3 novembre 2009

Clinica in psichiatria: Attacchi di Panico

L’attacco di panico viene descritto come un episodio durante il quale il soggetto sperimenta una sensazione di catastrofe imminente con paura di “impazzire” o di perdere il controllo o di morire, accompagnata da sintomi somatici diversi, tra i quali dispnea, palpitazioni, dolore o fastidio al petto, sensazione di soffocamento.

Ogni attacco dura, in media, da 20 a 30 minuti e costringe la persona colpita a cercare aiuto. Comunemente il paziente si reca in un pronto soccorso con il timore che i sintomi avvertiti (specie se respiratori o cardiaci) indichino una condizione di grave patologia che egli avverte come potenzialmente letale.

L'agorafobia rappresenta una condizione nella quale l'ansia viene provata nei confronti di luoghi aperti.

Il DSM-IV-TR vi equipara anche situazioni come lo stare in spazi e in mezzi di locomozione pubblici dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi o nei quali non potrebbe esserci aiuto in caso di sintomi di panico.

Conseguenza di cio' sono i comportamenti di evitamento (il soggetto si tiene cioe' lontano dai luoghi descritti) oppure una chiara riluttanza rispetto a tali situazioni, per paura (ansia anticipatoria) che provochino un attacco, o la necessita di procurarsi un accompagnatore.

E' quindi comune che questi soggetti tendano a restare chiusi in casa per uscirne solo in compagnia, cosa da cui derivano inevitabili difficolta per la loro vita, specie scolastica e lavorativa.

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