22 agosto 2008

Rapporti di terapia e rapporti d'amore


"Ho sempre pensato, in qualche misura, che un rapporto di terapia ed un rapporto d'amore siano due cose diverse.
Non che un rapporto di terapia non debba anche essere un rapporto d'amore, anzi, il contrario: ma che non siano esattamente la stessa cosa.

Ciò che rende un rapporto di terapia unico nel suo genere è l'occasione, la necessità e persino l'obbligo dell'interpretazione.

Contemporaneamente ho sempre pensato - e penso - che l'occasione della relazione e quella dell'interpretazione siano due cose diverse, anche se mi rendo perfettamente conto che le cose della vita non sempre sono facili da distinguere. Tuttavia, sono occasioni diverse.

In un altro contesto, ho scritto che "...un parere clinico, ad esempio, deve essere riservato a chi si rivolge al tuo studio." E' tuttavia una semplificazione: non dipende dal luogo, poichè si possono fare sedute di psicoterapia al bar, o in auto: ciò nonostante, non è nemmeno obbligatorio che ciò accada.

Ciò che rende lecita infatti l'occasione dell'interpretazione è il fatto che vi sia una richiesta in tal senso. La relazione può fornire l'occasione per una interpretazione, ma non è - da sola - sufficiente a motivarla. E laddove non vi sia stata una tale richiesta, l'interpretazione è sempre espressione di violenza.

(In una relazione le risposte possibili sono solo due: Si. No.
Apprezzabili - per quanto diversamente - tutt'e due.)"

con immutato affetto, giugno 2007

Il gioco ricomincia (Funny games)



Funny games
Un film di Michael Haneke.
Con Naomi Watts, Tim Roth, Michael Pitt, Devon Gearhart, Brady Corbet, Boyd Gaines. Genere Thriller, colore 111 minuti.
Produzione Gran Bretagna, USA, Francia, Austria, Germania, Italia 2007.

Film crudelissimo nella sua aria di ordinaria follia.

"... Il film è metafora di come l’individuo possa, in ogni momento e senza ogni ragionevole motivo, diventare ostaggio di qualcosa di folle e assurdo che lo trascende, lo isola e lo distrugge, quell’unheimlich (il perturbante), quel senso di sconosciutezza e di incertezza che avvertiamo all’inizio e che diventa la premessa perche vi si instauri l’espropriazione di se’, l’annullamento finale.


... i nostri personaggi non vengono presi in ostaggio e devastati dal diverso da noi, ma dal simile a noi, da cio’ che appare bello, pulito, giovane, conforme. Il perturbante si insedia nella loro casa sotto le vesti del suo opposto, il familiare, il conosciuto, il rassicurante.

... un chiaro riferimento ad Arancia meccanica, nel senso di una banda di sadici coi guanti bianchi che entrano nelle case e, efferati killers seriali, violentano tutto cio’ che di umano vi trovano dentro, per puro divertimento, per noia ("vuoto esistenziale", dice Paul in un evidente parodia degli psicologismi dei media).

Il riferimento e’ corretto ... per l’assoluta assenza di speranza circa la natura umana e la radice del Male."

dalla recensione, su pol.it, di R.Valdrè

20 agosto 2008

Truffaut, i 400 colpi

Antoine Doinel è un bambino che vive con la giovane madre e il patrigno. Ha poca voglia di studiare e si diverte ad andare al cinema, a marinare la scuola, a compiere piccoli furti, oppresso da una famiglia che pensa troppo a se stessa e lo relega a buttare via la spazzatura o ad andare a comprare il latte, lasciando ai compagni di scuola il compito di accompagnarlo all'adolescenza.

Manifesto della Nouvelle Vague francese, il primo film di Truffaut è un inno alla libertà dell'infanzia, in parte autobiografico, che disegna e descrive le vicende di un bambino, nel quartiere in cui il regista è nato.

Nel video l'ultima magica sequenza, la corsa di Doinel verso il mare, con i capelli che possono finalmente seguire il vento e lo sguardo che si perde senza paura verso gli anni dell'età adulta.



I quattrocento colpi
(Les 400 coups)
Un film di François Truffaut.
Con Jean-Pierre Léaud, Claire Maurier, Albert Rémy, Jeanne Moreau, Guy Decomble, Georges Flamant, Patrick Auffay, Daniel Couturier, François Nocher, Richard Kanayan, Renaud Fontanarosa, Michel Girard, Henry Moati, Bernard Abbou, Jean-François Bergouignan, Michel Lesignor.
Genere Psicologico,
b/n 93 minuti.
Produzione Francia 1959.

19 agosto 2008

Gli psicofarmaci non bastano

La presa in carico a lungo termine delle persone con disturbi mentali gravi, Congresso a Verona il 12 settembre 2008

E' provato da numerose ricerche scientifiche che c'è bisogno di informazione e aggiornamento sui continui cambiamenti che il mondo della ricerca scientifica induce nella pratica clinica quotidiana. Ed è di fondamentale importanza che le fonti di informazione e aggiornamento siano indipendenti.

Giunti alla terza edizione, è tempo di sottolineare che informazione indipendente sugli psicofarmaci implica la necessità di affrontare argomenti - e ce ne sono molti in psichiatria - in cui il solo approccio farmacologico non basta. La presa in carico a lungo termine delle persone con disturbi mentali gravi è uno di questi argomenti.

Mentre l'industria farmaceutica enfatizza il valore degli interventi farmacologici e spinge a favore di farmaci sempre più nuovi, gli operatori dei Servizi Psichiatrici Territoriali si trovano a dover sviluppare percorsi di cura in cui i migliori trattamenti, farmacologici e non, vengono inseriti in modalità organizzative che, idealmente, dovrebbero assicurare gli esiti migliori sul lungo periodo. Sul piano pratico, tuttavia, il grado di adesione ai progetti terapeutici è molto scarso, soprattutto sul lungo termine, e raramente si è pensato di coinvolgere i pazienti e i loro familiari nella comprensione di questo fenomeno e nella realizzazione di percorsi di cura innovativi.

PROGRAMMA del Congresso

8.30 Registrazione partecipanti
9.00 Saluto delle autorità
A. Mazzucco (Magnifico Rettore, Università di Verona)
S. Caffi (Direttore Generale, Azienda Ospedaliero-Universitaria, Verona)
M.G. Bonavina (Direttore Generale, Azienda ULSS 20, Verona)
M. Tansella (Preside della Facoltà di Medicina, Università di Verona)
9.15 Introduzione alla giornata - C. Barbui (Verona)
9.30 - 11.15 Come migliorare l'adesione ai programmi di cura: le evidenze
Moderatori: D. Berardi (Bologna), L. Grassi (Ferrara)
Strategie farmacologiche - S. Leucht (Monaco di Baviera)
Strategie psicoterapiche - M. Nosé (Verona)
Strategie organizzative dei servizi psichiatrici - M. Percudani (Bollate - MI)
Discussione
11.15 Coffee break
11.45 - 13.00
Moderatori: M. Balestrieri (Udine), S. Fassino (Torino)
Il coinvolgimento familiare nella cura a lungo termine delle persone con disturbi mentali gravi - L. Magliano (Napoli)
Il punto di vista dei familiari - T. Mattioli Corona (Treviso)
Discussione
13.00 Lunch
14.00 - 16.30
Come favorire la presa in carico a lungo termine delle persone con disturbi mentali gravi?
Dalle evidenze alla pratica clinica
Moderatori: F. Barale (Pavia), M. Rigatelli (Modena)
Experience combined with evidence to improve adherence to care for people with psychotic disorders - an international perspective - G. Thornicroft (Londra)
L'esperienza di Trieste - P. Dell'Acqua (Trieste)
L'esperienza di Torino - G. Tibaldi (Torino)
Take home messages - R. Satolli (Milano)
Discussione
Compilazione questionari ECM

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA

Donatella Castiglioni
Telefono: 045/8124441
Fax: 045/585871
donatella.castiglioni@medicina.univr.it

La partecipazione è gratuita; scarica il programma e la scheda di adesione (in formato pdf, 500 k circa)

I duellanti (The Duellist)

Tratto da un racconto di Joseph Conrad, intitolato “Il duello”, “I duellanti” rappresenta l’esordio cinematografico di Ridley Scott, destinato ad affermarsi di lì a breve come uno dei nomi più prestigiosi del cinema contemporaneo.



Accolto con grande entusiasmo al Festival di Cannes nel 1977, il film è ambientato in Francia nei primi anni del XIX secolo, ed è incentrato sulla feroce rivalità fra due ufficiali di cavalleria di Napoleone: Armand D’Hubert e Gabriel Feraud, interpretati rispettivamente dagli americani Keith Carradine e Harvey Keitel.

L’intera trama della pellicola è costituita dall’incessante antagonismo fra questi due uomini, impegnati in una singolar tenzone che durerà per ben diciassette anni.

Le ragioni che hanno provocato il duello, in realtà, sono decisamente futili e legate ad un’assurda questione di “onore militare”; del resto, l’odio fra i due protagonisti non si basa su motivazioni precise, ma su una folle irrazionalità che li spinge a battersi con violenza finché uno dei due non prevarrà sull’altro uccidendolo.

I duellanti (The Duellist)
Di Ridley Scott.
Con Harvey Keitel, Keith Carradine, Robert Stephens, Edward Fox.
Genere Drammatico, colore 101 minuti.
Produzione Gran Bretagna 1977.

15 agosto 2008

Dead Ringers (Inseparabili), Cronenberg

I gemelli Beverly ed Elliot Mantle sono due prestigiosi e rinomati ginecologi, gemelli, e condividono tutto nella vita: lavoro e donne. Tutto procede nell' "ordine" (per quanto folle), fino a quando non compare la donna, Laura, che spezzando il legame tra i due minerà anche l'equilibrio psichico di Beverly e del fratello Elliot.



La descrizione di una sorta di follia simbiotica, uno dei film più belli di Cronenberg, che qui si diletta in un tortuoso e malato noir che vede come protagonista assoluto lo straordinario Jeremy Irons, in due ruoli contemporaneamente.

Per gli appassionati del vecchio regista ci sono sorprese a ripetizione: gli attrezzi ginecologici che Beverly commissiona ad una artista, simili a strumenti di tortura medioevali; il sogno in cui Beverly si vede unito al fratello come fratelli siamesi, e Laura che li separa mordendo il lembo di pelle che li unisce.

Dead Ringers - Inseparabili con Jeremy Irons e Genevieve Bujold, thriller psicologico che continua la passione di Cronenberg per il lato più oscuro della psicologia e del comportamento umano.

Dead ringers
Regia di David Cronenberg
USA 1988

Uomini e replicanti

Il tema del doppio è sempre stato caro alla psichiatria così come al cinema: la doppia personalità, il protagonista e l’antagonista, il vincitore e lo sconfitto, ed ancora: i gemelli, l'ombra, il riflesso, lo specchio, solo alcune delle espressioni di questo "altro da sé" che mantiene col soggetto un legame forte, spesso rappresentandone il contrario o il lato oscuro inespresso.

Tema ricorrente, offre infinite possibilità: e tale tema permea totalmente il film Blade Runner (R. Scott, USA, 1982), da Il cacciatore di androidi, romanzo di Philip K. Dick.



La creatura orrida, ripugnante e artificiale, ha in realtà un animo nobile, è delicata, buona nel profondo, anela all’amore, vuole amare ed essere riamata, apprezzata e accettata.

Il padre putativo al contrario, lo scienziato, l’eroe positivo, non sono affatto tali, perché rifuggono dalla creatura partorita con un senso di repellenza, vedendo in essa il simulacro delle proprie colpe di alterigia e di orgoglio.

Infinite varianti di Victor Frankestein, l’uomo e lo scienziato, che sfidano per primi le leggi divine, arrogandosi diritti non umani.

Nel trailer la scena finale del film: il replicante muore, dopo aver risparmiato la vita all'uomo che gli dava la caccia per 'ritirarlo' . La colonna sonora (bellissima) è di Vangelis.

13 agosto 2008

La cura "Ludovico"

Ispirato al romanzo A Clockwork Orange di Anthony Burgess, il film 'Arancia Meccanica' di Kubrick è una grande riflessione sull'uomo, sulla sua natura a contatto con i condizionamenti della cultura.

Geniale traversata di generi (fantascienza, storico, drammatico, comico, grottesco, orrore), il film mostra la violenza per esserne un contro-manifesto.

L'ambiguità del personaggio riflette la violenza della società, della medicina, della polizia, della politica.

Seguendo il link immagini, locandine testi e musiche del film.

Nel trailer, l'ipotesi di applicazione all'uomo del condizionamento pavloviano: la "cura Ludwig" a cui viene sottoposto il protagonista.



Arancia meccanica (A clockwork orange), Stanley Kubrick, USA 1971

Il 'condizionamento', è un procedimento sperimentale in cui uno stimolo neutrale (S.C.: stimolo condizionato) viene associato più volte di seguito a uno stimolo incondizionato (S.I.) che solitamente provoca una determinata risposta (R.I. risposta incondizionata); dopo un numero sufficiente di queste associazioni lo stimolo condizionato provoca da solo, cioè in assenza dello stimolo incondizionato, la risposta che inizialmente era provocata soltanto da quest'ultimo: la risposta incondizionata (RI) sì è cioè trasformata in risposta condizionata (RC). Questo è il cosiddetto condizionamento «classico", o «pavloviano", una delle basi della psicologia sperimentale. Esso fu scoperto alla fine del secolo scorso dal fisiologo russo L. P. Pavlov.

12 agosto 2008

Il corridoio della paura



Shock corridor, trailer (inglese)

Samuel Fuller, 1963 "Shock Corridor": gli istituti per la cura delle malattie mentali efficacemente descritti come parenti stretti delle camere della tortura (l'idea poi dell'elettroshock come punizione apparve nel modo più indimenticabile - come a tutti noto - in "Qualcuno volò sul nido del cuculo", 1975, di Milos Forman).

11 agosto 2008

Verso un'altra alba

" cosa è stato non lo so, non so neanche cosa sarà, trascina e tira forte verso la nascita, verso un'altra alba questa specie d'amore..."

*****

" Se lei Contessa, vede ancora la vita dentro i limiti del naturale e del possibile, l'avverto che lei qua non comprenderà mai nulla. Noi siamo fuori di questi limiti, per grazia di Dio. A noi basta immaginare, e subito le immagini si fanno vive da sé. Basta che una cosa sia in noi ben viva, e si rappresenta da sé, per virtù spontanea della sua stessa vita. È il libero avvento d'ogni nascita necessaria. Al più al più, noi agevoliamo con qualche mezzo la nascita.

Quei fantocci là, per esempio. Se lo spirito dei personaggi ch'essi rappresentano s'incorpora in loro, lei vedrà quei fantocci muoversi e parlare. E il miracolo vero non sarà mai la rappresentazione, creda, sarà sempre la fantasia del poeta in cui quei personaggi son nati, vivi, così vivi che lei può vederli anche senza che ci siano corporalmente.

I GIGANTI DELLA MONTAGNA, di Luigi Pirandello

*****

... Uno dei fondamentali principi della psicoterapia dinamica riguarda la determinazione del paziente a mantenere lo status quo, e di opporsi ai tentativi del terapeuta di produrre consapevolezza e cambiamento. Tale atteggiamento assume il nome di ' resistenza '.

"La resistenza accompagna il trattamento a ogni passo; ogni singola associazione, ogni atto della persona in trattamento deve fare i conti con la resistenza, e rappresenta un compromesso tra le forze tendenti alla guarigione e quelle che si oppongono a essa"

9 agosto 2008

Psicoanalisi al femminile


"... Poiché le vacanze rappresentano da sempre un angolo di libertà, in cui riflettere su se stessi e sugli altri, il volume «Una per una. Il femminile e la psicoanalisi» (a cura di Paola Francesconi, Edizioni Borla, euro 20,00) diventa - per ogni donna - l'occasione ideale per far emergere dal proprio inconscio i mille frammenti di cui si compone la propria individualità. Partendo, infatti, dal presupposto che «donna non si nasce, ma lo si diventa, in un processo di trasformazione e ricerca che dura tutta la vita», il libro, che riunisce più saggi, analizza il percorso di trasformazione e costruzione della femminilità in rapporto ai molteplici aspetti della sua esistenza."

fonte: sole 24 ore

7 agosto 2008

Anoressia e bulimia

Di seguito, i link che rinviano ai post in tema di disordini alimentari: clinica, psicopatologia e terapia dei disturbi dell'alimentazione.


Si definiscono 'DCA', acronimo per 'disordini del comportamento alimentare', e sono quelle sindromi cliniche i cui sintomi più evidenti ruotano attorno ad irregolarità ed anomalie dell'alimentazione. Considerazioni generali su tali sindromi.

L'anoressia è la perdita totale o parziale dell'appetito; in psichiatria è un sintomo e rinvia ad una sindrome clinica (una malattia psicogena) connessa a disturbi dell'affettività: Anoressia Mentale (A.M.).

Patologia più frequente nel sesso femminile, si ritiene tuttavia che il 5-10 % dei pazienti che soffrono di A.M. siano maschi: in effetti, i disturbi alimentari nei maschi sono una realtà epidemiologica in aumento (vedi il post sulle sindromi anoressiche maschili).

Sebbene la psicoterapia classica non sia utile nelle fasi iniziali del trattamento terapeutico, soprattutto se i pazienti con A.M. si trovano in uno stato cachettico, le psicoterapie ad orientamento dinamico possono essere utili in alcuni casi di anoressia nervosa quando le condizioni psicopatologiche si sono stabilizzate (post: terapia dell'A.M.).

Quella invece che si definisce comunemente Bulimia Nervosa (B.N.) è un quadro clinico di più recente acquisizione rispetto a quello dell'A.M., ed è una condizione peculiare, caratterizzata da episodi di abbuffate di cibo, restrizioni alimentari tra un episodio bulimico ed il successivo, costante ed eccessiva preoccupazione per il peso corporeo. (Nel medesimo post le caratteristiche psicopatologiche della B.N. e l'interpretazione 'etnica' della sindrome).

Leggi anche nel sito: Disturbo da alimentazione incontrollata e Night Eating Disorder (Abbuffate Notturne)

Per quanto riguarda la terapia della bulimia, un buon accordo tra coloro che si occupano del trattamento psicoterapico della B.N. sembra esistere a proposito dell'idea che alcuni aspetti del disturbo di personalità, come l'impulsività e le caratteristiche borderline, possano essere predittivi di un esito più o meno favorevole. In un altro post note sul trattamento psicoterapico, che consiste in vari interventi, comprese la psicoterapia individuale, la terapia di gruppo e la terapia familiare. A causa della possibile coesistenza di disturbi dell'umore, d'ansia e di personalità, occorre tenere conto di questi disturbi addizionali nel piano di trattamento.

francesco giubbolini, psichiatra - firenze, siena

in Psico News agosto 2008

Convegni

Un Convegno segnalato da Medici per l'Ambiente

"Cibaria" è invece il titolo della conferenza sul cibo e sull'alimentazione che si terrà il 24 e 25 Ottobre 2008 a Roma che ha l'obiettivo di informare come un'alimentazione equilibrata ed uno stile di vita idoneo siano i principali strumenti di prevenzione di molte malattie. Questi gli argomenti che verranno trattati: cibo e società, cibo e sport, cibo e pubblicità, cibo e salute, cibo e obesità, cibo e ambiente, cibo e psiche, cibo e bambini, cibo e politica.

Info: www.akesios.it (22 agosto 2008)

Suicidio

Presso la U.O.C. di Psichiatria dell' Ospedale Sant'Andrea - Cattedra di Psichiatria, II Facoltà di Medicina e Chirurgia della Sapienza Università di Roma, ha sede il Centro Regionale del Lazio per lo Studio e la Prevenzione del Suicidio.
Il Centro ha come obiettivo principale quello di offrire un sostegno alle persone che vedono nel suicidio una soluzione alla loro angoscia o hanno tentato il suicidio, e a quelle che hanno perso un caro per suicidio.
Sono attivi programmi di visite ambulatoriali e di psicoterapia.
La U.O.C. di Psichiatria dell' Ospedale Sant' Andrea è allo stato attuale uno dei principali poli al mondo di ricerca scientifica nel campo del suicidio.

Contatti :
Email del Centro: prevenzionesuicidio@uniroma1.it

Per gli appuntamenti:
0633775675 il mercoledì dalle 11.00 alle 12.00


Psicofarmaci

La rivalutazione scientifica dell'Lsd è cominciata. L'acido lisergico, il più famoso tra tutti gli allucinogeni, ritorna nei laboratori di ricerca dopo oltre trent'anni e dopo la morte, lo scorso maggio, del suo scopritore, il chimico svizzero Albert Hofmann. E sarà proprio un centro svizzero a portare avanti la prima sperimentazione scientifica sulla psicoterapia psichedelica da quando, negli anni '70, l'Lsd e sostanze quali la psilocibina (quella estratta dai funghi allucinogeni) furono relegate al solo ruolo di droghe della controcultura e le ricerche sulle loro potenzialità terapeutiche osteggiate e abbandonate. I ricercatori svizzeri stanno conducendo test con Lsd e psilocibina per trattare depressione, cefalea a grappolo, disturbi ossessivi compulsivi e disturbi post-traumatici da stress.

fonte: repubblica.it 14 agosto 2008


Neuroscienze

Sonno, ricordi ed emozione: E' il sonno a "colorare" i ricordi, selezionando e portando in primo piano le emozioni più importanti, ricche di tutti i loro dettagli, e spingendo sullo sfondo tutto ciò che non è essenziale. Lo dimostra per la prima volta una ricerca condotta negli Stati Uniti su un gruppo di 88 giovani volontari e pubblicata nella rivista Psychological Science.

Lo studio, condotto da Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmc) e Boston College, suggerendo che il sonno gioca un ruolo chiave nel determinare che cosa ricordiamo e che cosa dimentichiamo. Una buona notte di sonno aiuta infatti il cervello a selezionare i ricordi, conservando solo i più importanti dal punto vista emotivo. Tutto il resto viene invece sfocato e spostato sullo sfondo.

"Il ruolo del sonno nella memoria emozionale è molto più che un processo meccanico", osserva il coordinatore della ricerca, Jessica Payne, della divisione di Psichiatria del Bidmc. Precedenti studi avevano stabilito il ruolo chiave che il sonno gioca nella memoria procedurale, dimostrando che il consolidamento di procedure operative (ad esempio scrivere sulla tastiera del computer o suonare il pianoforte) subisce sostanziali miglioramenti dopo un periodo di sonno. Adesso è chiaro che il sonno è anche il regista dei ricordi legati alle emozioni.

ansa, 17 agosto 2008

Ricordi indesiderati: Ricerche recenti coordinate dall’Università di Udine sono concentrate sulla soppressione di ricordi indesiderati - un fondamentale meccanismo di difesa - con lo scopo di esplorare mediante tecniche di neuroimaging se la funzione del network cerebrale che verosimilmente sottende la repressione delle tracce mnesiche di eventi spiacevoli sia alterata in alcuni disturbi psichiatrici, quali ansia e depressione. Una deficiente estinzione della memoria di eventi traumatici è particolarmente importante riguardo alla paura e limita gli effetti dei trattamenti dei disturbi d’ansia...

Finora (tuttavia) esiste solo un metodo per accantonare i ricordi traumatici: elaborare l’evento, dare un senso alla perdita subita o alla violenza, accettare la sconfitta, i sensi di colpa, l’umiliazione (per essere stati costretti in qualche modo a soccombere) - archiviando il momento doloroso come un incidente di percorso e dando il via a nuovi apprendimenti. Non si tratta di rimozione, ma di guarigione.

E’ probabile che in futuro non troppo lontano potremo scegliere di conservare i ricordi che amiamo di più mentre quelli spiacevoli, privati della loro forza emozionale, non faranno più male…

la stampa.it 12 agosto 2008

link: la terapia del disturbo post traumatico da stress


Psicosomatica

Stress e ansia possono «amplificare» le allergie, rendendo gli attacchi più aggressivi e duraturi nel tempo. Lo dimostra lo studio presentato al congresso dell’Associazione americana di Psicologia di Boston e condotto sempre negli Stati Uniti, nell’università dell’Ohio. Si tratta della conferma più recente di più di 30 anni di studi sul legame fra stress e allergie.

la stampa, 17 agosto 2008
post: medicina mente corpo

Sono sempre più numerosi gli studi che sottolineano come i fattori psicologici siano importanti predittori del rischio cardiovascolare.
In questo studio sono stati arruolati 735 uomini (età media 60 anni), seguiti per 12 anni. I partecipanti sono stati esaminati sotto il profilo psicologico per valutare la presenza di ansia, definita come psicoastenia (dubbi eccessivi, pensieri ossessivi o compulsioni irrazionali), introversione sociale, fobia o ansia manifesta. Dopo aver corretto i dati per vari fattori di confondimento (tra cui la glicemia a digiuno, il BMI, il colesterolo HDL, la pressione arteriosa, l'età, l'educazione, la stato civile) si è riscontrato che la presenza di ansia cronica era associata ad un aumentato rischio di infarto del miocardio del 43% (IC95% da 15% a 77%).
Gli autori concludono che la predisposizione all'ansia è un segnale che i medici dovrebbero prendere in considerazione quando valutano il rischio cardiovascolare degli uomini anziani, tuttavia questi risultati potrebbero non essere applicabili alle donne o ad uomini più giovani.


Psicoanalisi

CONFLITTI, AFFETTI, CULTURA:
FRANCO FORNARI 2005.
Convegno Internazionale

In un’epoca in cui i conflitti internazionali producono nuove forme di guerra e in cui assistiamo a grandi trasformazioni delle relazioni tra i popoli e le istituzioni, una lettura dei processi individuali e sociali di rappresentazione degli affetti può offrire un importante contributo alla costruzione di una nuova cultura, un’arte della pace, come capacità di soluzione non ideologica dei conflitti.
Franco Fornari (1921-1985), uno dei maggiori psicoanalisti ed esponente di primo piano della cultura italiana, ha elaborato un modello teorico, che ha applicato non solo al lavoro clinico individuale, ma anche all’analisi delle dinamiche dei gruppi, dei conflitti istituzionali e sociali, della guerra e dei prodotti culturali, dalla letteratura all’arte e alla musica.
Nel ventennale della sua scomparsa, il Centro Milanese di Psicoanalisi Cesare Musatti (componente della Società Psicoanalitica Italiana), la COIRAG (Confederazione delle Organizzazioni Italiane per la Ricerca Analitica sui Gruppi) e il Minotauro (Istituto di analisi dei codici affettivi) organizzano un convegno che - riconoscendo l’attualità del pensiero di Fornari e l’importanza della sua figura - si propone come spazio di riflessione e dialogo sulla dimensione simbolica e affettiva dei processi sociali e culturali. (fonte: politicamente corretto, 12 agosto 2008)

CONFLITTI, AFFETTI,CULTURA:
FRANCO FORNARI 2005.
Venerdì 20, Sabato 21, Domenica 22 maggio 2005
Aula Magna – Università degli Studi di Milano – Via Festa del Perdono 7
Spazio Oberdan – V.le Vittorio Veneto 2
Sala Verdi – Conservatorio di Milano
Via Conservatorio 12


Appuntamento al femminile a Piazza Magenta - Capalbio - ore 19.00 Al di là della psicoanalisi.

Alle ore 19 la psicologa sociale Grazia Attili, prof.ssa all'università di Roma La Sapienza, ci accompagna in un appassionante viaggio nella mente insieme allo psicoanalista prof. Massimo Ammaniti e il filosofo prof. Giacomo Marramao. Una serata che vuole andare "Al di là della psicoanalisi", a partire dal libro di Grazia Attili "Attaccamento e costruzione evoluzionistica della mente" (Raffaello Cortina editore).
Il libro è un vero e proprio manuale sull'attaccamento originale e completo, che illustra i principali strumenti di valutazione dell'attaccamento infantile e adulto e le tecniche psicoterapeutiche, finora poco utilizzate in ambito clinico, che promuovono un'adeguata regolazione delle emozioni attraverso il ripristino dei sistemi cognitivi resi deficitari dalle prime esperienze affettive.
La mente è caratterizzata da una intelligenza che la selezione naturale ha reso funzionale alla gestione delle relazioni affettive e sociali. Lo sviluppo normale delle facoltà mentali è però possibile solo se l'individuo è inserito, fin dalle prime fasi della vita, in relazioni di accudimento fondate sul soddisfacimento del bisogno di essere protetto.
Un manuale sull'attaccamento originale e completo, un libro per psicologi, ma anche per chiunque voglia capire di più sui problemi della vita famigliare e personale di ciascuno.
link:
la teoria dell'attaccamento
gli Autori


Intervista ad Umberto Galimberti

D. Possibile che la tecnica abbia messo “fuori gioco”l’animo dell’uomo?
R. In un cero senso sì perché la tecnica è diventata la condizione universale per cui non è più un mezzo ma il dispositivo tecnico è il primo scopo cui tutti tendono. Solo che la tecnica è un apparato molto rigido che segue le leggi della razionalità più rigorose e l’uomo è compatibile solo se pensato come funzionario dell’apparato tecnico. Volendo usare una espressione più cruda, un ingranaggio all’interno di questo sistema di razionalità macchinale ed allora, a questo punto, se l’uomo esiste solo come funzionario di un apparato, evidentemente la storia non è più in mano all’uomo ma è in mano alla razionalità di questo fenomeno. (9 agosto 2008, politicamente corretto)


Psichiatria

L'ansia, un fenomeno multifattoriale:
L'ansia non è più un fatto individuale, una risposta eccessiva alle difficoltà della nostra vita, ma è elemento della nostra esistenza, a causa dell'irrealizzabilità delle attese. Ne parliamo con uno psichiatra, il professor Pier Luigi Scapicchio.
L'ansia è un fatto genetico, oppure è determinata da fattori ambientali? Quesito ormai superato, risponde Scapicchio, dall'osservazione che l'ansia è un fenomeno multifattoriale, nel quale influiscono molti fattori. Ma il vero problema «è la centralità dell'ansia nel nostro mondo. Ormai - spiega - ci sentiamo tutti insicuri ed esposti a un pericolo incombente. La nostra esistenza muta troppo rapidamente. Non riusciamo a seguire in maniera coordinata i suoi eventi, figurarsi se riusciamo ad anticiparli. Una volta si parlava di progetto di vita che tutti più o meno pianificavano alla conclusione del ciclo scolastico. Adesso viviamo una vita caratterizzata da sempre nuovi inizi. Gli itinerari sembra che siano divisi in episodi; le connessioni tra questi eventi, diventano leggibili (quando va bene) solo retrospettivamente».

il tempo.it, 11 agosto 2008

C’è una questione che mi sta a cuore molto e ve la scrivo. È quella dei problemi psicologici o meglio detti volgarmente ‘mentali’, che alcuni chiama psichiatrici e altri aggiungono psicoterapeutici. Insomma tutto questo insieme, come vedrete. Si tratta comunque di salute, ma di quella mentale in particolare. Abbiamo scritto – tempo fa – che i morti sulle strade son stati tanti circa 40.000 in Europa, anche se ora l’aggiornamento è pari a 50.700. un altro traguardo. Ma il vero traguardo europeo non è più questo. È un altro. E ancora più drammatico. E cioè che le ‘malattie mentali’ son diventate il nemico numero uno del cittadino europeo: ne soffre uno su quattro con la depressione che colpisce 18.000.000 di persone e il numero dei suicidi – ecco il primato! – supera proprio quello dei morti su strada per incidente, 58.000 vittime ogni anno!

tellusfolio 12 agosto 2008


Abbiamo letto con interesse l’articolo della signora De Bac apparso a pag. 20 del Corriere della Sera di ieri (5 agosto 2008), dal titolo “Lite sugli psicofarmaci ai bambini”, e ne abbiamo discusso con alcuni colleghi, tutti concordi con la consapevolezza che quello della somministrazione disinvolta di psicofarmaci ai minori non sia un problema “tutto americano”: tra gli organismi sovranazionali, anche le Nazioni Unite (INCB) recentemente denunciano un’inopportuna impennata del consumo di psicofarmaci sui minori in 50 paesi, tra cui 9 nazioni europee. La psichiatria italiana sta per contro dando buona prova di se: sono infatti un’esigua minoranza gli specialisti che non ritengono opportuno adottare criteri di stringente prudenza quando si tratta di somministrare molecole psicoattive ad un bambino, ed ancor meno quelli che non auspicano il perfezionamento di un consenso realmente informato da parte dei genitori, vista l’estrema delicatezza e le implicazioni etiche che una scelta come quella comporta. (Flash news salute, 6 agosto 2008)

L’ormone della fame regola anche gli stati di ansia e depressione. Bloccare la risposta dell’organismo alla grelina, l’ormone dell’appetito, non solo può far perdere peso ma può sortire effetti indesiderati e inaspettati sull’umore. La notizia è stata pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience: secondo quanto osservato da Jeffrey Zigman dell’UT Southwestern Medical Center di Dallas livelli più elevati di grelina sono associabili a minori sintomi di ansia e depressione. (Pagine mediche, 6 agosto 2008)

Psicofarmaci ai bambini solo con il consenso informato scritto dei genitori. Così avrebbero voluto Piemonte e Trentino, che con proprie leggi intendevano esercitare «un controllo più stretto» sulla prescrizione ai minori di antidepressivi o sostanze per l'Adhd, il deficit dell'attenzione e dell'iperattività. Ma il governo ha stoppato la duplice iniziativa con un ricorso alla Corte Costituzionale. (Corriere salute, 5 agosto 2008)

Gli psichiatri negli Stati Uniti stanno abbandonando il lettino di analisi a favore del blocchetto per le ricette. Lo afferma uno studio pubblicato ieri, secondo cui sempre meno psichiatri offrono psicoterapia. Secondo gli Archivi di psichiatria generale negli Usa, si accorcia la durata delle visite dallo psichiatra e aumenta invece l'attività di "gestione dei medicinali", un cambiamento motivato dalla disponibilità di medicinali migliori per i disturbi psichici e dalle crescenti pressioni delle case di cura. (Yahoo Notizie, 4 agosto 2008)

4 agosto 2008

Trasformazioni (Istinti di vita e di morte)

L'esperienza personale si dissolve (muore) e da questa dissoluzione nasce qualcosa di nuovo e di diverso.


"... Nell'amore la dissoluzione dell'io nell'amato è contemporaneamente la più forte affermazione di sé, è una nuo­va vita dell'io nella persona dell'amato. Se l'amore non c'è la rappresenta­zione di una trasformazione dell'individuo sotto l'influsso di un potere estraneo, come nell'atto sessuale, è allora una rappresentazione di annienta­mento o di morte".

l'io stesso del­l'uomo ha la capacità di indifferenziarsi nell'altro e se esiste una dimensione di vitalità dell'io questa conduce ad una più intensa affermazione di sé.

...percorriamo a ritroso quella strada che, dall'originaria indifferenziazione ("noi") ci ha condotto all"io".

L'istinto di vita, che ci costituisce in origine come "io", si completa con l'istinto di morte che riconducendoci al "noi" rende le nostre rappresen­tazioni condivisibili e rende possibile, contemporaneamente, l'affermazione più vera dell'io di ciascuno di noi.

... dunque ... nessuna trasformazione è possibile senza un annientamento dello stato preceden­te: e tale annientamento è operato dall'istinto di morte il quale si configura, qualora sia unito ad una dimensione di vitalità, come dimensione evolutiva e trasformativa dell'uomo.

(Sabine Spielrein, La distruzione come causa della nascita, 1912)

Le patologie della personalità

Si tratta di esperienze soggettive e comportamenti persistenti che deviano dagli standard culturali, sono rigidamente pervasivi ed esordiscono nell'adolescenza o nella giovane età adulta (la pagina del sito sui disturbi della personalità)

I soggetti con disturbo di personalità narcisista sono caratterizzati da un elevato senso della propria importanza e da sentimenti di grandiosità che li fanno sentire unici.

I pazienti affetti da personalità borderline sono al limite tra la nevrosi e la psicosi e sono caratterizzati da una straordinaria instabilità dell'affettività, dell'umore, del comportamento, delle relazioni con gli oggetti e dell'immagine del sé.

Le persone con disturbo di personalità dipendente subordinano le loro necessità a quelle degli altri, fanno assumere agli altri la responsabilità per le aree principali della loro vita, mancano di fiducia in se stessi e possono provare intenso disagio quando rimangono da soli per periodi anche brevi.

L'ipersensibilità al rifiuto da parte degli altri è la caratteristiche clinica centrale del disturbo evitante di personalità. I soggetti affetti desiderano il calore e la sicurezza della compagnia umana, ma giustificano la reticenza a formare relazioni con il timore del rifiuto. Vedi anche il post sulla diagnosi differenziale della personalità evitante.

I soggetti con disturbo ossessivo-compulsivo di personalità sono preoccupati delle regole, dei regolamenti, dell'ordine, della precisione, dei dettagli e del raggiungimento della per­fezione. Questi tratti spiegano una generale costrizione dell'intera personalità.

Il disturbo schizoide di personalità viene diagnosticato nei soggetti che presentano un quadro di ritiro sociale che persiste per tutta la vita.I soggetti con disturbo schizotipico di personalità sono estremamente eccentrici o strani, anche agli occhi di chi non è medico. Il pensiero magico, le idee peculiari, le idee di riferimento, le illusioni e la derealizzazione fanno parte del mondo quotidiano del soggetto schizotipico. (Disturbi schizoide e schizotipico)

3 agosto 2008

Il sogno di Bellocchio



La libertà di Aldo Moro, 'Buongiorno notte' di Marco Bellocchio

"... ll sogno impossibile di un epilogo diverso di una delle vicende più drammatiche della nostra storia repubblicana viene affidato dunque "scandalosamente" (e questo non ha mancato di creare polemiche da parte di chi vi ha letto un'eccessiva accondiscendenza) alla coscienza incerta e contraddittoria di una ragazza ventitreenne, come tanti altri in quegli anni guadagnata a una causa perdente sin dall'inizio...

Film intriso di significativa bellezza e fine sensibilità psicologica, riesce a muoversi con delicatezza e novità sul terreno scivoloso della storia recente non ancora pacificata, ancora sconcertante, ancora destabilizzante, restituendola ricca di pietas e sguardo commosso sulla vicenda del dolore umano inflitto e subìto, delle implacabili prigioni imposte ai corpi e agli spiriti da strutture ideologiche sovrapersonali capaci di negarne la soggettività, delle utopie e delle vite bruciate in loro nome, delle ragioni di Stato e dei sacrifici che esse sembrerebbero teorizzare e imporre. Moro libero nel sogno di Chiara/Bellocchio sembra andarsene negando tutto questo, in rivolta contro tutto questo. E subito prima dei titoli di coda, tuttavia, lo spettatore, che ineluttabilmente ha partecipato di quel punto di vista e di quel sogno, ha il tempo di "riscoprire" che la realtà dolorosa e intrascendibile è invece quella di un uomo bendato portato verso la morte in un esito tragico che non risparmia nessuno."

leggi tutta la recensione su pol.it

2 agosto 2008

La 'malattia bipolare'

I link alle pagine del blog in merito all'argomento: disturbi bipolari (seguire i link per visualizzare le specifiche pagine).

I due principali disturbi dell'umore sono il disturbo depressivo maggiore (la depressione grave) e il disturbo bipolare I. (Classificazione dei disturbi dell'umore)

Il termine 'depressione bipolare', per quanto di uso comune, è in realtà improprio. La dizione riporta al fatto che i due fondamentali quadri sintomatologici dei disturbi dell'umore sono quelli di depressione e di mania.

Il disturbo bipolare è un quadro clinico caratterizzato dall'alternarsi di episodi depressivi e di episodi maniacali.

Per la cura del disturbo bipolare talora si rende necessario un trattamento combinato di cura, psicoterapico e psicofarmacologico.

Ipomania e mania sono stati riscontrati in pazienti trattati con antidepressivi, che sono ritenuti in grado di indurre episodi maniacali (ipomania farmaco-indotta).

Si definisce 'Mania' quella condizione psicologica caratterizzata da grande euforia, disinibizione, illimitata fiducia in se stessi, fuga dispersiva di iniziative e idee che prorompono al di fuori di ogni contesto biografico a cui il soggetto si rapporta in modo assolutamente acritico. Una condizione di mania meno accentuata e socialmente più accettabile prende il nome di ipomania.

Gran parte dei trattamenti terapeutici della 'malattia bipolare' riguarda la prevenzione di ricadute attraverso la messa a fuoco dei problemi legati alla non-compliance (ovvero la mancata aderenza al trattamento farmacologico) ed alla mancanza di consapevolezza rispetto alla malattia. Diverse tematiche di grande importanza psicodinamica spesso presenti nei pazienti bipolari devono essere affrontate.

Il litio (Carbolithium) è il farmaco più comunemente usato per il trattamento a breve termine e la profilassi del disturbo bipolare I. (terapia con litio)

a chi rivolgersi: centri di psicoterapia dinamica in Toscana

1 agosto 2008

Le rughe dell'anima


"La gioventù non è un periodo della vita, è uno stato d'animo; non è una questione di guance rosee, labbra rosse e ginocchia agili; è un fatto di volontà, forza di fantasia. Vigore di emozioni.

È la freschezza delle sorgenti profonde della vita...

Gli anni possono far venire le rughe alla pelle, ma la rinuncia agli entusiasmi riempie di rughe l'anima...

A 60 anni o a 16, c'è sempre nel cuore di ogni essere umano il desiderio di essere meravigliati, l'immancabile infantile curiosità di sapere cosa succederà ancora, la gioia di partecipare al grande gioco della vita."

Samuel Ullman

Il doppio sogno di Kubrick


Il trailer di Eyes wide shut, di Stanley Kubrick

Eyes Wide Shut è la trasposizione cinematografica del racconto Doppio Sogno (Traumnovelle) di Arthur Schnitzler.

Doppio Sogno costituiva un soggetto ideale per il cinema: Schnitzler stesso nel 1930 ne aveva abbozzata una sceneggiatura di trenta pagine, compiendo interventi di sviluppo e semplificazione del racconto.

Stanley Kubrick, senza successo, cercava di realizzare questo progetto sin dai primi Anni Settanta; vi riuscì soltanto nel 1999, a distanza di un quarto di secolo, dopo quasi due anni impiegati a scrivere la sceneggiatura, dopo 19 mesi di riprese, dopo più di un anno nel quale curò personalmente le fasi di montaggio e di postproduzione. "C'è inoltre un romanzo di Arthur Schnitzler, Doppio sogno, che vorrei fare ma su cui non ho ancora cominciato a lavorare". Così dichiarava Stanley Kubrick a Michel Ciment nel corso di un’intervista all'epoca dell'uscita di Arancia meccanica. Il testo di Schnitzler, scoperto agli inizi degli anni cinquanta, lo aveva profondamente affascinato ("Esplora l'ambivalenza sessuale di un matrimonio felice e cerca di equiparare l'importanza dei sogni e degli ipotetici rapporti sessuali con la realtà"), al punto di decidere di trasformarlo, dopo 2001: Odissea nello spazio, nel suo successivo progetto cinematografico.

Traumnovelle, nella versione italiana appunto 'Doppio Sogno', è un’opera in bilico fra sogno e realtà. Fu scritta fra il 1921 e il 1925 e si articola in sette parti che scandiscono le alterne e tormentate fasi della crisi di una giovane coppia viennese: in particolare, l’autore si concentra sul problema di incomunicabilità che, innescato da un qualsiasi motivo occasionale, viene improvvisamente a turbare e a minare l’equilibrio del rapporto tra l’uomo e la donna, descrivendo così lo sgomento dell’individuo di fronte alla enigmatica ed instabile realtà dell’esistenza.

" ... sempre, quando mi sono abbandonato alle Sue belle creazioni, ho creduto di trovare dietro la loro parvenza poetica gli stessi presupposti, interessi e risultati che conoscevo come miei propri. Il Suo determinismo come il Suo scetticismo - che la gente chiama pessimismo -, la Sua penetrazione nelle verità dell'inconscio, nella natura istintiva dell'uomo, la Sua demolizione delle certezze convenzionali della civiltà, l'adesione dei Suoi pensieri alla polarità di amore e morte, tutto ciò mi ha commosso come qualcosa di incredibilmente familiare. (In una piccola opera del 1920, Al di là del principio del piacere, ho tentato di indicare nell'eros e nell'istinto di morte le forze primigenie il cui antagonismo domina ogni enigma della vita). ... Credo, anzi, che nel fondo del Suo essere Lei sia un ricercatore della psicologia del profondo, così onestamente imparziale e impavido come non ve ne sono stati mai". (Freud, lettera a Schnitzler, 1922)

Il ritorno del golem (l'indispensabile)


'Uso' il riferimento al saggio di Hillman per segnalare l'articolo - di stretta attualità - ed il link al sito.

" ... Trasparenza.
Qualche settimana fa la controproposta democratica dell’impronta digitale per tutti;
e non ho potuto fare a meno di pensare:

“Cent’anni di psicoanalisi e il mondo va peggio di prima” (titolo di James Hillman, una lunga intervista sugli scarsi benefici della psicanalisi al futuro dell’umanità)

e di ribattere

“guardate che siete voi a sottrarvi ai processi e al giudizio, non milioni di cittadini…”

Ma appunto, pur circondati da analisti e terapie di ogni specie il gruppo dirigente non si guarda mai allo specchio e proietta la propria attrazione per la frode, il denaro e il potere su tutti gli astanti,
voi che siete come me, vi tengo d’occhio. "

http://www.golemindispensabile.it/

Aggiungo il link al post sull'identificazione proiettiva.

francesco giubbolini, siena 1.8.2008