22 agosto 2008

Rapporti di terapia e rapporti d'amore


"Ho sempre pensato, in qualche misura, che un rapporto di terapia ed un rapporto d'amore siano due cose diverse.
Non che un rapporto di terapia non debba anche essere un rapporto d'amore, anzi, il contrario: ma che non siano esattamente la stessa cosa.

Ciò che rende un rapporto di terapia unico nel suo genere è l'occasione, la necessità e persino l'obbligo dell'interpretazione.

Contemporaneamente ho sempre pensato - e penso - che l'occasione della relazione e quella dell'interpretazione siano due cose diverse, anche se mi rendo perfettamente conto che le cose della vita non sempre sono facili da distinguere. Tuttavia, sono occasioni diverse.

In un altro contesto, ho scritto che "...un parere clinico, ad esempio, deve essere riservato a chi si rivolge al tuo studio." E' tuttavia una semplificazione: non dipende dal luogo, poichè si possono fare sedute di psicoterapia al bar, o in auto: ciò nonostante, non è nemmeno obbligatorio che ciò accada.

Ciò che rende lecita infatti l'occasione dell'interpretazione è il fatto che vi sia una richiesta in tal senso. La relazione può fornire l'occasione per una interpretazione, ma non è - da sola - sufficiente a motivarla. E laddove non vi sia stata una tale richiesta, l'interpretazione è sempre espressione di violenza.

(In una relazione le risposte possibili sono solo due: Si. No.
Apprezzabili - per quanto diversamente - tutt'e due.)"

con immutato affetto, giugno 2007

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