27 novembre 2009

Negri, froci e giudei di Gian Antonio Stella

Il presente letto attraverso le lenti 
del passato, il difficile rapporto con 
l'altro esaminato assecondando il 
ritmo lugubre dell'odio e del 
determinismo razziale, cosa siamo 
diventati e cosa siamo destinati ad 
essere, in questo presente senza 
luce, aggredito dai fantasmi di 
un'epoca lontana. Gian Antonio 
Stella alle prese con la lugubre 
contemporaneità, in un libro 
(Negri, froci, giudei & co., Rizzoli, 
331 pagg., 19.,50 euro) amaro, 
istruttivo, feroce e profondamente 
radicato nelle viscere più nascoste 
dell'Italia odierna.  (Fonte: Anticipazioni da: 'La crociata contro il diverso', il Fatto Quotidiano di giovedi' 26 novembre 2009).



 Terapia dell'Avversione è il nome 
affibbiato a non meno di sei diversi sistemi per tentare di rendere 
un maschio "avverso" ai partner 
maschi. La maggior parte di tali 
tecniche comporta l'esibizione 
di una foto di un maschio nudo a 
un uomo nel momento in cui gli 
viene somministrata una scossa 
elettrica, o un attimo prima che 
gli siano provocati convulsioni o 
vomito indotti da medicinali.

Sebbene la maggior parte di tali procedimenti sia stata eseguita in isti
tuti dal nome rispettabile sia in 
Gran Bretagna che negli Stati Uniti, essi sono oggetto di imbarazzo 
professionale e derisione. Di solito essi comportano per il paziente un certo numero di scosse (al
meno una al giorno) finché egli 
non dice di essere "guarito", spes
so a un medico il quale in quel mo
mento è pronto a prescrivere 
un'altra puntura o un'altra scossa 
nel caso il paziente dicesse di non 
essere guarito.

Una variante di 
questa tecnica consiste nel mettere il paziente in una stanza buia, 
con le istruzioni di masturbarsi fi
no a raggiungere l'orgasmo e in 
quel momento gridare "Pronto", 
al che il dottore gira un interrut
tore che fa illuminare una foto di 
una "stupenda ragazza".

In un 
esempio particolarmente divertente, riferito da una clinica italia
na, il paziente viene sottoposto a 
diverse settimane di duro trattamento, dopo di che viene portato 
a sedersi a una scrivania al di là 
della quale un vecchio dottore 
con una lunga barba passa a mostrargli delle foto nude di "bellissimi maschi". A metà dell'esibizione il dottore allunga la mano 
sotto la scrivania e tasta il pene del 
paziente per controllare se si sta 
irrigidendo. Evidentemente ciò 
non è accaduto: il medico riferisce di aver ottenuto il cento per 
cento delle guarigioni.

(C.A. Tripp, psicologo e ricercatore a 
New York che fu anche collaboratore 
di Alfred Kinsey, in Paolo Pedote e Giuseppe Lo Presti, "Omofobia", 2003.) 


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