31 luglio 2009

Ignazio Marino: sul testamento biologico

Carissima/o,

Ti scrivo per chiederti un piccolo sforzo per una importantissima
causa. Nelle prossime settimane il testamento biologico sarà al
centro del dibattito in Parlamento, e la maggioranza intende
approvare una legge che limita la libertà di scelta del cittadino
imponendo alcune terapie, come l'idratazione e l'alimentazione
artificiale. Le dichiarazioni anticipate di trattamento non saranno
vincolanti: spetterà sempre al medico l'ultima parola. Qual è allora
l'utilità di questa legge, se non si garantisce al cittadino che la
sua volontà sia rispettata? La verità è che il ddl della destra è
stato scritto per rendere inapplicabile il ricorso al testamento
biologico. Oltretutto, la dichiarazione dovrà essere stipulata
davanti ad un notaio, e rinnovata con cadenza triennale: vi
immaginate cosa significa andare ogni tre anni davanti a un notaio
accompagnati dal proprio medico di famiglia? Al contrario della
nostra proposta poi, non è presente nemmeno un cenno alle cure
palliative, all'assistenza ai disabili, alla terapia del dolore.

Ti chiedo dunque di diffondere il più possibile l'appello, invitando
tutti i tuoi contatti a sottoscriverlo: dobbiamo mobilitarci
immediatamente per raccogliere centinaia di migliaia di adesioni e
difendere il nostro diritto costituzionale alla libertà di cura. Se
saremo tanti, il Parlamento non ci potrà ignorare. Nel prossimo
dibattito in Senato il mio impegno personale è quello di dar voce alla
vostra opinione, che credo coincida con quella della maggioranza
degli italiani. Che vogliano utilizzare ogni risorsa della medicina o
che intendano accettare la fine naturale della vita, i cittadini
vogliono essere liberi di scegliere.

Ti ringrazio infinitamente e conto su di te per far circolare il più
possibile l'appello per il diritto alla libertà di cura sul sito
www.appellotestamentobiologico.it

e grazie perché abbiamo
già raggiunto quasi 100.000 firme!

Ignazio Marino

fonte: Appello per il testamento biologico (gruppo: appello del senatore Ignazio Marino su Facebook)

30 luglio 2009

Il crimine sessuale tra disfunzioni e perversioni

“Il crimine sessuale tra disfunzioni e perversioni” (FrancoAngeli, 2008) è il risultato di una lunga esperienza clinica e professionale, dedicata allo studio del comportamento sessuale umano in tutte le sue manifestazioni, anche quelle più scottanti.

Questo volume, che ha un suo particolare valore sia per le definizioni ed i modelli esplicativi, tratti da un attento esame della letteratura scientifica esistente, sia per il numero, la varietà e la scelta accurata delle schede cliniche (oltre 70 casi tratti dal nostro archivio), rappresenta la “prima parte” di un lavoro che viene rivolto alle varie figure professionali che si occupano di disordini sessuali e comportamentali (disfunzioni, perversioni, disturbi di personalità e crimini sessuali). Comunque, per la sua chiarezza e semplicità, può essere letto con altrettanto interesse anche da coloro i quali, pur non possedendo una specifica competenza in materia, nutrono curiosità verso tali argomenti.

Partendo da un discorso generale sulla sessualità e sulle sue disfunzioni, il lavoro affronta nel suo svolgersi gli aspetti più inquietanti del comportamento sessuale umano fornendo chiari ed utili esempi di profili psico-comportamentali emersi dai colloqui clinici e dalla somministrazione di test psicodiagnostici.

L’ampia casistica, che spazia dalle disfunzioni sessuali alle parafilie, dai disturbi di personalità ai crimini sessuali, i nuovi quadri clinici di riferimento nell’ambito delle parafilie (“Nuove categorie diagnostiche”) e la scelta accurata di numerosi casi di “serial killer” (es., Brudos Jerome Henry, Westley Allan Dodd, Hamilton Fish, Theodore Robert Bundy), tratti dai lavori di diversi ed autorevoli studiosi, rendono del tutto originale il lavoro senza nulla togliere al contenuto rigorosamente scientifico.

Il volume si apre con un caso clinico (“Fantasie perverse multiple”) di un cinquantenne il cui profilo era quello tipico di una personalità evitante, con marcati tratti ossessivo-compulsivi, complicato dalla presenza di una forte rabbia nei confronti delle donne che si traduceva in fantasie perverse quali la gerontofilia, l’adipofilia e l’apotemnofilia.

Il lavoro si conclude con un ulteriore caso clinico di una ragazza ventenne in cui si può chiaramente osservare come la personalità rappresenti il risultato di una moltitudine di fattori (costituzionali, ambientali, esperenziali e psicologici).

Bruno C. Gargiullo e Rosaria Damiani
Il crimine sessuale tra disfunzioni e perversioni. Con schede cliniche di oltre 70 casi
Franco Angeli, 2008
Prezzo: € 26,00
Codice ISBN 13: 9788846495266

28 luglio 2009

psiche

Gargiullo e Damiani, lo Stalker


"Lo Stalker – ovvero il persecutore in agguato": il volume esplora gli elementi che caratterizzano il fenomeno dello stalking e descrive le strategie comportamentali adottate dallo stalker per “cacciare la preda”.

Il fenomeno rappresenta una forma di aggressione psicologica, e non di rado anche fisica, messa in atto da un persecutore che irrompe in maniera ripetitiva, indesiderata e distruttiva nella vita privata di un altro individuo con gravi conseguenze fisiche e psicologiche. Lo stalker invade, quindi, la vita delle vittime terrorizzandole mediante comportamenti che includono l’osservazione (monitoring), il pedinamento, l’intimidazione o la molestia, spesso con conseguenze devastanti. Alcuni soggetti, vittime dello stalker, arrivano a cambiare il proprio stile di vita per proteggere se stesse e la propria famiglia.

In breve, con il termine stalking si intende un insieme di comportamenti mediante i quali una persona (lo stalker) importuna un altro individuo (la vittima) con continue e indesiderate intrusioni, verbali e non verbali, tali da provocargli un permanente stato di “allarme”.

Vale la pena sottolineare che sarebbe illusorio e pericoloso pensare che esistano delle soluzioni in grado di metterci al riparo dalle altrui condotte criminose. Tuttavia, non si può non attribuire alla “conoscenza” una importante funzione preventiva mediante la messa in atto di adeguate strategie difensive nei confronti sia del “folle” molestatore sia della persona (conoscente, collega o ex partner) che perseguita ostinatamente “l’oggetto dei suoi desideri ”.

Anche il partner, che picchia, violenta e terrorizza la sua vittima proprio tra le mura domestiche (“storie di ordinaria sofferenza”), potrebbe trasformarsi nel peggiore dei persecutori qualora la vittima stessa dovesse manifestare la benché minima intenzione di volersi sottrarre (separazione e/o denuncia) al suo “aguzzino” geloso e possessivo.

Il primo capitolo introduce il concetto di harassment sessuale, delineando il fenomeno del “persecutore in agguato”nelle sue dimensioni storiche e giuridiche.

Il secondo capitolo esplora gli elementi che caratterizzano tale fenomeno, descrivendo in dettaglio le strategie comportamentali adottate da uno stalker per “cacciare la preda” e le caratteristiche che più frequentemente vengono riscontrate (profilo psicocomportamentale) in questa tipologia di offender: è un molestatore assillante e intenzionale che, mediante comportamenti ripetuti, intrusivi e controllanti, cerca di “possedere la vittima” divenendo schiavo di questa sua idea ossessiva. Nei casi gravi tale condotta può sfociare nella violenza fisica e sessuale, omicidio compreso. In sintesi, la condotta di uno stalker si muove lungo un continuum i cui estremi sono, da un lato, l’interesse e, dall’altro, una pericolosa aggressività, passando attraverso la delusione, la frustrazione e la rabbia.

Il terzo capitolo affronta il tema dell’impatto psicologico di tale “abuso” che, in parte, è implicito nella definizione stessa di tale sindrome, ponendo l’accento sul Complex Post-Traumatic Stress Disorder (C-PTDS) e sull’Avversione sessuale.

Il quarto ed ultimo capitolo riporta alcuni casi clinici, tratti dal nostro archivio (stalker e vittime di stalker), e giudiziari (nazionali e internazionali) che delineano le caratteristiche frequentemente riscontrate in uno stalker, descrivendone i tratti più salienti (rifiuto, ossessione, fantasia, narcisismo e manipolazione).

Bruno C. Gargiullo e Rosaria Damiani

(Strumenti per il lavoro psico-sociale ed educativo
Psicopatologie e tecniche per l'intervento clinico - Psicosomatica, psiconcologia, psicosessuologia - Psicodiagnostica della personalità - Psicologia giuridica, investigativa, forense, criminale, della devianza
Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti)
pp. 112, 1a edizione 2008 (Cod.1305.92)

Franco Angeli Edizioni
Prezzo: € 15,00
Codice ISBN 13: 9788846497079

22 luglio 2009

Associazione 'Lachesi PsicoMed'

Si costituisce a Siena la Associazione denominata 'Lachesi PsicoMed - Accademia di psicoterapia e medicina' il cui scopo e' quello di diffondere e promuovere i principi e la prassi della psicologia e psichiatria psicodinamica, e di cui il presente sito e' espressione.

Estratto dello Statuto dell’ Associazione

SEDE

L’associazione avra' sede legale in SIENA.
Sara' altresi' possibile istituire sedi secondarie regionali e provinciali in Italia ed anche all’estero.

SCOPO

Obiettivo dell'associazione è:

Promuovere e salvaguardare il benessere psicologico della persona e della collettività attraverso attività di: ricerca, informazione, formazione, prevenzione, intervento.

Incoraggiare lo sviluppo e la crescita della persona, favorendo una sua integrazione all’interno dei diversi contesti di appartenenza e stimolando le possibilità e le capacità di scelta autonoma e consapevole.

Promuovere le condizioni affinché si favorisca l’esistenza di una rete sociale, finalizzata al miglioramento della qualità della vita.

Operare interventi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria del disagio sociale - mentale in maniera particolare -, sostenendo la persona e la collettività nelle diverse fasi del ciclo vitale.

L’associazione intende per questo realizzare diverse iniziative ed in particolare:

Realizzare e promuovere progetti, incontri, dibattiti, presentazioni, conferenze, seminari, riunioni informative, azioni e campagne di sensibilizzazione, corsi e stages, workshop, di durata variabile, utili ai fini del raggiungimento degli scopi di informazione e prevenzione. Tali programmi sono rivolti all’individuo ed alla collettività, alle strutture pubbliche e private.

Realizzare e promuovere progetti, incontri, dibattiti, presentazioni, conferenze, seminari, gruppi di studio, corsi e stages, tirocini, workshop, training di formazione e aggiornamento, condotti da professionisti accreditati. Tali programmi consentiranno la promozione delle competenze, l’aggiornamento e la formazione continua per operatori dei settori di assistenza sociale e socio-sanitaria, istruzione e quanti altri non specificati, per il raggiungimento degli scopi di formazione e di prevenzione.

Realizzare e promuovere servizi psicologici psichiatrici e psicopedagogici di sostegno, consulenza, prevenzione, riabilitazione, intervento e cura a livello individuale, di coppia, familiare, di gruppo, diretti ad adulti e istituzioni sociali, enti pubblici e privati, volti alla promozione del benessere psico-fisico individuale e sociale.

Promuovere e realizzare attività di studio e ricerca in ambito bio-psico-sociale finalizzate ad ampliare le competenze per la prevenzione, il monitoraggio del disagio psichico in ogni sua forma e per promuovere il benessere psico-fisico.


Promuovere e realizzare attività di redazione, pubblicazione e diffusione di opere ed articoli divulgativi e scientifico-culturali, attraverso i principali mezzi di comunicazione propri o in collaborazione, che concorrano a informare e sviluppare la materia 'psicodinamica'.

Collaborare con enti, associazioni, organizzazioni, istituti o altri organismi pubblici o privati con analoghe finalità.

20 luglio 2009

La Societa' di Psichiatria sull'immigrazione

Riporto anche il comunicato della Societa' Italiana di Psichiatria relativo alla questione 'medici ed immigrazione clandestina' del 'decreto sicurezza' del governo. (nel sito anche: medici ed immigrazione clandestina) (fonte: psichiatria.it)

LA SOCIETA’ ITALIANA DI PSICHIATRIA (S.I.P.) ESPRIME PREOCCUPAZIONE PER LE POSSIBILI RIPERCUSSIONI NEGATIVE SULLA SALUTE MENTALE, INDIVIDUALE E DI COMUNITA’, DELL’ABOLIZIONE DEL DIVIETO DI SEGNALAZIONE DA PARTE DEI PROFESSIONISTI SANITARI DEGLI STRANIERI SENZA REGOLARE PERMESSO DI SOGGIORNO.

La Società Italiana di Psichiatria esprime la propria preoccupazione per quanto approvato al Senato nel Disegno di Legge sulla Sicurezza ove si prospetta la possibilità per i medici di segnalare alle autorità competenti la presenza di persone immigrate senza regolare permesso di soggiorno che si rivolgono ai presidi sanitari pubblici o privati per la richiesta di prestazioni sanitarie. Tale provvedimento, oltre ad essere contrario ai principi deontologici cui si ispira la professione medica, è potenzialmente in grado di apportare danni alla salute mentale individuale e di comunità, poiché soggetti con problemi di salute mentale irregolarmente presenti sul territorio nazionale potrebbero essere indotti a non richiedere assistenza alle strutture del Servizio Sanitario Nazionale.

I servizi di salute mentale (SSM) territoriali sono in Italia servizi di primo livello, a cui le persone possono rivolgersi direttamente, anche senza invio del Medico di Medicina Generale (MMG). La crescita dell’informazione nella popolazione italiana relativa ai disturbi mentali e alle possibilità di cure ha accresciuto negli ultimi anni la proporzione di persone che accedono ai SSM per mezzo dell’invio da parte di altri servizi, in primis MG, ma anche direttamente, grazie a un rapporto di fiducia instaurato nel tempo nel territorio. I migranti rappresentano una fascia della popolazione in continua crescita presso i SSM e la ricerca scientifica ha mostrato che questo incremento delle presenze corrisponde, oltre che all’incremento demografico, a un aumentato bisogno di cure e attenzione in questa fascia di popolazione, particolarmente vulnerabili ai disturbi mentali anche gravi. Il decreto in oggetto comporterebbe un pericoloso evitamento del ricorso alle cure psichiatriche da parte dei migranti irregolari, che finirebbero per giungere all’attenzione psichiatrica solo quando il disturbo è di gravità tale da richiedere cure sanitarie urgenti, quindi presumibilmente da effettuare in regime ospedaliero, con gravi conseguenze, tra cui: un accumulo di bisogni insoddisfatti di salute individuale e pubblica; una paradossale diminuzione della sicurezza della comunità; un aumento dei costi sanitari. Inoltre, la relazione terapeutica verrebbe ad essere minata alla radice, a causa dell’impossibilità di instaurare fiducia nei confronti del medico, vissuto continuamente come un potenziale “segnalatore all’autorità”, ruolo decisamente antitetico a quello di psichiatra. Infine, la psichiatria dovrebbe gestire conflitti di difficile soluzione, tra pazienti “impauriti” e al contempo bisognosi di cure e sanitari in difficoltà ad operare il ruolo del medico, di fronte all’obbligo di denuncia.

Senza entrare nel merito degli orientamenti generali del legislatore, la S.I.P., alla luce della proposta di introduzione del reato di clandestinità nel nostro ordinamento, chiede che il Governo e i Ministeri competenti si impegnino per fornire operatori sanitari e alla popolazione riguardo le cure sanitarie per gli immigrati, assicurando che il Servizio Sanitario Nazionale possa continuare a garantire le prestazioni sanitarie curative e preventive necessarie per la tutela della salute individuale e collettiva garantita dalla nostra Costituzione.

Le immagini del cervello

Breve storia delle scoperte scientifiche in un video (la colonna sonora e' "Giorni" di Ludovico Einaudi).

19 luglio 2009

L'onda (Die Welle) trailer e recensione


Il tema del 'gruppo', la debolezza, l'identità, il 'diverso', e sino al fanatismo: questi i temi di un film intenso quanto originale, la cui visione è assolutamente da consigliare anche a tutti coloro che si interessano di psicopatologia e che desiderano comprendere attraverso quali meccanismi l'occasione della relazione e della condivisione possa degenerare nella follia di un gruppo integralista ed intollerante.

Durante una settimana di esercitazioni scolastiche l'insegnante di liceo Rainer Wenger (Jürgen Vogel) propone un esperimento per mostrare ai suoi studenti come funziona un governo totalitario.

Inizia così una sorta di gioco di ruolo dalle tragiche conseguenze.

Nel giro di poche settimane, quella che era cominciata come un'innocua illustrazione di concetti come disciplina e comunità, si trasforma in un vero e proprio "movimento" - L'Onda.

Arrivati al terzo giorno, gli studenti cominciano a ostracizzare e a minacciare gli altri. E quando alla fine il conflitto esplode in tutta la sua violenza durante una partita scolastica di pallanuoto, l'insegnante decide di interrompere l'esperimento.

Ma ormai è troppo tardi, l’Onda è sfuggita al suo controllo...

L'onda
(Die Welle)

Regia: Dennis Gansel
Attori: Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Christiane Paul, Jacob Matschenz
Paese: Germania 2008
Genere: Drammatico
Durata: 101 Min

link nel sito: cinema e psichiatria

17 luglio 2009

Aggiornamenti in Salute Mentale


La Associazione "inPsico - psicodinamica e società civile" promuove il convegno "La vita aperta - Percorsi della Salute Mentale dal manicomio alla società civile", nell'ambito della Giornata per la Salute Mentale in programma a Siena in data ancora da definirsi.

Il programma della giornata, provvisorio (ad oggi, 14 agosto 2009):


1 - "La vita chiusa: il manicomio di Siena"

Proiezione di parte del documentario 'La vita chiusa, storie del villaggio manicomiale di Siena', ed intervento di Francesca Vannozzi, docente di Storia della Medicina nella facoltà medica dell'Università di Siena

*****


2 - Gli affetti che curano - Storie di trasformazioni

dottoressa Francesca Mancini, psicologa e psicoterapeuta

*****

3 - La funzione del medico di medicina generale nella prevenzione del disagio psichico

Giuseppe Marrelli, medico di Medicina Generale di Siena, specialista in Medicina Interna

*****

4 - Cent'anni di psicoanalisi e il mondo va sempre peggio
Societa' contemporanea, tecnologia, riduzionismo biologico: c'e' ancora posto per la psiche?

Giovanni Carlesi, psichiatra e psicoterapeuta (Firenze)



Ringraziamo i colleghi che hanno garantito la propria disponibilita' a partecipare ai lavori della giornata ed approfittiamo per ricordare che l'evento in programma e' rivolto non ai professionisti del settore ma a chiunque nutra interesse nei confronti dei temi trattati, che la partecipazione ai lavori e' libera e gratuita e che si richiede soltanto una conferma anticipata alla partecipazione stessa.




Per ogni ulteriore informazione rispetto alla giornata e per proposte, suggerimenti ed adesioni e' possibile anche scrivere all'indirizzo email:
sitoinpsico@gmail.com

16 luglio 2009

Un abbraccio per guarire


"... Tutti se ne vanno, ma rimane quest'uomo, che mi dice di essere la persona che sostituisce mio babbo. Mi dice ancora che ho sbagliato e devo capire il mio errore, ma che non sono da condannare.
Poi mi abbraccia.

Questa seconda parte del sogno la ricordo come molto lunga.

Si svolge tutta in questo abbraccio e in tutte le sensazioni legate ad esso.

In un primo momento penso che mi abbracci come gesto simbolico di amicizia o affetto.
Quindi lo riabbraccio e mi stacco da lui.

Ma lui mi trattiene fra le braccia.

Rimango allora là, quasi per educazione, in attesa che mi lasci.
Ma lui continua a tenermi abbracciata.

Comincio ad intuire che vuole farmi capire che un abbraccio non è solo un gesto, ma è una cosa da vivere, da sentire, un modo per scambiarsi sensazioni profonde.

Capisco anche però che, per apprezzare questo abbraccio, dovrei lasciarmi andare, cosa che stento a fare.

Alla fine, merito anche delle sensazioni che comunque, mio malgrado, mi arrivano, decido di lasciarmi andare a quello che sento.

La sensazione è bellissima.

Come essere immersi in un'altra dimensione, piena di... Amore.

E' un abbraccio che guarisce ogni male.
MA....
in fondo a me stessa rimane ugualmente un'inquietudine.

Mi chiedo se è il caso di proseguire.

Ma per quanto cerchi delle spiegazioni, mi rendo conto che non esiste nessun motivo perchè debba interrompere questo abbraccio.

Al'improvviso, però, rifletto sul fatto che quest'uomo che dice di sostituire mio padre NON è mio padre!

E che rimanere in questo abbraccio potrebbe portare anche delle conseguenze... visto che siamo un uomo e una donna...

Il sogno finisce con l'abbraccio che continua, ma con questa inquietudine su cosa potrebbe succedere..."

*****

tratto da: 'la ragione degli affetti':

... Il fine dell’analisi è quel fine-analisi in cui il paziente (analizzando) torna alla norma proponendo sé stesso come testimone nella memoria, agente nella prassi, una storia di rapporto che la norma non aveva previsto come possibile ; per comprendere questo è la norma a doversi dotare di quegli stessi affetti di cui deve essere dotato l’analista: e ciò per opporsi a quella scissione tra ragione ed affetti che la norma pare proporre come ineludibile.

È nella ‘norma’ dunque che deve potersi ritrovare ciò che in analisi si è trovato.

Forse, allora, si deve distinguere tra domande cui la ragione può accostarsi ed altre che dalla ragione non possono avere risposta. Poiché qualunque risposta possibile rischia, ancora una volta, di produrre una ‘stonatura’: può essere infatti che, in ogni modo, la ragione incrini, interrompa, il fluire degli affetti, contrapponendosi ad essi.

Ma noi sappiamo che -nella realtà, ed anche nella realtà di una cura- accade, talora, proprio il contrario: e cioé che sia l’affetto, -l’amore così come comunemente lo si intende- ad interrompere l’ordine del discorso, incrinando la ragione.

È che le cose le posso seppellire anche sotto quintali di sabbia, ma il vento pian piano le riscopre. Penso che ci sia un mare in mezzo a noi, che ci divide, ma che ci tocca entrambi e ci mantiene uniti.

Allora, dobbiamo dire che l’unica risposta possibile è, forse, in quell’attimo di esitazione e di incertezza che ci coglie prima di ogni possibile risposta; in quell’attimo di silenzio nel quale ogni parola pare sviata, smarrita nel labirinto dell’inconscio: è solo in quell’attimo che è possibile capire quale possa essere - come e dove possa ancora ritrovarsi- la ragione degli affetti.

“...Ed è quando l’essenziale del linguaggio si blocca, in quanto è venuto meno, che la parola vera può sorgere.” Scopriamo così che “...il linguaggio è uno schermo. La volontà è una macchia sulla vista. La coscienza è un demone... Tutti servono delitto e morte. La lucidità, la ragione, il linguaggio muoiono incessantemente.” (Quignard, 1995).

È nel silenzio di un vuoto colmato che può forse emergere la risposta più vera, che è tale anche perché inesprimibile.
Cosicché l’inconscio, in quell’attimo, non ha più bisogno di parole.

Abruzzo, i “sotterranei dell’anima”

Riceviamo da Concetta di Lunardo l'articolo che segue, scritto nei giorni immediatamenti successivi al terremoto in Abruzzo e contenente riferimenti alla sindrome nota come ' disturbo post-traumatico da stress'.

“L’Aquila era una bella città. D’estate la notte faceva fresco e la primavera degli Abruzzi era la più bella d’Italia”, ha scritto Hemingway in Addio alle armi.

Adesso il terremoto ha cancellato un territorio nella sua cultura, nella sua quotidianità, nei suoi valori. Ad una settimana da the big one delle 3.32 del 6 aprile, per la città si comincia ad immaginare un futuro. La gente potrà andare nei luoghi della memoria ma solo con la mente. I bambini ne potranno percorrere le strade e ricordarne gli antichi colori, persino i profumi, ma nulla potrà cancellare il ricordo interiore della fine del mondo e della loro innocenza, forse. Dopo dieci giorni la terra continua ancora a tremare. Più di mille scosse, di cui un centinaio percepite nettamente in tutto il Centro Italia, 294 morti, 1500 feriti, una casa su due inagibile sia nel centro storico sia nelle periferie edificate senza scrupoli. E’ imponente l’inventario da fare dei beni culturali da catalogare, imballare e trasportare in attesa del recupero dei siti ora diroccati.

Di fronte ad una tenda verde a Piazza D’armi, una delle 112 tendopoli sorte nei giorni successivi, un cartello informa i 1300 abitanti: “Supporto Psicologico, colloquio in corso, non disturbare”.

Ci lavorano volontari dell’associazione regionale di psicologia d’emergenza (Pea) formati a curare i mali dell’animo nelle situazioni post traumatiche, professionisti in allerta per aiutare ad affrontare le crepe del “ distacco dalla terra, dalle radici, dagli affetti, da un pezzo di vita, dai legami essenziali che aggrediscono l’emotività”.

Si chiama disturbo post-traumatico da stress, in gergo (Dpts), lo stesso che ossessiona chi subisce violenza, abuso, stupro, lo stesso che fiacca la capacità di adoperare efficacemente i comuni strumenti di difesa fisica e psicologica di cui siamo dotati. E’ lo stesso setting delle guerre lampo che trasformano in 20 secondi un paese in un cimitero di guerra con 300 croci.

Su un volantino che circola negli accampamenti una sintesi dei sintomi: ansia, paura di sé o per i propri cari, melanconia, affaticamento mentale, palpitazioni, vertigini, tremori, sensi di colpa, mal di testa. Alla tenda verde, centinaia di volte al giorno, spiegano che «parlare ed elaborare aiuta senz’altro, non è positiva la chiusura, l’isolamento».

Le due psicologhe di turno raccontano di aver visto bambini ammutoliti per giorni, molti hanno paure ed incubi, molti fanno la pipì a letto.

Fondamentale il lavoro di medici-clown.

I bambini devono riprendere a giocare, disegnare, recuperare l’aspetto ludico pur in un quadro dolente e decontestualizzato per effetto delle perdite delle persone scomparse e degli spazi distrutti. Anche per i grandi è necessario «condividere piuttosto che isolarsi», dice Vincenzo Irace, vigile del fuoco in servizio in Lombardia e arrivato con la squadra di supporto psicologico.

E poi ci sono le problematiche di ambientazione, di gestione di spazi decontestualizzati, gestire la rabbia e l’aggressività in questi giganteschi condomini blu, il colore delle tende della protezione civile. E’ un lavoro di totale condivisione con gli sfollati.

Gli psicologi lavorano a tempo pieno, dormono nei campi e supportano con colloqui individuali e di gruppo anche i soccorritori che a loro volta vivono la duplice condizione di soccorritori e terremotati. «Chi ha tirato fuori i corpi dalle macerie deve poter tirare fuori il proprio vissuto».

Per comprendere può essere utile consultare esperienze consolidate. Così un adolescente al tempo del terremoto dell’Irpinia: «Ogni giorno penso al mio paese, a come era bello, alle sensazioni semplici che mi trasmetteva, alla sirena del comune che avvisava che era ora di pranzo perché anche i contadini sperduti nelle terre più distanti dal paese sapessero che era finalmente ora di mangiare, le voci di Fausto e Diego che, ancora oggi, mi risuonano nella mente. Come era bello il mio paese. Adesso è una collina, ci sono perfino cresciuti gli alberi al posto del sangue e di tanti corpi straziati. Adesso posso andarci solo con la mente: ne percorro le strade, ne vedo i colori, ne sento perfino i profumi, e nessuno me lo potrà più rubare».

Si ricomincia da capo, se hai dei pezzetti te li porti dietro, si ricomincia da sé. Attivarsi significa ricominciare e andare avanti.

Da l’Aquila per 'Palermoparla' Concetta Di Lunardo, Roma

link nel sito per un approfondimento: stress post traumatico

15 luglio 2009

Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT)

In merito alla questione inerente legge di fine vita, idratazione artificiale e dichiarazioni anticipate di trattamento riporto parte del documento del Consiglio Nazionale della FNOMCeO (federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri) riunitosi a Terni lo scorso 13 giugno (fonte: Toscana medica 6/09)


Il Consiglio Nazionale della FNOMCeO ritiene che la libertà di scienza e coscienza del medico deve responsabilmente collocarsi all'interno dei seguenti confini:

• sul piano tecnico professionale deve riferirsi alle migliori pratiche clinico-assistenziali basate sulle prove di efficacia, sicurezza ed appropriatezza di cui ogni medico porta responsabilità non delegabile;
• sul piano civile deve promuovere e trasferire nella relazione di cura i rispetto di tutti i diritti individuali protetti dalla nostra Costituzione;
• sul piano etico deve rispettare le norme del Codice Deontologico che si rifanno ai grandi principi sanciti da varie autorevoli fonti che hanno segnato la storia, della nostra deontologia, dal Codice di Norimberga alla Dichiarazione di Oviedo.

A tale rignardo il Consiglio Nazionale ribadisce che secondo il Codice Deontologico il principio dell'obbligo di garanzia (beneficialità-non maleficità) viene infranto quando il medico, intenzionalmente e con mezzi idonei, opera per la fine della vita anche se ciò è richiesto dal paziente (eutanasia) o insiste in trattamenti futili e sproporzionati dai quali cioè fondatamente non ci si può attendere un miglioramento della malattia o della qualità di vita (accanimento diagnostico-terapeutico).

Il Medico lede altresì il principio di giustizia se trascura di offrire un progetto di cura efficace e proporzionato al miglioramento della malattia o della qualità di vita al paziente terminale o incapace o comunque fragile (abbandono terapeutico) e viola il principio di autonomia del cittadino se insiste nell'intraprendere o nel perseverare in trattamenti rifiutati dal paziente capace ed informato.

La persona incapace a manifestare le proprie volontà sulla sua malattia e sulla qualità della sua vita è doppiamente fragile e la sua solitudine ad esprimersi fa più grande quella del medico che deve comunque decidere.

D'altra parte lo straordinario sviluppo delle procedure e delle tecniche di mantenimento delle funzioni vitali nelle fasi avanzate di malattie cronico degenerative (neoplastiche, metaboliche, autoimmuni, vascolari etc.) o di recupero delle stesse in condizioni di emergenza (arresti cardiaci, accidenti cerebrovascolari devastanti, grandi traumi cranici, etc.) e poi sostenute per un tempo indefinito, determina in numero sempre più consistente una tipologia di pazienti incapaci di esprimere una volontà attuale sui trattamenti diagnostico-terapeutici compresi quelli idonei a supportare nel tempo la condizione di totale ed irreversibile perdita di coscienza di sé ed assoluta incapacità di relazione con l'ambiente.

Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) intervengono in queste condizioni quale espressione particolare ed eccezionale del consenso del paziente che, informato, consapevole e quindi al momento capace, dichiara i suoi orientamenti sui trattamenti ai quali desideri o non desideri essere sottoposto nell'eventuale sopravvenire di una condizione irreversibile di incapacità di esprimere le proprie volontà.

Principio che è saldamente presente nel Codice di Deontologia Medica fin dalla revisione del 1998 e confermato successivamente nel 2006 (Art. 35 . Il medico deve intervenire, in scienza e coscienza, nei confronti del paziente incapace, nel rispetto della dignità della persona e della qualità della vita, evitando ogni accanimento terapeutico, tenendo conto delle precedenti volontà del paziente. Art. 38 Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere le proprie volontà, deve tener conto nelle proprie scelte di quanto precedentemente manifestato dallo stesso in modo certo e documentato) delineando quell'opportuno bilanciamento tra diritto all'autonomia del cittadino e obbligo di garanzia proprio del medico.

Per il Codice Deontologico questi due principi non sono infatti ontologicamente conflittuali laddove, soprattutto nelle circostanze più difficili, le funzioni di garanzia del medico devono, tra l'altro, supportare e motivare le scelte del paziente, così come la volontà del paziente deve illuminare ed orientare le funzioni di garanzia del medico.

In relazione al processo legislativo riguardante il progetto di legge concernente "Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento" approvato in prima lettura al Senato, la FNOMCeO, a seguito di approfondito dibattito con le Società Medico-Scientifiche e con le Associazioni di tutela dei pazienti e dei consumatori, ritiene che la compiuta funzione di garanzia del medico verso i pazienti incapaci di esprimere una volontà attuale e le loro scelte rende pressante la necessità di ridefinire nuovi profili di cura e di avvicinare a questa responsabilità tecnico professionale la presa in carico globale di queste fragilità che va oltre l'impegno dei soli medici.

altri link nel sito:

legge di fine vita
testamento biologico
idratazione e nutrizione

8 luglio 2009

Il DDL sul Testamento biologico


Approda oggi 8 luglio in Commissione Affari sociali della Camera dei deputati il disegno di legge sul testamento biologico.

La Commissione mira a dare il proprio via libera al provvedimento prima della pausa estiva, per poi passare all'esame del Ddl in Aula alla ripresa dei lavori, subito dopo l'estate.

Ma la strada, al momento, appare tutta in salita, con l'opposizione che promette di dare battaglia soprattutto sul punto più controverso e delicato dell'intero provvedimento: alimentazione e idratazione artificiale.

Un passaggio, questo, su cui il ministro del Welfare Maurizio Sacconi si è già detto non disposto a trattare, ritenendole forme di sostegno vitale e non terapie mediche, pertanto non oggetto di dichiarazioni anticipate di trattamento.

fonte: ADN Kronos Salute

link nel sito:
l'opinione dei medici sul testamento biologico
Idratazione e nutrizione

Linee guida per il Disturbo Bipolare

Il disturbo bipolare, pur non essendo una patologia particolarmente frequente nella popolazione generale, (pare infatti che ne sia affetto una percentuale di popolazione che va dallo 0.4% al 1,5%) e' tuttavia un disturbo serio e talora gravemente invalidante, che merita estrema attenzione.


Le linee guida cliniche del National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE) su diagnosi, trattamento e gestione complessiva del disturbo bipolare, riguardano:

i trattamenti che i soggetti bipolari possono aspettarsi, compresi farmaci e terapie psicologiche, i servizi di assistenza ai pazienti, psichiatrici o servizi sanitari specialistici di salute mentale per consentire alle famiglie ed agli operatori sanitari di gestire i pazienti con disturbo bipolare, ed avere essi stessi un supporto.

Le linee guida raccomandano la necessità di assicurare che i disturbi bipolari siano correttamente identificati e correttamente diagnosticati dagli operatori sanitari e definisce i criteri per quando inviare i pazienti allo specialista per la valutazione ed il trattamento, farmacologico e non.

Vengono anche definite le opzioni di trattamento farmacologico per i soggetti con disturbo bipolare ed enfatizzato il bisogno di coinvolgere i pazienti affetti da patologia bipolare nelle decisioni sul trattamento.

link nel sito:
Disturbo Bipolare
cura del Disturbo Bipolare

6 luglio 2009

La patologia del potere


(immagine di giorgio pirrotta)

Domanda:

Lei lo sa, che dopo questa intervista, oltre ai magistrati e ai giornalisti anche gli psichiatri potrebbero essere apostrofati come comunisti?

Risposta:
Confermerebbe le mie tesi, e darebbe più credibilità alla categoria.

La 'patologia del potere', una intervista del 6 luglio a Luigi Cancrini su Articolo 21 (leggi tutto l'articolo).

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Domanda:
Perché il potere è “stupido”?

Risposta:
“Chi si crede onnipotente, chi insegue il potere, chi vuole comandare, chi vuole possedere, vede nell’altro un nemico, è continuamente impegnato a difendere ciò che ha conquistato, è sempre in guerra, scatena guerre, odia, uccide, materialmente o psicologicamente. Il potente perciò vive fingendo di ignorare che anche per lui c’è da qualche parte in attesa la morte e nella sua folle corsa non si rende conto che tutto ciò che simboleggia il suo potere precipita l’umanità – lui stesso, i suoi figli, i suoi nipoti - più velocemente verso la fine..."

"L'uomo, non cercatelo tra i potenti", intervista a Vittorino Andreoli (leggi tutto)

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Sul sito: 'niente ansia', nel forum su: 'attualità, politica e cronaca', una discussione del 6 luglio in merito al medesimo argomento, con riferimenti e link al post sul disturbo narcisistico di personalità di questo sito.

altro link nel sito:
politica e psicopatologia

3 luglio 2009

Medici ed immigrazione clandestina


"Ci è stato detto che per i medici non scatterà l'obbligo di segnalazione per gli immigrati clandestini. Noi su questo punto abbiamo qualche perplessità. Quello che è certo è che se un medico dovesse incorrere in sanzioni penali per mancata segnalazione, saremo pronti ad affiancarlo in tutto e per tutto. Fino ad arrivare all'autodenuncia".

Così il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Amedeo Bianco, commenta il via libera definitivo del Senato al Ddl sicurezza che introduce il reato di clandestinità.
"Di fronte alla nostra preoccupazione - spiega Bianco all'ADNKRONOS SALUTE - ci è stato assicurato che non esistono i presupposti giuridici affinché scatti l'obbligo di denuncia. Questo perché, ci hanno spiegato, la configurazione del reato prevede una sanzione amministrativa. Ma i dubbi restano".

Per districare la matassa, secondo il numero uno della Fnomceo c'è bisogno di una norma ad hoc. "Una norma - conclude Bianco - che introduca senza equivoci una precisa e specifica esenzione per i medici, e tutti gli operatori sanitari del Ssn, dall'obbligo di denuncia degli immigrati irregolari che chiedono assistenza sanitaria".
fonte: Roma, 2 luglio 2009, (Adnkronos Salute)

2 luglio 2009

Dapoxetina (Priligy) nell'eiaculazione precoce

Priligy (nome commerciale della molecola dapoxetina) si puo' assumere al bisogno, da una a tre ore prima del rapporto sessuale, e si dice che sia in grado di aumentare il senso di controllo sull'eiaculazione da parte dell'uomo. Il problema dell'eiaculazione precoce coinvolge sembra almeno un italiano su 5.


In realta' il prodotto altro non e' se non un antidepressivo serotoninergico (SSRI), appartenente cioe' ad una classe di farmaci che - come noto - producono disfunzioni sessuali tra cui riduzione della libido e ritardo (o impossibilita') dell'eiaculazione

Il "nuovo" farmaco appartiene alla categoria degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. "È un antidepressivo a base di dapoxetina, molecola che inibisce il trasporto della serotonina, equilibratore dell’umore che, rimanendo in circolo, ritarda l’eiaculazione".

Il farmaco ha un tempo di azione breve, viene assorbito ed eliminato rapidamente dall’organismo. Va quindi assunto quando serve, due ore circa prima del rapporto, ma non più di una volta ogni 24 ore.

"La dapoxetina però, essendo un antidepressivo, deve essere prescritta solo dopo un accurato accertamento sulle condizioni psicologiche del paziente. L’eiaculazione precoce infatti è una disfunzione che può essere legata a cause organiche (infiammazioni, prostatiti, frenulo breve) ma anche a problemi psicologici, come l’ansia. Un quadro chiaro della situazione è quindi indispensabile se la persona assume già altri antidepressivi’.

fonte: Priscilla Tiene, kataweb salute

In realta' gia' nel 2007 uno studio clinico sul problema della eiaculazione precoce rivelava la modesta efficacia della Dapoxetina.
Lo studio ha infatti valutato l’efficacia e la sicurezza della Dapoxetina, un inibitore selettivo della ricapatazione della serotonina ( SSRI ) nel trattamento dell’eiculazione nei pazienti con eiaculazione precoce.
Dai dati dello studio è emerso che la Dapoxetina è solo moderatamente migliore del placebo riguardo al tempo di latenza eiaculatoria e alla soddisfazione nei rapporti sessuali, senza benefici nel lungo periodo dopo la sospensione del farmaco.

fonte: Xagena - Safarinejad MR, Neuropsychopharmacology 2007

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Note dalla scheda tecnica del farmaco:

Nuovo Farmaco Autorizzato dall'AIFA Agenzia Italiana del Farmaco all' Immissione in Commercio :
Farmaco : Priligy (Compresse)
Principio Attivo : Dapoxetina Cloridrato
Categoria Farmacoterapeutica : Altri Urologici
Indicazione Terapeutica :
Trattamento dell' Eiaculazione Precoce (EP) in Uomini di Eta' Compresa tra 18 e 64 Anni.
Condizioni Utilizzate per Definire la Patologia negli Studi Clinici sell' EP :
Tempo di Latenza Eiaculatoria (IELT) Inferiore ai Due Minuti;
Eiaculazione Persistente o Ricorrente alla Minima Stimolazione Sessuale
Prima, Durante o Appena Dopo la Penetrazione e Prima che il Paziente lo Desideri;
Spiccato Disagio Personale o Difficolta' Interpersonale Conseguente all'EP
Scarso Controllo dell'Eiaculazione


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link nel sito:
antidepressivi serotoninergici (SSRI)
disfunzioni sessuali da antidepressivi
problemi sessuali

NOTA: Le note di farmaco-terapia riportate in questo sito sono da considerarsi esemplificative; la prescrizione di un farmaco, l'indicazione della posologia, le modifiche dei dosaggi e la sospensione del farmaco stesso sono compito esclusivo del medico curante. Le notizie riportate in questo sito possono essere utilizzate solo ed esclusivamente se autorizzate dal proprio medico di fiducia.