4 settembre 2008

News Settembre 2008


CERTOSA DI PONTIGNANO
Convegno sulle attività della mente, settembre 2008

Studiosi di tutto il mondo si riuniranno a Cetosa di Pontignano per tre giorni di conferenze sulle attività della mente. Il tema verrà affrontato da un punto di vista interdisciplinare: dalle nuove frontiere delle neuroscienze, alla psicoanalisi, dalle scienze cognitive alla biofisica e alla filosofia

Università Siena, 16 settembre 2008 - L'attività della mente è coinvolta in innumerevoli e complessi processi alla base della vita quotidiana, dei nostri rapporti sociali, del nostro modo di rapportarci al mondo, agli altri e a noi stessi. Tre giornate di studio presso la Certosa di Pontignano dal 18 al 20 settembre, organizzate dal dipartimento di Scienze neurologiche e del comportamento dell'Università di Siena in collaborazione con il Centro sistemi complessi dell'Ateneo senese, l'Italian Institute for complexity studies e l'International journal of dinamical systems.

Le giornate vedranno la partecipazione di numerosi studiosi e ricercatori di fama internazionale che si confronteranno sui processi che coinvolgono l'attività della mente da un punto di vista interdisciplinare, dalle nuove frontiere delle neuroscienze, alla psicoanalisi, dalle scienze cognitive alla biofisica e alla filosofia. Lo scopo dell'iniziativa è, infatti, favorire una reciproca e fruttuosa collaborazione fra tutte le scienze e le discipline che concorrono alla conoscenza della mente, non tanto da un punto di vista biologico ma come organismo preposto alla conoscenza. Le giornate saranno l'occasione per presentare nuove ricerche, in particolare le più recenti acquisizioni nel campo delle neuroscienze, dello sviluppo in età evolutiva e degli studi etologici sullo sviluppo.


Antidepressivi serotoninergici (paroxetina) ed infertilità

Rischio infertilita' per gli uomini che assumono uno dei piu' comuni antidepressivi: la paroxetina. A mettere in dubbio la sicurezza di questo tipo di farmaco uno studio realizzato negli Stati Uniti i cui risultati sono stati anticipati dalla rivista New Scientist. Lo studio, realizzato da ricercatori della Cornell University ha infatti rilevato che maschi sani che assumono per quattro settimane una dose giornaliera di questo farmaco hanno un alto livello di spermatozoi danneggiati a livello di Dna rispetto a quelli che invece non assumono questo specifico antidepressivo. Alla prova del microscopio i campioni prelevati ai 35 volontari prima e dopo la terapia a base di paroxetina non hanno mostrato significative differenze. Quando pero' i ricercatori sono passati ad analizzare la struttura genetica degli spermatozoi, hanno riscontrato problemi in ciascuno dei 35 campioni prelevati durante la terapia antidepressiva. Non solo, ma il tasso di cellule con Dna frammentato nel corso della terapia e' aumentato passando dal 13,8 per cento della prima settimana al 30,3 della quarta. (fonte: AGI)
link utili: antidepressivi SSRI - disfunzioni sessuali da farmaci antidepressivi


Melatonina e qualità del sonno

La melatonina somministrata in una formula nuova che 'mima' la normale variazione circadiana dei livelli di questo ormone nel sangue durante la notte migliora la qualità del sonno.

E' il risultato di una ricerca inglese presentata per la prima volta al XIV Congresso mondiale di psichiatria, organizzato dalla Wpa (World psychiatric association), in corso in questi giorni a Praga. Il nuovo trattamento con questa composizione di melatonina, in commercio con il nome 'Circadin', si avvale delle conoscenze già acquisite tramite studi che hanno dimostrato che la produzione di questo ormone si riduce con l'avanzare dell'età o nei pazienti depressi. "I recettori agonisti della melatonina - ha spiegato alla platea del congresso Alan Wadel, psichiatra ricercatore del centro Cpc di Glasgow nel Regno Unito - possono rappresentare un nuovo approccio nella gestione terapeutica dell'insonnia.

Il Circadin, nome dato alla melatonina con una formula modificata che mima le variazioni normali dell'ormone durante la notte, porta a un miglioramento notevole dei parametri soggettivi del sonno." Link utili: disturbi del sonno e insonnia




Yung messo a nudo

(Adnkronos Cultura) - Capire fino in fondo quali sono state le vere caratteristiche della personalita' di Carl Gustav Jung, psichiatra e psicoanalista svizzero nato nel 1875 e morto nel 1961. Separare il personaggio storico dalle molteplici realta' romanzesche che ne hanno caratterizzato il lavoro e la personalita'. Sono questi gli obiettivi che Sonu Shamdasani, storico della psichiatria e della psicologia, persegue nel saggio ''Jung messo a nudo. Dai suoi biografi, anche'', pubblicato dalle Edizioni Magi.

La domanda dalla quale parte l'autore, iniziando la sua ricerca, e' chiara e inequivocabile. ''Quante vite postume - si domanda Shamdasani - dovra' vivere Jung?''. Di fatto, nel corso degli ultimi decenni, sono stati elaborati numerosi tentativi con cui definire i passaggi salienti della biografia di Jung. Eppure, un dato su tutti emerge con grande forza. Lo stesso Jung era molto dubbioso sulla possibilita' che la sua attivita' e la sua persona fossero oggetto di studio e di riflessione. L'idea di scrivere una biografia su Jung, insomma, e' sempre stata circondata da un certo scetticismo. D'altra parte, Shamdasani dimostra che nessuna delle tante biografie proposte sullo psichiatra svizzero e' stata vicina alla realta'. In altri termini, nessuna biografia ha definito le caratteristiche storiche del personaggio. Ci si e' sempre limitati a rappresentarne un'immagine distorta, romanzata e travisata.

Alla luce di questi elementi, Shamdasani offre ai suoi lettori una serie di consigli per tracciare la vita di Jung. I requisiti minimi ai quali si dovrebbero attenere gli aspiranti biografi sono imprescindibili. E' necessario, in particolare, iniziare qualunque ricerca dalle fonti d'archivio delle lettere, e dai testi inediti per varie ragioni non inclusi nell'opera completa dello psichiatra.


Il libro-documento «La nave che affonda»

Dal libro-documento «La nave che affonda», edito da Raffaello Cortina anticipiamo l’inizio del dialogo tra Franco Basaglia, Franca Ongaro Basaglia, Agostino Pirella e Salvatore Taverna.

BASAGLIA Credo sia importante puntualizzare subito che con questa intervista non intendiamo riproporre dei ruoli legati alla nostra professionalità. Si tratta semplicemente di una conversazione tra alcune persone per affrontare insieme dei temi che vanno molto al di là del problema della nostra professione.

PIRELLA Io credo che noi siamo intervistati più per le nostre esperienze che per il fatto che siamo degli specialisti in psichiatria. Ritengo che si sia percorso un itinerario, anche se limitato, in cui abbiamo sostanzialmente demolito il mito dello psichiatra come decifratore del senso. Foucault parla dell’ospedale psichiatrico, dall’Ottocento in poi, come il luogo della decifrazione della verità, il luogo dove Pinel e gli altri si erano proposti di scoprire l’enigma della follia. E forse noi siamko stati gli ultimi figli di questa ipotesi affascinante... (Fonte: espresso repubblica) >>



Depressione o tristezza?

Pensiero Scientifico
di emanuela grasso Pensiero Scientifico - Mer 17 Set - 12.36

È stata indicata come male oscuro. È una delle malattie tipiche delle società opulente. La depressione è il disturbo psico-comportamentale più diffuso, a volte però diagnosticarla è molto difficile perché il limite tra la patologia e una profonda tristezza non è sempre così chiaro. "L'insoddisfazione che ci danno i criteri diagnostici in psichiatria è un problema molto serio. Una diagnosi precisa, come ce la possiamo aspettare per esempio nella cardiologia o nell'oncologia, nel campo della salute mentale non c'è mai", sostiene lo psichiatra Fabrizio Asioli. Proprio questa impossibilità di individuare senza ombra di dubbio la linea che separa la depressione, e dunque la malattia, da un forte scoramento che però fa parte della vita, è diventata oggetto di riflessione da parte di alcuni psichiatri. Dopo anni di diagnosi, talvolta fin troppo affrettate, e di prescrizioni mediche si è giunti ad un momento di autocritica.

In un libro pubblicato di recente dal titolo "The loss of sadness", Allan Horwitz e Jerome Wakefield sostengono (come per altro è accaduto per secoli in medicina) che i sintomi della tristezza possono essere distinti tra quelli che possono essere riconducibili ad una causa e quelli che non hanno causa apparente. Solo questo secondo gruppo di sintomi, secondo gli autori, dovrebbe essere preoccupante. >>


ADHD

A Bologna è in atto una "guerra" tra due associazioni di genitori, una contraria e un'altra più possibilista. Sulla seconda si concentra un'inchiesta della Procura, che mira a capire se l'organizzazione, che andava nelle scuole a parlare dell'Adhd (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), è andata aldilà dei suoi compiti e ha portato avanti attività che spetterebbero ai medici. (8 settembre, Repubblica.it)


Psicofarmaci antipsicotici

Negli ultimi dieci anni l'uso di farmaci antipsicotici di seconda generazione si e' moltiplicato per quasi sei volte tra i bambini e gli adolescenti. Sono prodotti prescritti ugualmente a ragazzi e agli adulti per trattare malattie mentali gravi, come la schizofrenia o il disturbo bipolare. Ma nei giovanissimi gli effetti secondari sono piu' marcati, sia come disturbi del sistema motorio, ossia movimenti involontari, sia in termini di sovrappeso. Lo concludono due studi del gruppo diretto da Celso Arango, dell'ospedale universitario Gregorio Maranon nonche' direttore del CIBER di Salute Mentale. I risultati delle indagini, cui hanno partecipato 250 tra bambini e adolescenti, sono stati presentati al 21.mo Congresso della Societa' Europea di Neuropsicofarmacologia in corso a Barcellona.

fonte: ADUC salute

Prevenzione del suicidio

Il suicidio è la settima causa di morte in Europa e la tredicesima nel mondo; negli adolescenti sotto i 15 anni è la prima causa di morte in Australia, Cina, Irlanda, Nuova Zelanda e Svezia. Per Maurizio Pompili, del Dipartimento di Psichiatria dell'ospedale "S.Andrea", ateneo La Sapienza di Roma, "un milione di suicidi ogni anno nel mondo è una perdita di vite umane inaccettabile e per la quale poco ancora si fa".

Nel mondo ogni 40 secondi si verifica un suicidio, e ogni 3 si registra un tentativo di suicidio. Allarmante la crescita dei tassi di suicidio tra i giovani, incontrotendenza rispetto agli anni '50, in cui il fenomeno era più serio nell'età anziana. Dal 2006 il ministero della Salute ha promosso una ricerca volta ad elaborare efficaci strategie preventive per individuare e ridurre il rischio di suicidio, di tentato suicidio e di depressione post partum. Il progetto prevede una rilevazione sistematica dei casi di tentato suicidio presso il Pronto Soccorso degli ospedali, con la collaborazione degli psichiatri ospedalieri (la raccolta dei dati proseguirà per tutto il 2009), allo scopo di favorire l'avvicinamento delle persone sofferenti, riducendo così il rischio di tentativi ripetuti (la probabilità di ritentare il suicidio è più alta nelle settimane immediatamente successive al primo tentativo).

L'arrivo in ospedale può essere un'occasione importantissima per entrare in contatto con la sofferenza della persona che, in quel momento, non vedeva alternative possibili per sfuggire a quello che lo psicologo americano Edwin Shneidman, pioniere nello studio del suicidio, chiama "dolore psichico". Il suicidio non è, infatti, un andare "verso la morte", ma l'allontanamento da un dolore insopportabile: se si attenua questo dolore la persona sceglierà di vivere.

Un telefono amico
Chi vuole commettere il suicidio spesso ne parla o dà segnali delle proprie intenzioni; è molto importante che chi si trova con una persona a rischio di suicidio ascolti questi segnali, che quasi tutti lanciano prima di commettere il gesto estremo. È fondamentale parlare apertamente del problema, senza il timore di "suggerire" il comportamento suicida ad una persona che, con ogni probabilità, si sentirà invece sollevata dal poter condividere con qualcuno la propria sofferenza; esiste anche unServizio di ascolto Telefono Amico (199284284). Chi tenta il suicidio non necessariamente è affetto da disturbi psichiatrici; la depressione, tuttavia, rende conto da sola dell'80% dei suicidi.

fonte: Repubblica salute



Fibromialgia

Fibromialgia: curando i problemi del riposo notturno si hanno ricadute positive anche sulla malattia

Chi soffre di sindrome fibromialgica presenta spesso disturbi del sonno che, secondo uno studio americano pubblicato su Arthritis Care & Research, contribuirebbero ad accentuare i sintomi della malattia. Non solo, sembrerebbe che i problemi del sonno siano predittivi di sintomi dolorosi e che possano essere collegati anche ai sintomi depressivi che spesso affliggono le persone con fibromialgia.

link all'articolo su corriere salute


Psiche di Paolo Conte

Un nuovo album e nuovo contratto per Paolo Conte. Il cantautore astigiano ha infatti firmato un nuovo contratto discografico con la Universal Music Group. Il primo album su etichetta Universal di Conte si intitolerà 'Psiche', e verrà pubblicato in tutto il mondo il 19 settembre.
'Psiche', che esce a 4 anni di distanza dal precedente album di inediti, 'Elegia', conterrà 15 nuovi brani e verrà presentato nell'ambito di un concerto dal vivo che si terrà venerdì alla 'Salle Pleyel' di Parigi.


Gioco d'azzardo patologico

Tolleranza, dipendenza e astinenza. Stessi sintomi della droga, ma nessuno stupefacente. È la «febbre» da gioco, così diffusa da essere diventata in pochi anni oggetto di studio in psicologia e psichiatria. Tutti d'accordo nel distinguere il giocatore d'azzardo dal giocatore patologico ossessivo-compulsivo.
Per quest'ultimo infatti il gioco non è un «vizio», ma una vera e propria malattia autodistruttiva, scientificamente chiamata G.A.P (gioco d'azzardo patologico). Molti sono i segnali per riconoscere questa nuova forma di dipendenza e vanno dalla continuità nell'attività di gioco, alla perdita delle relazioni importanti fino alla richiesta di prestiti esorbitanti ad amici e parenti. Il gioco diventa un bisogno irrefrenabile cui si accompagna una forte tensione emotiva ed un'incapacità totale di elaborare un pensiero logico. Diventare un giocatore patologico può dipendere da molti fattori: da quelli biologici, a quelli educativi e psicologici. Sono spesso le persone con problemi depressivi a cadere nella trappola del gioco che crea un'illusoria ma appagante autostima oltre a sviluppare un senso di appartenenza nel momento di condivisione al tavolo verde. Ma si sa, arrivare all'eccesso porta ad eccessive conseguenze. Nei malati di G.A.P. infatti, si sviluppano una serie di patologie croniche che vanno dai più «semplici» disturbi dell'umore, a deficit di attenzione e iperattività fino al suicidio. Guarire dalla dipendenza da gioco è difficile e per intervenire è necessaria la presa di coscienza del giocatore, proprio come il tossicodipendente. Quella presa di coscienza che lo spinge a chiedere aiuto e a ricorrere a terapie farmacologiche e di gruppo con la partecipazione dei familiari.

fonte: A. Farias

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