21 novembre 2009

La storia dei sogni

" È difficile per un analista pensare al lavoro con i suoi pazienti senza l'aiuto dei sogni.

 Sono rare infatti le analisi in cui mancano completamente sogni e comunque la loro assenza deve poter essere interpretata come un sintomo alla luce degli eventi emergenti nel transfert.



... il sogno è considerato oggi, molto più che nel passato, un fondamentale strumento di conoscenza.

Esso resta, come per Freud (1900), «la via regia per l'inconscio», ma le possibilità conoscitive che arricchiscono questo studio sono molto maggiori oggi rispetto al passato.

Freud aveva conferito al sogno, forse riduttivamente, il compito essenziale di soddisfare allucinatoriamente un desiderio rimosso.

Oggi le potenzialità di conoscenza e insight che può avere il sogno sono notevolmente aumentate in quanto, rispetto a Freud, è aumentata l'importanza che viene conferita al transfert.

È infatti quest'ultimo che, attraverso il sogno, può manifestarsi nei suoi aspetti più intimi.

Il sogno è stato da me definito come una «finestra» aperta sul transfert (Mancia, 2000), in questa misura diventando uno straordinario strumento di indagine di questa componente essenziale della relazione analitica.

Basti ricordare che Bion già negli anni sessanta aveva proposto per il sogno il compito di trasformare le esperienze emotive e sensomotorie della veglia in pensiero.

Tale processo trasformativo conferisce una continuità alla vita mentale nel passare dalla veglia, dominata da fantasie, al sonno, dominato dai sogni..."

tratto da:
'il sogno e la sua storia' (dall'attualita' all'antichita')

Mauro Mancia
Marsilio, Venezia, 2004

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