23 aprile 2009

La personalità depressiva

La 'personalità depressiva' (melancolica) è stata descritta all'inizio del XX secolo da Ernst Kretschmer.

Non sono disponibili dati epidemiologici, ma, sulla base della prevalenza dei disturbi depressivi nella popolazione generale, sembra che il tale disturbo di personalità sia comune, che si manifesti con uguale frequenza nei due sessi e che compaia con maggiore frequenza nelle famiglie ove sono presenti altri disturbi di natura depressiva.

La causa è sconosciuta, ma i fattori coinvolti nel disturbo distimico e nel disturbo depressivo maggiore potrebbero essere presenti anche in questo caso. Le teorie psicologiche considerano una perdita precoce, un'inadeguata assistenza da parte dei genitori, un superego punitivo e sentimenti estremi di colpa.

Una classica descrizione della personalità depressiva venne fornita nel 1963 da Arthur Noyes e Laurence Kolb:

"... Avvertono solo in piccola parte la normale gioia di vivere e sono inclini a essere solitari e seri, malinconici, sottomessi, pessimisti e autodeprecatori. Tendono a esprimere rimpianto e sentimenti di inadeguatezza e di disperazione. Sono spesso meticolosi, perfezionistici, eccessivamente coscienziosi, preoccupati del lavoro, sentono fortemente la responsabilità e sono facilmente scoraggiati in nuove condizioni. Temono la disapprovazione, tendono a soffrire in silenzio e forse a piangere facilmente, benché di solito non in presenza di altri. Una tendenza all'esitazione, all'indecisione e alla cautela tradisce un sentimento inerente di insicurezza."

Sono stati descritti in tempi più recenti diversi (sette) gruppi di tratti depressivi:
1) calmo, introverso, passivo e non assertivo;
2) malinconico, pessimistico, serio e incapace di divertirsi;
3) autocritico, autobiasimante e autosprezzante;
4) scettico, critico degli altri e poco simpatico agli altri;
5) coscienzioso, responsabile, disciplinato;
6) meditabondo e tormentato;
7) timoroso degli eventi negativi, con sentimenti di inadeguatezza e di insufficienza personale.

In generale, i pazienti con disturbo depressivo di personalità lamentano sentimenti cronici di inadeguatezza, ammettono di avvertire una scarsa autostima e trovano difficile trovare qualcosa nella loro vita che li possa rendere felici, speranzosi o ottimisti. È probabile che denigrino il loro lavoro, se stessi e le loro relazioni con gli altri; sono autocritici e sprezzanti.
(leggi anche la pagina del sito).

La diagnosi differenziale va posta nei confronti del

Disturbo Distimico, che è un disturbo dell'umore caratterizzato generalmente da fluttuazioni dell'umore maggiori di quelle che si osservano nel disturbo depressivo di personalità.
Il disturbo di personalità inoltre è tendenzialmente cronico e persiste per tutta la vita, mentre il disturbo distimico è episodico, può manifestarsi in qualsiasi momento e di solito è precipitato da fattori stressanti.

La personalità depressiva può essere concettualizzata come parte di uno spettro di condizioni affettive in cui il disturbo distimico e il disturbo depressivo maggiore sono le varianti più gravi.

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