29 ottobre 2009

Battaglia sul testamento biologico

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DDL testamento biologico
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La notizia è riportata da tutti i principali quotidiani nazionali. Si riapre la battaglia politica sul testamento biologico. Ieri la commissione Affari sociali ha votato sul discusso Ddl Calabrò approvato dal Senato. Lo scontro politico è molto aspro: Idv e Pd annunciano una durissima battaglia in Aula, mentre parti della maggioranza e la Chiesa insistono per mantenere inalterato il testo licenziato dal Senato.

«Si riparte - scrive La Stampa - dal biotestamento approvato al Senato, cioè la legge difesa dalla Cei e bollata da Fini come "norma da Stato etico". Ieri in commissione Affari sociali hanno votato a favore della proposta del relatore Di Virgilio (Pdl) 24 esponenti della maggioranza con l'Udc. Contrari 18 deputati, inclusa, a sorpresa, la teodem Paola Binetti. L'opposizione, dopo le aperture di Fini, puntava ad una riscrittura del testo licenziato da Palazzo Madama e ora insorge («vogliono lo scontro») mentre l'Idv minaccia l'ostruzionismo.»

«Il relatore - continua il pezzo - si dice pronto a prendere in considerazioni modifiche nel corso dell'iter del provvedimento alla Camera. "Siamo nel bicameralismo, non si può ignorare il lavoro di un ramo del Parlamento, che ha registrato ben settanta votazioni in un iter del provvedimento che è durato mesi - precisa -. Sono disponibile a migliorare il testo e a fare tutto il possibile per renderlo più vicino ai bisogni della gente"».

«La Commissione - conclude il quotidiano torinese - dovrebbe stabilire il 12 novembre come data ultima per la presentazione degli emendamenti. Restano comunque aperte le questioni più spinose, come il valore non vincolante delle Dat (dichiarazioni anticipate di trattamento) e la gestione del rapporto medico-paziente».

22 ottobre 2009

Sogno o son desto?

Una sorta di sonno 'artificiale', senza sonno, ovvero da svegli. Una pillola al posto di coperta e cuscino. Arriva dalle pagine di Nature una delle più sorprendenti novità nel campo della ricerca medica: la sperimentazione in Pennsylvania di un composto che riuscirebbe a far «riposare» il cervello pur rimanendo svegli. Le applicazioni, in un mondo sempre più «malato di sonno», potrebbero essere vastissime.


«Per chi considera il sonno un nemico - si legge sul quotidiano la Repubblica - si apre la strada per barattare una notte di riposo con una pillola. Una medicina capace di ridare smalto a una testa appesantita da troppe ore a occhi aperti è in sperimentazione all'università della Pennsylvania, a Filadelfia. Promette, manipolando gli enzimi del cervello, di mimare gli effetti del dormire, illuminando ancora di più notti già colonizzate da lavoro, studio o voglia di divertimento. E punta a risolvere quello che sembra essere diventato oggi uno dei problemi principali della società: restare svegli».

«Finora - continua l'articolo - della pillola contro la carenza di sonno hanno beneficiato alcuni topolini di laboratorio, sottoposti ai test preliminari nel corso degli ultimi mesi. Ma Ted Abel, il coordinatore dell'équipe di ricercatori americani, si rende perfettamente conto delle enormi potenzialità che il suo farmaco ha, andando a toccare, come spiega, "uno dei problemi più importanti della nostra società, cronicamente affetta da carenza di sonno". I risultati preliminari dei suoi studi sono pubblicati oggi su Nature».

«La mancanza di riposo - si legge ancora - riportavano a giugno i dati del congresso degli esperti di medicina del sonno americani, riguarda il 55 per cento degli adulti, che dorme non più di 7 ore contro le 8 consigliate. In Italia 41 milioni di persone usano il caffè per tenersi svegli, e in 4 milioni superano la dose massima consigliata di 5 tazzine al giorno, come segnalano i dati dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione.

«La soluzione che Abel propone - conclude Repubblica - va a toccare l'ippocampo, l'area del cervello che interviene nel processo di memorizzazione, e una di quelle più compromesse dalla mancanza di riposo. "Abbiamo identificato - spiegano i ricercatori - il meccanismo attraverso il quale la mancanza di sonno altera il funzionamento dell'ippocampo. La carenza di riposo causa nel cervello l'aumento dell'enzima Pde4 che a sua volta distrugge la molecola cAmp, il cui ruolo è quello di rendere efficiente il processo di memorizzazione"».

fonte: repubblica

link nel sito: sonno e disturbi del sonno

14 ottobre 2009

Antidepressivi e neoplasie mammarie

Uno studio evidenza come la terapia psicofarmacologica a base di farmaci antidepressivi interferisce con la terapia a base di farmaci antineoplastici e favorisce la comparsa di recidive del carcinoma mammario.

Le donne che assumono Tamoxifene ( Nolvadex ) assieme ad alcuni farmaci antidepressivi, presentano un aumento del rischio di recidiva di tumore alla mammella, rispetto alle donne che assumono solamente il Tamoxifene.

I farmaci: Paroxetina ( Seroxat ), Fluoxetina ( Prozac ) e Sertralina ( Zoloft ) sono inibitori moderati-potenti del citocromo P2D6 ( CYP2D6 ), mentre gli antidepressivi come la Fluvoxamina ( Dumirox ), Citaloprom ( Seropram ) ed Escitalopram ( Entact ) sono considerati inibitori più deboli.

Gli inibitori CYP2D6 bloccano l’attivazione del Tamoxifene, un farmaco che trova indicazione nel trattamento del carcinoma mammario ER-positivo nelle pazienti in età postmenopausale.

Lo studio ha coinvolto circa 1.300 donne a cui era stato prescritto il Tamoxifene per il trattamento del carcinoma alla mammella nel periodo 2003-2005, e seguite per almeno 2 anni ( follow-up medio: 2,7 anni ).

Sono state messe a confronto 353 donne che avevano assunto potenti inibitori di CYP2D6, con 945 donne trattate solamente con Tamoxifene. Le donne che avevano assunto contemporaneamente inibitori CYP2D6 e Tamoxifene hanno presentato una percentuale di recidiva di tumore alla mammella del 13,9%, rispetto al 7,5% delle donne che hanno assunto solamente Tamoxifene.

I Ricercatori hanno compiuto un’ulteriore indagine da cui è emerso che le donne che avevano assunto Fluoxetina, Paroxetina e Sertralina presentavano una recidiva di cancro al seno del 16%, più che doppia rispetto alle donne in trattamento con il solo Tamoxifene.

Le donne trattate con inibitori CYP2D6 più deboli e con Tamoxifene hanno presentato una percentuale di recidiva dell’8%, senza un aumento del rischio tumorale.

Xagena Medicina, ASCO Meeting, 2009

8 ottobre 2009

Parto prematuro da farmaci antidepressivi


Le gestanti che prendono antidepressivi hanno il rischio raddoppiato di un parto prematuro. Inoltre il bebe' rischia maggiormente di dover rimanere in un reparto di terapia intensiva neonatale e puo' mostrare i segni dell'astinenza da questi farmaci. Lo dimostra uno studio diretto da Najaaraq Lund del Bandim Health Project in Guinea-Bissau, e pubblicato sulla rivista Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine.

La ricerca giustifica la necessita' di maggiore attenzione alla possibilita' che il feto venga esposto ai farmaci antidepressivi presi dalla madre.

Gia' in passato si era dimostrato che i farmaci antidepressivi possono oltrepassare la barriera della placenta e tracce di essi si ritrovano anche nel sangue del cordone ombelicale.

Poiche' una donna su dieci in gravidanza soffre di depressione non e' remota la possibilita' che segua una cura a base di antidepressivi, bisogna capire bene, dunque, se questi possano far male al feto.

L'esperta ha considerato 57.000 gravidanze e parti avvenuti presso la Aarhus University Hospital di Skejby, Danimarca tra 1989 e 2006. E' emerso che se la gestante era in cura con antidepressivi il rischio di un parto prematuro risultava radoppiato e comunque la donna partorisce in media 5 giorni prima rispetto a quelle che non prendono antidepressivi.

Inoltre il bebe' rischia di piu' di dover rimanere in un reparto di terapia intensiva neonatale e puo' mostrare i segni caratteristici dell'astinenza da farmaci (ittero, tremolii, infezioni, problemi respiratori).

Bisogna dunque valutare bene rischi e benefici di una terapia a base di antidepressivi nella donna in stato di gravidanza, concludono gli esperti.

(ANSA, 6 ottobre)

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gravidanza e farmaci anti depressivi
farmacoterapia ed allattamento