14 ottobre 2008

Scalfari, l'uomo che non credeva in dio


Una recensione 'atipica' per un sito che tratta di psichiatria e psicoterapia.

Giustificata tuttavia dall'interesse per la profonda riflessione sulla cultura del nostro tempo.

Il testo amplia il dato autobiografico fino a farsi meditazione sulla vita, sui valori e sul significato di ogni gesto compiuto. Ogni ricordo è al contempo un pensiero, e ciò che l'Autore implicitamente sostiene è che vale la pena di riordinare la vita tutta intera solo se la conoscenza di sé resta il primo passo per comprendere e raccontare gli altri. Modificando la 'grammatica' della psiche.

"Le cose - e le persone - bisogna accarezzarle con mano lieve, bisogna fissarle a lungo, coglierne il ca­lore, pesarne la consistenza spogliandosi delle difese del proprio io, dei suoi appetiti, del suo narcisismo, della sua profonda e connaturata convinzione di es­sere il centro del mondo.

Bisogna dimenticarsi di sé per conoscere l'altro senza invaderlo, bisogna modificare la grammatica della psiche per passare dall'io e dal tu al noi. Il noi dell'ac­coglienza che cancella la separatezza."

L' uomo che non credeva in Dio
Eugenio Scalfari
Prezzo € 16,50
2008, 150 p., rilegato
Einaudi (collana Supercoralli)


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