per la ricerca psicoanalitica contemporanea.

* * *
WILLIAM RONALD D. FAIRBAIRN 
nacque a Edimburgo nel 1889, unico 
figlio di una famiglia benestante della 
media borghesia. Il padre presbiteriano e la madre anglicana lo indirizzaro
no agli studi classici ed ecclesiastici 
ma, dopo essersi laureato con lode in 
filosofia all'Università di Edimburgo 
nel 1911, l'esperienza della prima guerra mondiale e la partecigazione alle 
campagne in Egitto e Palestina, risve
gliarono il suo interesse per gli studi 
medici. Nel 1923 si laureò in medicina, entrò in analisi con Ernest Connell 
e praticò il primo anno di tirocinio 
presso il Royal Hospital di Edimburgo. Dal 1927 al 1935 prestò servizio 
come lettore di psicologia presso la 
Università di Edimburgo e lavorò co
me psichiatra presso la Clinica di Psicologia Infantile dell'università. Nel 
1931 fu ammesso come membro associato nella Società Britannica e pochi anni dopo ne divenne membro ordinario, anche se mantenne sempre il 
suo caratteristico isolamento intellettuale. Dal 1935 fino alla morte, avvenuta nel 1964 per morbo di Parkin
son, dedicò tutti i suoi interessi alla 
terapia e alla ricerca psicoanalitica.




RONALD D. FAIRBAIRN
IL PIACERE 
E L'OGGETTO
Scritti 1952-1963
a cura di 
FRANCO ORSUCCI
Astrolabio, Roma, 1992

24 marzo 2010

Il sogno e la sua storia

Al sogno appartiene un'impronta genetica e storica, ma esso è anche e soprattutto la memoria dell'individuo che permane oltre le cancellazioni imposte dalla necessità di selezionare le esperienze per sopravvivere agli ingorghi della realtà.

«Questo libro è un discorso organico che si stende sopra i millenni della storia e gli spazi della terra e li accomuna oltre le diversità così come a tutti gli uomini è comune l'esperienza del sognare».


Alla introduzione storica che spazia dall'antichità ad oggi, si aggiungono alcuni casi clinici di analisi del rapporto tra sogno e transfert.

Mauro Mancia, gia' direttore del Centro di ricerca sperimentale sul sonno «G. Moruzzi» e membro ordinario con funzioni di training della Società psicoanalitica italiana. Tra i suoi scritti più noti: Il sogno come religione della mente (1987), Nello sguardo di Narciso (1990), Dall'Edipo al sogno (1994), Percorsi. Riflessioni sulla psicanalisi contemporanea (1995), Sonno & sogno (1999). Per Marsilio ha curato con M. Grieco i volumi di Gerolamo Cardano Sogni (1993) e Sul sonno e sul sognare (ed. tascabile 1996).

Mauro Mancia,
Il sogno e la sua storia
(Dall'antichita' all'attualita')
elementi Marsilio
Venezia, 2004

23 marzo 2010

Michel Foucault, Gli Anormali (corso e libro)

Paul Michel Foucault (Poitiers, 15 ottobre 1926 – Parigi, 25 giugno 1984) è stato uno storico e filosofo francese.

Filosofo, professore al Collège de France, tra i grandi pensatori del XX secolo Foucault fu l'unico che realizzò il progetto storico-genealogico propugnato da Nietzsche allorché segnalava che, nonostante ogni storicismo, continuasse a mancare una storia della follia, del crimine e del sesso.

Gli anormali raccoglie in volume il corso tenuto da Michel Foucault al Collège de France nel biennio 1974-1975.



Gli anormali appartiene a un ciclo che unisce i primi sei corsi tenuti da Foucault al Collège de France, dal 1970 sino al 1976, incentrati sulla formazione dei sistemi di potere nell'età moderna, sistemi di potere il cui strumento non sarebbero tanto leggi esplicite e imposizioni coercitive, ma piuttosto l'instaurarsi graduale e non immediatamente trasparente di meccanismi disciplinari profondamente inscritti nel corpo sociale e nei corpi individuali. Oltre la legge, dunque, e alla sua base, sta la norma, e il suo inevitabile correlato, l'anormale, colui che sfugge al potere disciplinare della società e al cui interno deve essere ricondotto.

Gran parte delle questioni che Foucault affronta ne Gli anormali, tornano in seguito, anche se in forma ridotta e concisa, ne La volontà di sapere, volume del 1976.

Il corso su Gli anormali prosegue le analisi che Foucault, a partire dal 1970, ha dedicato alla formazione del sapere e del potere di normalizzazione. Sulla base di numerose fonti teologiche, giuridiche e mediche, Foucault affronta il problema di quegli individui "pericolosi" che, nel corso del diciannovesimo secolo, sono stati definiti "anormali". Emergono tre figure che hanno storie differenti ma finiscono per congiungersi nella figura dell´anormale: il mostro umano, nozione il cui quadro di riferimento erano le leggi della natura e le norme della società; l´individuo da correggere, di cui si faranno carico i nuovi dispositivi di disciplinamento del corpo; l´onanista che, già dal diciottesimo secolo, è oggetto di una campagna per il controllo della famiglia moderna.

Foucault esamina le perizie medico-legali che hanno consentito alla psichiatria di entrare e fissarsi nei meccanismi giudiziari; espone i piani per ricerche rimaste incompiute (per esempio lo studio sull´ermafroditismo); offre tracce importanti di progetti poi abbandonati (tra gli altri, quello sulle pratiche di confessione e direzione di coscienza nell´età moderna). Pone così le premesse teoriche di una serie di tesi portate avanti nell´insegnamento al Collège de France e riprese nelle opere successive.

"Gli anormali"
di Michel Foucault.
Edizioni Feltrinelli, 2009.
€ 12,00.

19 marzo 2010

Classici della psicoanalisi: Dora di S. Freud


II Frammento di un'analisi d'isteria fu redatto da Freud 
nel gennaio 1901, subito dopo l'interruzione improvvisa 
del trattamento.

Inviato dopo qualche incertezza all'editore nel giugno dello stesso anno, fu pubblicato, con il titolo Bruchstiick einer Hysterie-Analyse, solo verso la fine 
del 1905 nella "Monatsschrift fur Psychiatrie und Neurologie", dove erano già apparsi numerosi saggi di Freud e 
la Psicopatologia della vita quotidiana (1901), composta 
negli stessi mesi del Frammento.

Fra il 1901 e il 1905 non 
sembra che Freud abbia arrecato correzioni e aggiunte al 
suo testo, salvo il poscritto e alcune note (altre ne aggiun
gerà nelle successive edizioni in volume). Chiamato dappri
ma Sogni e isteria e ritenuto dal suo autore "la cosa più 
acuta che abbia scritto da tempo", il Frammento di un'analisi d'isteria è in realtà una continuazione del libro sull'Interpretazione dei sogni (1899) pubblicato l'anno precedente, 
e un esempio di come l'interpretazione onirica intervenga nel lavoro analitico; ma esso costituisce altresì un anello di 
congiunzione fra la grande opera sul sogno e i Tre saggi 
sulla teoria sessuale (1905).

Il caso clinico di Dora (con questo nome il Frammento 
è divenuto subito celebre) è la narrazione dell'analisi di 
un'isteria in una giovinetta di diciotto anni, indirizzata 
a Freud dal padre che si era già rivolto a lui quattro anni prima per alcuni sintomi di paralisi associata a una lieve sofferenza psichica.

link nel sito: Isteria (Disturbo di conversione)

17 marzo 2010

Etica in psichiatria


Tre sono i fattori che costituiscono il fondamento dei problemi eti
ci che da sempre interessano le persone delegate ad aiutare il ma
lato: il ruolo del terapeuta, la natura della malattia mentale e l'am
biente culturale, religioso e persino politico nel quale paziente e 
medico si muovono.

Dagli anni Settanta questi fattori e lo studio 
formale dell'etica psichiatrica sono stati esplicitamente analizzati, 
divenendo quasi una nuova sottospecialità. Fino alla metà del ventesimo secolo, tuttavia, furono condotti solo pochi studi formali a 
riguardo. Questa mancata attenzione è comprensibile, in quanto la 
professione psichiatrica si è sviluppata solo recentemente come specialità medica e anche perché, per gran parte dell'ultimo secolo, i 
codici discussi e accettati per la medicina generale sembravano essere adeguatamente applicabili anche alla psichiatria.
Gli enormi 
cambiamenti verificatisi in ambito psichiatrico dalla Seconda guerra 
mondiale, hanno però messo a fuoco le particolari questioni etiche 
peculiari di questa disciplina.

I fattori principali precedentemente elencati hanno subito gran
di mutamenti nella tradizione della medicina occidentale dai tempi 
di Ippocrate.

I problemi di etica psichiatrica, come noi oggi li defi
niamo, nei primi tempi dovevano rappresentare un'imposizione di 
categorie a noi oggi familiari, come il consenso informato e il "di
ritto al trattamento", su una realtà storica per la quale questi termi
ni non sono interamente appropriati...

Etica in psichiatria,
a cura di S. Block, P. Chodoff, S.A. Green
Ed italiana a cura di G. Conte
Percorsi Editoriali, Roma, 1999

leggi, nel sito: principi di etica in psichiatria

Leader carismatici (fragili)

 Dal 'Fatto quotidiano' di oggi 17 marzo 2010, Il Cavaliere dell'amore, di Luigi Galella

"... Dallo sfortunato incidente del Duomo 
di Milano in miniatura, che lo colpì sul 
 volto rischiando di ucciderlo, che Berlu
sconi ha impugnato la spada dell'amore. E 
come quei cavalieri che sterminarono gli 
albigesi sotto la guida di Simon de Montfort 
'nel XIII secolo al grido di "Tuez-les tous!" (ammazzateli tutti), ora lui e i suoi scudieri 
braccano gli infedeli, per colpire l'eresia 
ovunque essa si annidi. Ad esempio in tv, 
dove perfidi catari coltivano e propagano 
l'odio.

Il Cavaliere dell'Amore può contare su di
sciplinati eserciti, ma soprattutto su quella 
che considera la sua maggiore virtù, la qualità della fascinazione empatica che si ir
radia dalla sua stessa figura: il carisma del 
leader. Che si trasmette come un virus, e si 
contrae attraverso un semplice sguardo del 
capo, un tocco della mano, una carezza, 
una pacca sulla spalla.

Lunedì sera è tornato l'odio. l'Infedele di 
Gad Lerner (La7, 21:10) ha materializzato 
uno dei massimi artefici di quella tv "che non bisogna vede
re" e sulla quale si è 
già abbattuta la furia 
iconoclasta della 
censura divina. Se 
non proprio lui in 
persona abbiamo 
potuto ascoltare, in
fatti, la voce di Mi
chele Santoro. Giungeva chiara e nitida e 
rivelava alcune semplici verità: "In Italia 
c'è un indebolimen
to della democrazia 
e una bassa considerazione dei partiti. Il leader stabilisce un 
rapporto diretto con l'opinione pubblica. 
La sua funzione di leader va verificata quotidianamente perché il sistema di relazioni 
è fondato solo sul suo carisma. Berlusconi 
non sopporta che ci siano squarci dentro la 
rappresentazione che dà di sé stesso all'opinione pubblica. Ecco perché ce l'ha con 
noi".

Il carisma e l'amore, quindi.

Francesco Alberoni, in studio, ha ricordato che Berlusconi "è come un bambino, non sopporta la 
voce che lo attacca. Molti capi di movimen
ti hanno questo tipo di atteggiamento".
Il sociologo ha poi spiegato che in un mo
vimento il capo viene idealizzato, non tanto 
da quelli che gli sono intorno, ma piuttosto 
dal "seguace lontano".

Ne deduciamo che per amare Berlusconi 
bisogna stargli a distanza.

Sarà per questo 
che molti di quelli che hanno accompagnato la nascita di Forza Italia - è sempre 
Alberoni a rammentarlo - non sono più al 
suo fianco. Stanchi di vivere all'ombra di un 
ego ipertrofico, hanno preferito scompa
rire.

Ma è veramente un leader carismatico B.? L'attenzione ossessiva ai sondaggi 
e l'eccessiva sensibilità nei confronti delle 
variazioni d'umore del suo "popolo" con
figurano in realtà un "carisma" fragile, che 
necessita di perenni riconoscimenti, nutri
to di quella tv che ha creato e che vive ogni 
critica in tv come ferita alla sua onnipo
tenza mediatica.

Che considera mortale perfino la comparsa 
- come osserva Santoro - di un semplice 
punto interrogativo. "Tuez-les tous", quin
di. Le opinioni, certo. I regimi moderni 
hanno in odio il sangue. "

link nel sito:
politica e psicopatologia
identificazione e proiezione
la psicopatologia di b. secondo Mancia

15 marzo 2010

Il mestiere di uomo

Uno dei nodi fondamentali relativi alla 
problematica della psicosi è rappresentato 
dalla difficoltà degli psicotici a porsi come 
soggetti attivi della propria storia.

Nel libro " Il mestiere di uomo" di Giuseppe Maffei vengono esposti i tentativi di 
comprensione di questo problema compiuti 
all'interno della psicoanalisi e della psi
cologia analitica e sono successivamente 
proposte delle ipotesi personali.
L'impossibilità di porsi nella posizione di soggetti 
è riferita da un lato a particolari difficoltà 
relazionali nella primissima infanzia e dal
l'altro e nello stesso tempo a difficoltà 
nella costituzione della rimozione primaria. 
Questa problematica impedirebbe al fu
turo psicotico di vivere in una situazio
ne esistenziale di potenza effettiva e lo 
costringerebbe invece in una situazione 
descritta come di onnipotenza-impotenza: 
egli vivrebbe la sua vita come spettatore, 
partedpe dei flussi inconsci più profondi, 
ma senza decidersi ad apprendere ciò che 
a lui appare come un mestiere, il mestiere di uomo.

Una complessa problematica esiste anche 
a livello del rapporto psicoterapeutico.

Su quali basi teoriche può essere impostata una terapia psicologica? Quali fini 
è legittimo porsi e quali risultati è possibile attendere? L'apertura di una comu
nicazione profonda è capace di condurre 
questi uomini alla posizione di soggetti?

Le risposte a queste domande non sono 
né semplici né univoche.

Si sostiene comunque che il rapporto col terapeuta, pur 
nelle sue traversie tanto complesse e nella continua esposizione agli attacchi distruttivi del paziente stesso, sia capace di 
mettere (o rimettere) in moto quella bipartizione dello psichismo, l'assenza della 
quale determina appunto la posizione esistenziale dell'onnipotenza-impotenza. (tratto dalla prefazione al libro)

IL MESTIERE DI UOMO, RICERCA SULLA PSICOSI
Biblioteca Marsilio
Psicologia analitica
Marsilio Editore, Lucca, 1977

GIUSEPPE MAFFEI, libero docente in psichiatria, ha studiato presso l'università 
di Pisa. Membro dell'Associazione Ita
liana per lo Studio della Psicologia Ana
litica e dell'Associazione Internazionale 
di Psicologia Analitica.