22 giugno 2009

Si può fare, Claudio Bisio (recensione e presentazione)



Milano, primi anni '80: Claudio Bisio è un sindacalista. Crede nella solidarietà ma anche nella responsabilità e nell' iniziativa. Va a finire in una cooperativa di freschi ex degenti manicomiali: è da poco entrata in vigore la Legge 180 nota con il nome del suo ispiratore, lo psichiatra Basaglia (13 maggio 1978).

Ma la cooperativa è tuttora dominata dalla supervisione di uno psichiatra di vecchia scuola che crede nei farmaci e non nell' emancipazione del lavoro.

Nello non sa niente di psichiatria ma si lascia guidare dall' istinto e da una semplice idea: «quello che fa stare bene me farà stare meglio anche loro», e con tutte le difficoltà trasforma i picchiatelli in richiestissimi parquettisti: infatti il disastro che combinano al primo lavoro viene scambiato per originale creatività.

E così avanti fra cadute, crisi, fallimenti, ritorno indietro.

Non è pura invenzione: lo sceneggiatore del film lesse molti anni fa un articolo che raccontava l' esperienza di un sindacalista e di una cooperativa in provincia di Pordenone. Non una fiaba, non un' utopia ma la prova che, se si vuole, «si può fare».

fonte: La Repubblica, ottobre 2008

Si può fare
Un film di Giulio Manfredonia. Con Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Giorgio Colangeli, Bebo Storti, Andrea Bosca, Giovanni Calcagno, Michele De Virgilio, Carlo Giuseppe Gabardini, Andrea Gattinoni, Natascia Macchniz, Rosa Pianeta, Daniela Piperno, Franco Pistoni, Pietro Ragusa, Franco Ravera, Maria Rosaria Russo.

Genere: Commedia, colore 111 minuti.
Produzione Italia 2008.

link nel sito: cinema e psichiatria

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