19 marzo 2009

L'opinione dei medici sulla legge di fine vita

A margine della discussione di questi giorni a proposito della proposta di legge sul testamento biologico all'esame del parlamento: nessun trattamento può essere imposto al paziente, la libertà di cura è sancita dalla Costituzione. Compresa, evidentemente, quella che - forse per ignoranza, forse per ipocrisia - viene considerata non 'cura' ma semplice idratazione - nutrizione. 

Dal sondaggio pubblicato da Univadis, quotidiano on-line di informazione medico-scientifica, emerge che il 55% dei medici considera pessimo il disegno di legge sul fine vita. 

«Chiediamo al Parlamento un pausa di riflessione - dice il dottor Amedeo Bianco, presidente della federazione degli Ordini dei medici - e una valutazione più approfondita sul testamento biologico.
La libertà di cura è sancita dalla Costituzione, nessun trattamento può essere imposto al paziente, questo è un principio ampiamente condiviso».

«Il sondaggio deve far riflettere - continua Bianco - d'altronde si tratta di una materia molto delicata, ecco perché è necessario mettere a punto una legge ampiamente condivisa, vicina ai problemi reali, e che non metta in difficoltà il medico e il paziente. Nei casi in cui il paziente non sia in grado di esprimere la sua volontà, il passaggio da capace ad incapace non può comportare una limitazione delle tutele del paziente. Il problema che molti non si pongono è quali sono i risultati e i prezzi che paga il paziente quando gli viene infilato il sondino nasogastrico».

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