4 giugno 2009

Volare in manicomio


da Marzo ad Ottobre del 1988: il seguito della legge 'Basaglia':

"... La legge che porta il suo nome ha compiuto dieci anni; lui, Franco Basaglia è morto da otto. Ma la chiusura dei manicomi con la liberazione di lOOmila pazienti, è avvenuta davvero? Le risposte ufficiali sono vaghe, si parla di «residui manicomiali» ancora da sistemare, di gradualismi necessari.

Il deputato radicale Franco Corleone, per verificare la situazione, intraprende un viaggio-inchiesta; gli dà sostegno il collega senatore radicale Domenico Modugno, il famoso «Mr. Volare» che è purtroppo costretto in carrozzella per un ictus che lo ha colpito; lo accompagnano il giornalista Gad Lerner e il fotografo Franco Zecchin che documenteranno il viaggio per il settimanale L'Espresso.

Ciò che scoprono, specie nei manicomi della Calabria e della Sicilia, è sconvolgente: abbandono, incuria, maltrattamenti, ruberie amministrative. Calcolano che il «residuo» interessi tra le 30 e le 40mila persone. Ma lo shock più grande arriva quando si presentano, inaspettati, all'ospedale psichiatrico di Agrigento e riescono a entrare in padiglioni che sono tenuti fuori dalla vista del pubblico. Un panorama di infamia e di desolazione si apre davanti ai loro occhi: circa quattrocento pazienti nudi tra i loro escrementi, cani randagi, donne senza età entrate quando erano bambine troppo vivaci. Gatti e mosche giganti stanno intorno al cibo, il lezzo è quello della discarica pubblica con aggiunta di esseri umani.

I medici forniscono una spiegazione, però: hanno catalogato le vittime. Ecco i «laceratori», che si strappano le vesti; ecco gli «agitati», i «violenti» che devono essere tenuti legati, i «pericolosi». Entra anche Domenico Modugno, qualcuno lo riconosce, uno di loro ha una compilation delle sue canzoni più famose su un magnetofono e l'artista che ha conquistato il mondo ne è felice. Si trovano le cartelle cliniche: duecento degenti sono morti negli ultimi undici anni, molti dei quali per un' epidemia di tubercolosi.

Si esaminano i conti: quello che viene pagato dalla Regione per le rette fa a pugni con i servizi forniti. Davanti allo scandalo, la regione Sicilia commissaria l'ospedale e provvede a immediati miglioramenti che lo rendono accettabile. In dimostrazione di buona volontà e ottimismo, viene convocata una festa al palazzetto dello sport di Agrigento, i degenti vengono trasportati in pullman, a ognuno -laceratori, agitati ... -la direzione ha messo in testa un cappellino.


Domenico Modugno è sul palco. Con enorme fatica riesce ad alzarsi e ad arrivare al microfono. Comincia a cantare, mentre tutti piangono. È l'ultimo concerto del cantante italiano che più ha rappresentato il talento popolare, il gusto per la libertà e un gioioso attaccamento, specie al vertice del successo, a valori come radici e giustizia, uniti, per l'appunto, al sogno fanciullesco di volare.
"

dal libro di Enrico Deaglio: Patria 1978 - 2008

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