28 aprile 2009

53 L'uomo di vetro


"... Ho avuto voglia di comporre la prima pagina di un li­bro che mi auguro voluminoso; anzi, ho voluto solo scri­vere una parola, fragilità, e poi lasciare che la storia possa aggiungervi il resto.

Un libro in cui molti, singolarmente e insieme, dovranno aggiungere altre parole, altri sensi ...

È tempo di ripartire e io non so come sarà - se sarà - il futuro, conosco il tempo presente e il declino della ci­viltà che precipita con la velocità di un masso che cade in un vuoto infinito.

Una parola è poco, ma è qualcosa se la si è tirata fuo­ri dal dolore e dalla voglia che l'uomo viva meglio e sia più uomo.

Il rischio attuale è che di umano gli sia rimasta attac­cata addosso solo la miseria: un uomo miserabile e infe­lice, ubriaco di illusioni e di inganni, fatti e subìti."

dal libro di Vittorino Andreoli: L'uomo di vetro (la forza della fragilità), Rizzoli, Milano, 2008

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