30 giugno 2009

Antidepressivi in medicina generale


I medici di medicina generale sono in grado di riconoscere e trattare una persona affetta da depressione ed il 30% circa delle prescrizioni di antidepressivi e' effettuato dai medici di medicina generale di propria iniziativa.

Uno studio multicentrico dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanita') ha rivelato che disturbi psichici sono presenti in 1 paziente su 8 (12,4%) tra quanti contattano un medico di medicina generale; aggiungendo a questi anche i disturbi definiti "sottosoglia" (quadri clinici attenuati e/o atipici) il rapporto diventa di 1 a 4 (23,6%).

Circa l'80% dei disturbi depressivi che giungono all'osservazione dei medici di medicina generale e' mascherata da sintomi somatici cardaci, gastrointestinali, genito urinari e persino osteo-artro-muscolari, anche riferiti a patologia organica realmente esistente.

In passato i medici di medicina generale sono stati accusati di sottostimare e sottocurare la depressione; in realta' negli ultimi 20 anni e' aumentato di molto - come noto - l'uso di antidepressivi, specie i serotoninergici (SSRI); cio' dipende in qualche misura anche da una maggiore maneggevolezza di questi farmaci rispetto alle precedenti classi di antidepressivi e dalle frequenti prescrizioni da parte di non specialisti (per l'appunto i medici di medicina generale).

Tuttavia, in numerose forme genericamente definibili come "depressive" non vi sono prove chiare dell'efficacia del trattamento farmacologico; sarebbe quindi auspicabile la valutazione dell'opportunita' di un intervento di tipo psicoterapico, prassi tuttavia ancora fortemente carente nell'approccio al paziente 'depresso' da parte del medico di medicina generale.

fonte: Morelli et al., Toscana medica, 2009

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