12 gennaio 2009

Anoressia e bulimia nel web

In Italia ci sono 3 milioni di pazienti affetti da anoressia e bulimia e 9.000 nuovi casi ogni anno; si contano ben 260 siti web a favore dell'anoressia, con un trend in triste crescita.

Spesso si tratta di blog dove le ragazze, giovani o giovanissime, si raccontano giornalmente facendosi forza in quella che per loro è una battaglia da vincere, ma che in realtà è una pericolosissima sfida alla vita. Spesso si incitano a dimagrire con istruzioni e trucchi per non farsi scoprire. A darne notizia è il quotidiano Corriere della Sera.

«Il messaggio - scrive il Corriere - aggancia la ragazza insicura e insoddisfatta di sé, del suo corpo, dei rapporti familiari: "Permettimi di presentarmi. Il mio nome è Ana. Possiamo diventare grandi socie, noi due. Investirò molto tempo con te e mi aspetto lo stesso da parte tua". Ana promette: "Ti spronerò al limite. Dovrai accettarlo, perché non puoi sfidarmi". La ragazza continua a ritornare sul blog, i chili si perdono... la mente e la vita sfuggono».

«Per limitare la raggiungibilità dei siti - spiega il Corriere della Sera -spesso vengono utilizzate sigle particolari o codici speciali con cui gli utenti possono individuare questi siti. Oltre a Ana, si utilizzano appellativi metaforici come "amica", "dio", "santità", "dea". Si trovano sezioni dedicate alle abitudini e alle pratiche per una perdita veloce di peso, con immagini di modelle, ginnaste, ballerine scarne e felici, magrissime e ricche. Messaggi subliminali, come se non bastasse la già deviata proiezione psichica della ragazza malata. Il web è pieno di queste storie, del disagio di adolescenti che invece di trovare aiuto, cadono nella rete che le sfida a peggiorare. E l'anoressia diventa un culto.

La Francia è il primo Paese che è corsa ai ripari: blog vietati.

In Italia, invece, continua a non esserci regolamentazione: i diari per le anoressiche continuano a diffondersi e non vengono di fatto contrastati».

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