22 ottobre 2009

Sogno o son desto?

Una sorta di sonno 'artificiale', senza sonno, ovvero da svegli. Una pillola al posto di coperta e cuscino. Arriva dalle pagine di Nature una delle più sorprendenti novità nel campo della ricerca medica: la sperimentazione in Pennsylvania di un composto che riuscirebbe a far «riposare» il cervello pur rimanendo svegli. Le applicazioni, in un mondo sempre più «malato di sonno», potrebbero essere vastissime.


«Per chi considera il sonno un nemico - si legge sul quotidiano la Repubblica - si apre la strada per barattare una notte di riposo con una pillola. Una medicina capace di ridare smalto a una testa appesantita da troppe ore a occhi aperti è in sperimentazione all'università della Pennsylvania, a Filadelfia. Promette, manipolando gli enzimi del cervello, di mimare gli effetti del dormire, illuminando ancora di più notti già colonizzate da lavoro, studio o voglia di divertimento. E punta a risolvere quello che sembra essere diventato oggi uno dei problemi principali della società: restare svegli».

«Finora - continua l'articolo - della pillola contro la carenza di sonno hanno beneficiato alcuni topolini di laboratorio, sottoposti ai test preliminari nel corso degli ultimi mesi. Ma Ted Abel, il coordinatore dell'équipe di ricercatori americani, si rende perfettamente conto delle enormi potenzialità che il suo farmaco ha, andando a toccare, come spiega, "uno dei problemi più importanti della nostra società, cronicamente affetta da carenza di sonno". I risultati preliminari dei suoi studi sono pubblicati oggi su Nature».

«La mancanza di riposo - si legge ancora - riportavano a giugno i dati del congresso degli esperti di medicina del sonno americani, riguarda il 55 per cento degli adulti, che dorme non più di 7 ore contro le 8 consigliate. In Italia 41 milioni di persone usano il caffè per tenersi svegli, e in 4 milioni superano la dose massima consigliata di 5 tazzine al giorno, come segnalano i dati dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione.

«La soluzione che Abel propone - conclude Repubblica - va a toccare l'ippocampo, l'area del cervello che interviene nel processo di memorizzazione, e una di quelle più compromesse dalla mancanza di riposo. "Abbiamo identificato - spiegano i ricercatori - il meccanismo attraverso il quale la mancanza di sonno altera il funzionamento dell'ippocampo. La carenza di riposo causa nel cervello l'aumento dell'enzima Pde4 che a sua volta distrugge la molecola cAmp, il cui ruolo è quello di rendere efficiente il processo di memorizzazione"».

fonte: repubblica

link nel sito: sonno e disturbi del sonno

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