3 agosto 2008

Il sogno di Bellocchio



La libertà di Aldo Moro, 'Buongiorno notte' di Marco Bellocchio

"... ll sogno impossibile di un epilogo diverso di una delle vicende più drammatiche della nostra storia repubblicana viene affidato dunque "scandalosamente" (e questo non ha mancato di creare polemiche da parte di chi vi ha letto un'eccessiva accondiscendenza) alla coscienza incerta e contraddittoria di una ragazza ventitreenne, come tanti altri in quegli anni guadagnata a una causa perdente sin dall'inizio...

Film intriso di significativa bellezza e fine sensibilità psicologica, riesce a muoversi con delicatezza e novità sul terreno scivoloso della storia recente non ancora pacificata, ancora sconcertante, ancora destabilizzante, restituendola ricca di pietas e sguardo commosso sulla vicenda del dolore umano inflitto e subìto, delle implacabili prigioni imposte ai corpi e agli spiriti da strutture ideologiche sovrapersonali capaci di negarne la soggettività, delle utopie e delle vite bruciate in loro nome, delle ragioni di Stato e dei sacrifici che esse sembrerebbero teorizzare e imporre. Moro libero nel sogno di Chiara/Bellocchio sembra andarsene negando tutto questo, in rivolta contro tutto questo. E subito prima dei titoli di coda, tuttavia, lo spettatore, che ineluttabilmente ha partecipato di quel punto di vista e di quel sogno, ha il tempo di "riscoprire" che la realtà dolorosa e intrascendibile è invece quella di un uomo bendato portato verso la morte in un esito tragico che non risparmia nessuno."

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