17 aprile 2009

"Speranza Bipolare"

Il congresso della WPA (World Psichiatric Association) svoltosi a Firenze ha rivolto grande attenzione al disturbo bipolare, "... malattia che mina fortemente la qualità di vita dei pazienti, dei loro familiari e degli addetti alle cure, come ha spiegato la dr.ssa Helen Millar, medico psichiatra del Carseview Centre in Scozia.

Curare la patologia significa ripristinare la salute mentale ma anche recuperare l'integrazione sociale dei pazienti affetti da tale disturbo. In pratica il migliore trattamento è rappresentato da un approccio che combini farmaci e psicoterapia ... oltreché programmi basati sugli stili di vita".

Il disturbo bipolare è caratterizzato dal fatto che il paziente passa dalla mania alla depressione con diverse gradazioni di intensità e frequenza.

Nella forma più grave il disturbo bipolare può causare, in una discreta percentuale di casi che si aggira attorno al 15%, il suicidio, terza causa di decesso tra le persone tra i quindici e i ventiquattro anni.

È talora difficile da parte dello psichiatra giungere a una diagnosi precisa di questa patologia.

E' noto che il problema colpisce entrambi i sessi e che l'età media d'insorgenza è di ventuno anni.

Il trattamento farmacologico nei casi gravi prevede l'impiego del litio, della carbamazepina e dell'acido valproico in combinazione con farmaci antipsicotici e/o antidepressivi.

La ricerca medica ha dimostrato che il trattamento più efficace è una combinazione di psicoterapia insieme a farmaci che stabilizzano l'umore.

È certo che il trattamento deve durare a lungo e non può essere interrotto in tempi brevi.

I risultati migliori si ottengono quando ci sono una diagnosi corretta e un trattamento completo che va dalla psicoterapia, a una maggiore attenzione sociale, ad un cambiamento radicale dello stile di vita. Quest'attenzione ad ampio raggio può evitare le ricadute e permettere alla maggior parte dei pazienti di svolgere una vita migliore.

fonte: G. Calzolari, il tempo sole24ore, 17-4-2009

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