30 gennaio 2009

Sullo Strattera (Atomoxetina)

Oggi 29 gennaio 2009, alla Camera dei Deputati, botta e risposta tra il Sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio e l’Onorevole Mariella Bocciardo, sull’Atomoxetina, lo psicofarmaco per bambini che l’FDA ha dichiarato pericoloso perchè può causare collasso epatico.
Fazio: “sufficiente il monitoraggio attualmente previsto”. Bocciardo: “non basta, intervenga l’Agenzia Europea del Farmaco”. Poma (Giù le Mani dai Bambini):
“questo psicofarmaco è pericoloso e va rimosso dal commercio senza ritardo”

ROMA – risposta a tempo record del Sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio all’interrogazione urgente di ieri degli On. Lucio Barani, Mariella Bocciardo – relatrice nazionale del Progetto di Legge sugli psicofarmaci ai bambini – ed altri, sulla pericolosità dell’Atomoxetina (nome commerciale Strattera), lo psicofarmaco somministrato in Italia ai bambini agitati e distratti, che secondo un warning della Food and Drug Administration USA pubblicato pochi giorni fa può causare danni al fegato anche fatali.

L’interrogazione chiedeva al Ministro della Salute di verificare per quale motivo l’Agenzia Italiana del Farmaco non avesse ancora provveduto all’emanazione di una “Doctors Letter” analoga a quella emessa dall’FDA, se non ritenesse opportuno l’inserimento di avvisi in grassetto su confezioni e foglii illustrativi, e più in generale, se non fossero opportune misure ancora più restrittive alla somministrazione di questo psicofarmaco. Il Sottosegretario alla Salute Fazio ha replicato in Commissione Sanità Camera dei Deputati che “è in vigore da oltre un anno il piano di restrizioni e precauzioni sull’impiego di questo farmaco, attraverso l’apposito Registro nazionale, su cui vengono iscritti tutti i bambini in terapia con queste molecole”. E ha ricordato inoltre che “le modalità di procedura di ammissione al commercio dei farmaci sono stabilite dalla normativa europea, senza discrezionalità alcuna per le Agenzie regolatorie Nazionali”.

Luca Poma (giornalista e Portavoce nazionale del Comitato di farmacovigilanza Giù le Mani dai Bambini) ha così commentato la parole del Sottosegretario: “in poche parole il Ministero appare sereno: non vi è alcun problema a somministrare a un bambino di sei anni uno psicofarmaco potenzialmente mortale, come se il semplice monitoraggio attualmente previsto dal Registro avesse un qualche misterioso influsso nel prevenire o scongiurare gli effetti collaterali di questa molecola. Siamo allibiti da questa risposta: questo psicofarmaco è pericoloso e va rimosso dal commercio senza ritardo. Inoltre è falso sostenere che le agenzie nazionali non hanno competenza: sono emerse nuove evidenze scientifiche, e l’Agenzia Italiana del Farmaco può presentare un’istanza all’Agenzia Europea affinchè ovunque nel continente l’uso di questo psicofarmaco sui bambini venga interdetto immediatamente”. L’On. Bocciardo in chiusura di seduta alla Camera ha rilanciato chiedendo un intervento dell’Agenzia Europea del Farmaco. La parlamentare infatti si dichiara “allarmata dalle notizie circa la pericoosità del farmaco”, ed ha ottenuto che “tale questione venga approfondita in sede europea, nel corso del prossimo incontro utile”.

Aggiornamenti sulla depressione post-partum

Il desiderio di maternità è comune a tutte le donne. Molto spesso, però, subito dopo la gravidanza alcune donne subiscono quella che i medici definiscono ‘depressione post-parto’. Questa forma di depressione si manifesta in modi molto diversi tra loro: in alcuni casi in forme lievi e temporanee; altre volte, invece, colpisce in modo più persistente e duraturo.

È di qualche giorno fa la notizia che i medicinali possono essere sostituiti semplicemente con qualche telefonata in più. Almeno questo è ciò che sostiene uno studio canadese pubblicato sul British Medical Journal e coordinato da Cindy-Lee Dennis della Facoltà Bloomberg dell'università di Toronto.

Secondo i risultati della ricerca dare alle neomamme la possibilità di parlare con chi ha già vissuto l’esperienza del parto sarebbe molto più efficace di qualsiasi medicinale.

Durante lo studio sono state monitorate 701 mamme ad alto rischio di depressione post-parto. Le 701 mamme sono state divise in due gruppi.

Un gruppo ha ricevuto la classica assistenza post-parto, mentre all’altro gruppo è stata data la possibilità di un sostegno telefonico. Il risultato è che il rischio di depressione è diminuito del 50% per le donne che hanno avuto modo di confrontarsi al telefono, discutendo delle proprie ansie e delle proprie paure con chi aveva già vissuto l’esperienza.

La depressione post-parto è un fenomeno molto diffuso tra le donne e per questo è necessario supportare le donne e le famiglie per imparare a gestire il fenomeno.

Esistono nel periodo del puerperio vari tipi di depressione. Una, più leggera, è detta ‘Postpartum Blues’: colpisce oltre il 50% delle neo mamme e di solito sparisce in pochi giorni e in maniera del tutto naturale e spontanea.

La ‘Psicosi Postpartum’ invece è una seria forma di depressione che può portare anche distorsioni profonde nella percezione della realtà, e può rappresentare una seria minaccia per la donna e per il piccolo.

È proprio in questi casi che è preferibile affidarsi a un medico e a una terapia specifica. Secondo il recente studio canadese, però, qualche attenzione in più e qualche momento di condivisione possono essere la chiave di svolta per questo fenomeno.

link nel sito:
depressione
depressione post partum

fonte: pagine mediche

29 gennaio 2009

Daniel Tammet e l'autismo

Daniel Tammet, 29 anni, affetto da autismo: demolisce i pregiudizi sulla sua malattia definendosi in realtà un super uomo e non un malato. Sa svolgere calcoli complessi e recita a memoria le prime 22.514 cifre del pi greco. Ci riesce perché le vede, come gli altri vedono le parole. È poliglotta, ha imparato in una sola settimana l'islandese arrivando così a parlare cinque lingue. Ha scritto due libri che, a detta dei critici, ricordano lo stile di Ernest Hemingway.

A dare la notizia è il quotidiano torinese la Stampa (fonte).

«Se sono capace di cose eccezionali - sostiene Daniel, al quale il Times ha dedicato l'apertura di un suo inserto - è perché so che dobbiamo fidarci di più del nostro istinto. È solo perché sono un essere umano. Perché, come dice Shakespeare, siamo fatti di sogni».

«I bambini colpiti da autismo - scrive la Stampa - tendono a isolarsi, a non comunicare, né a socializzare, e spesso non sviluppano un linguaggio compiuto. La gravità e la sintomatologia variano molto e tendono nella maggior parte dei casi a migliorare con l'età.

La comunità scientifica internazionale definisce l'autismo un disturbo che interessa la funzione cerebrale e che rientra nei disturbi dello sviluppo.

Il primo a usare il termine autismo è stato il pediatra austriaco Hans Asperger (vedi anche il post sulla Sindrome di Asperger) nel 1938».

27 gennaio 2009

Veronesi sul testamento biologico

Domani inizierà in Parlamento il dibattito sulle proposte di legge sul Testamento biologico. Un appuntamento importante, sia dal punto politico-legislativo, sia per migliaia di cittadini, di malati, dei loro familiari e di liberi movimenti di pensiero che si battono per questo strumento di autodeterminazione.

L'oncologo ed ex-ministro della Salute Veronesi interviene oggi nel dibattito con una lettera aperta al Corriere della Sera, in cui denuncia l'incostituzionalità della norma che la Camera si appresta a dibattere.

«Ho il dovere morale - scrive Veronesi al Corriere - di lanciare un allarme, perché, a un passo dall'approvazione di una legge auspicata fortemente da chi crede nei diritti della persona (quelli che si rifanno alla "Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino", che la Francia regalò al mondo nel 1789 e sono la pietra fondante della società moderne), si profila il rischio che venga approvata una legge che invece calpesta e nega tali diritti, ripiombandoci culturalmente al potere assoluto dello Stato sulla vita dei suoi cittadini».

«Sappiano i parlamentari di entrambi gli schieramenti - continua l'oncologo ed ex-ministro - che sarebbero chiamati a votare una legge anti-costituzionale. Una legge che nega sé stessa, perché da un lato riconosce il diritto a veder rispettate le volontà della persona circa i trattamenti sanitari che possono essere messi in atto nel caso si perda la capacità di intendere e volere, ma dall'altro esclude che fra tali trattamenti figurino la nutrizione e l'idratazione artificiale, che sono le condizioni per mantenere in vita un corpo in stato vegetativo permanente. In sostanza il Testamento biologico, nato per poter rifiutare una vita artificiale, al contrario la imporrebbe per legge anche a chi, per sue convinzioni personali, non la vuole in nessun caso».

«Chi vuole affossare il Testamento biologico - conclude Veronesi nella sua lettera al Corriere - sostiene che nutrizione e idratazione non sono cure ma "provvedimenti di sostegno", che combattono la disidratazione e di conseguenza sono un atto medico non terapeutico. Questa posizione è irrilevante per quanto riguarda la volontà espressa dal paziente, e ci metterebbe in difficoltà anche in altri casi. Per esempio per le trasfusioni di sangue, anch'esse un atto medico non terapeutico. Noi oggi rispettiamo il rifiuto della trasfusione di sangue, anche in caso di gravissima emorragia, da parte di un gruppo religioso, i testimoni di Geova, la cui fede la proibisce, anche se può salvare la vita. Se vi è diritto a rifiutare la trasfusione, vi è diritto a rifiutare la nutrizione artificiale».

link: fondazione veronesi, testamento biologico

20 gennaio 2009

MediCinema a Lucca 22 gennaio 2009

LUCCA - "MediCinema: quando il cinema si occupa di medicina” sarà un lungo viaggio attraverso il tempo con gli occhi della macchina da presa, che aiuterà a comprendere il ruolo del cinema nella rappresentazione della figura del medico e soprattutto a capire come il progresso della medicina abbia condizionato contenuti e forme della cinematografia mondiale del 900.

Un interessante aspetto lo si ritrova nella rappresentazione che il cinema fa della grande rivoluzione in psichiatria che porta alla chiusura dei manicomi e alla diffusione della psicanalisi e della psicoterapia per risolvere i problemi di salute mentale, anche con l'ausilio di nuove terapie. Lo psichiatra viene presentato ora come eroe ora come mostro.

(link nel sito: cinema e psichiatria)

Numerosissimi i film raccolti in spezzoni che verranno proiettati, commentati e discussi nel corso di questo originale e divertente viaggio nel cinema che si occupa di medicina.

“MediCinema: quando il cinema si occupa di medicina” , in programma giovedì 22 gennaio a partire dalle ore 21 al Grand Hotel Guinigi a Lucca.

15 gennaio 2009

Arte, genio e follia


Dal 31 gennaio al 25 maggio l’arte sarà protagonista assoluta a Siena con la mostra “Arte, Genio, Follia. Il giorno e la notte dell’artista” in programma al Complesso Museale del Santa Maria della Scala.

Ben trecento opere tra dipinti e sculture di artisti tra cui Van Gogh, Kirchner, Munch, Guttuso, Ligabue e che indagano il rapporto tra produzione artistica e follia, dando vita ad un percorso espositivo articolato in 8 diverse sezioni tra i capolavori dell’arte moderna e contemporanea, provenienti da alcuni dei più importanti musei d’Europa.

"... Un cammino che tenta di indagare “l’essere nel mondo” degli artisti attraverso le loro opere, senza tuttavia rinunciare alla fondamentale prospettiva storica e a tutti quei contributi che hanno studiato “arte, genio e follia” da punti di vista differenti, siano essi di natura artistica, scientifica o medica. Fondamentale il contributo di alcuni tra i maggiori centri psichiatrici italiani come il Museo del Manicomio di San Servolo di Venezia, il Centro di Documentazione di Storia della Psichiatria “San Lazzaro” di Reggio Emilia, il Museo Lombroso di Torino ma anche il Museo di Storia della Medicina dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”."

(fonte: terra di Siena)

“Arte, Genio, Follia. Il giorno e la notte dell’artista” (la mostra è aperta tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 10,30 alle ore 19,30).

Alla mostra è abbinata la visita dell'ospedale psichiatrico San Niccolò prevista tutti i giorni, dalle 10 alle 17 solo su prenotazione telefonica. Il percorso di circa un'ora, con ingresso da Porta Romana, farà scoprire al visitatore l'articolazione in "villaggio a padiglioni diffusi" dell'ex manicomio e terminerà con l'arrivo all'ex colonia agricola Orto de' Pecci a pochi passi da Piazza del Campo. La storia dell'ospedale psichiatrico San Niccolò con la sua attività, i suoi spazi, i suoi pazienti e il suo personale è documentata in un volume edito da Mazzotta. Con il biglietto della mostra, sarà anche possibile visitare l'esposizione “La lente di Freud. Una galleria dell'inconscio”, aperta tutti i giorni e negli stessi orari presso il Complesso Museale Santa Maria della Scala.

12 gennaio 2009

Anoressia e bulimia nel web

In Italia ci sono 3 milioni di pazienti affetti da anoressia e bulimia e 9.000 nuovi casi ogni anno; si contano ben 260 siti web a favore dell'anoressia, con un trend in triste crescita.

Spesso si tratta di blog dove le ragazze, giovani o giovanissime, si raccontano giornalmente facendosi forza in quella che per loro è una battaglia da vincere, ma che in realtà è una pericolosissima sfida alla vita. Spesso si incitano a dimagrire con istruzioni e trucchi per non farsi scoprire. A darne notizia è il quotidiano Corriere della Sera.

«Il messaggio - scrive il Corriere - aggancia la ragazza insicura e insoddisfatta di sé, del suo corpo, dei rapporti familiari: "Permettimi di presentarmi. Il mio nome è Ana. Possiamo diventare grandi socie, noi due. Investirò molto tempo con te e mi aspetto lo stesso da parte tua". Ana promette: "Ti spronerò al limite. Dovrai accettarlo, perché non puoi sfidarmi". La ragazza continua a ritornare sul blog, i chili si perdono... la mente e la vita sfuggono».

«Per limitare la raggiungibilità dei siti - spiega il Corriere della Sera -spesso vengono utilizzate sigle particolari o codici speciali con cui gli utenti possono individuare questi siti. Oltre a Ana, si utilizzano appellativi metaforici come "amica", "dio", "santità", "dea". Si trovano sezioni dedicate alle abitudini e alle pratiche per una perdita veloce di peso, con immagini di modelle, ginnaste, ballerine scarne e felici, magrissime e ricche. Messaggi subliminali, come se non bastasse la già deviata proiezione psichica della ragazza malata. Il web è pieno di queste storie, del disagio di adolescenti che invece di trovare aiuto, cadono nella rete che le sfida a peggiorare. E l'anoressia diventa un culto.

La Francia è il primo Paese che è corsa ai ripari: blog vietati.

In Italia, invece, continua a non esserci regolamentazione: i diari per le anoressiche continuano a diffondersi e non vengono di fatto contrastati».

Salute e medicina in rete

Almeno quattro milioni di italiani cercano informazioni sulla salute in Rete. In tre anni i navigatori che usano il web come principale fonte di notizie mediche sono passati dal 2,8% al 13,1% del totale.

Il fenomeno è stato fotografato dal Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr) che, dati Censis alla mano, ha dedicato al dottor Internet (o Cyberdoc) l'ultimo numero della sua rivista Focus.it, distribuita in Italia e all'estero.

Un dossier che mette in guardia sui rischi che può correre chi si affida tout-court al web, regno per antonomasia degli ipocondriaci. E ora c'è un bollino di qualità per distinguere i siti autorevoli. Ne dà notizia il quotidiano Corriere della Sera.

«Un modo semplice - spiega Eugenio Santoro alla guida del Laboratorio di informatica medica dell'Istituto farmacologico Mario Negri di Milano - per riconoscere l'autorevolezza di un sito è controllare la presenza di un bollino di qualità. Il più noto è l'Honcode. Lo rilascia l'Health on the net foundation, un'organizzazione nata nel '95 su iniziativa di esperti internazionali di telemedicina, riuniti a Ginevra per discutere dell'uso di internet. Almeno quattromila i siti nel mondo che se ne avvalgono».

«Tra i requisiti richiesti - spiega il Corriere della Sera - per ottenere il logo Honcode, la citazione delle fonti scientifiche e della data degli studi pubblicati, la diffusione di notizie solo da parte di medici esperti, la separazione tra le informazioni scientifiche e quelle pubblicitarie, la dichiarazione di eventuali fonti di finanziamento. Il sito, poi, deve incoraggiare, e non sostituire, le relazioni tra il paziente e il suo medico (www. hon.ch/HONcode/Italian)».

10 gennaio 2009

Aggiornamenti in psicoterapia psicodinamica

La psicoterapia dinamica ha avuto difficoltà ad entrare nel circolo della "psichiatria basata sulle prove di efficacia", ma nello scorso anno un elevato numero di studi clinici ha imposto alla comunità scientifica questo approccio con convinzione.

Ne è prova anche il fatto che il sito Journal Watch, nella sezione Psichiatria, abbia dedicato un posto d'onore alle pubblicazioni riguardanti la Psicoterapia dinamica considerandole tra le più valide dello scorso anno.

La psicoterapia dinamica si può articolare in trattamenti psicoterapici a breve termine o di lungo periodo.

Nei casi di soggetti che sono giunti ad un percorso terapeutico in seguito a esperienze di stress acuto o che devono risolvere alcuni punti della propria personalità, ma in un contesto definibile di salute mentale, allora la psicoterapia psicodinamica a breve termine è la soluzione migliore.

I parametri che caratterizzano le psicoterapie dinamiche brevi sono il time-limit setting e la focalizzazione su una o più problematiche del soggetto.

Le principali indicazioni alla psicoterapia dinamica breve sono considerate i disturbi d'ansia, la distimia, la bulimia, i disturbi somatoformi e i disturbi psicosomatici.

Invece, per i pazienti a cui sono stati diagnosticati disturbi mentali cronici o disturbi di personalità, la terapia efficace è quella a lungo termine.

Le principali indicazioni alla psicoterapia dinamica a lungo termine vengono considerate la depressione unipolare e il disturbo bipolare.

(The emerging evidence base for Psychodynamic Psychotherapies. Top story 2009. Journal Watch Psychiatry, 8 gennaio 2009)

9 gennaio 2009

Amore in pillole

Si sta avvicinando il giorno in cui le sensazioni dell'innamoramento verranno provocate artificialmente, a comando, mandando giù una capsula. Innamorarsi sarà facile, come bere un bicchier d´acqua. Non è magia, non è nemmeno fantascienza o astrologia: lo dice un articolo della prestigiosa rivista scientifica Nature. Ne dà notizia il quotidiano la Repubblica.


«Medicinali che manipolano i sistemi del cervello - annuncia il professor Larry Young, biologo della Emory University - allo scopo di aumentare o diminuire i sentimenti per un´altra persona, potrebbero non essere lontani».


«Se fino ad ora - scrive Repubblica - ci siamo accontentati della pillola dell´amore inteso come sesso, vedi il Viagra e altri prodotti simili, dietro l´angolo sembra dunque intravedersi la prospettiva della pillola dell´amore sentimentale. L´amore di cui scrive Shakespeare, l´amore totale, quello vero».


Lo studioso crede che sia solo questione di tempo, e nemmeno molto, prima che un medicinale possa fare innamorare, o disinnamorare chi ci sta davanti.

8 gennaio 2009

Farmaci antidepressivi, dati sul consumo

I farmaci del sistema cardiovascolare sono stati i più prescritti del 2008. E' un dato emerso dal rapporto Nazionale redatto dall'Osservatorio sull'Impiego dei Medicinali (OsMed), relativo ai primi nove mesi del 2008, presentato dall'Istituto superiore di sanità (Iss). Questi medicinali rappresentano il 36% della spesa e il 49% delle dosi.

Per quanto riguarda le prescrizioni al secondo posto si collocano i medicinali dell'apparato gastrointestinali, al terzo posto invece quelli del sistema nervoso centrale.

In merito a quest ultimi il rapporto rileva un aumento degli antidepressivi (+13%) e degli antiparkinson (+3,4%), e una spesa più elevata come classe per antidepressivi e antiepilettici.

fonte: farmacia.it

link nel sito:
antidepressivi ssri
antidepressivi triciclici
litio