21 luglio 2008

Sindromi anoressiche e bulimiche

" ... ricordiamo che anoressia e bulimia sono due disturbi che rientrano nelle patologie psichiatriche e vengono classificati come disturbi del comportamento alimentare. L’anoressia nervosa è stata individuata dalla medicina almeno da tre secoli e si identifica con il rifiuto ad assumere cibo in assenza di specifiche patologie organiche. (leggi anche i post: anoressia, bulimia, disordini del comportamento alimentare, anoressia maschile)


Al contrario, la bulimia nervosa, seppure alcuni racconti di stili alimentari bulimici sono presenti fin dall’antichità, ha conquistato una sua autonomia diagnostica molto più recentemente: compirà trent’anni l’anno prossimo e si identifica con l’alternanza di momenti legati all’assunzione di spropositate quantità di cibo in modo compulsivo e incontrollato a momenti in cui vengono messi in atto comportamenti di compenso, definibili come purgativi.

I principali criteri utili alla diagnosi dell’anoressia sono la magrezza estrema autoindotta, per cui il peso corporeo del soggetto può arrivare anche al di sotto dell’ 85% rispetto al minimo normale calcolato in base all’altezza, al sesso e all’età; la paura di ingrassare che, paradossalmente, si acutizza con la diminuzione del peso corporeo; l’estrema preoccupazione per il peso e l’aspetto fisico di cui si ha una visione e una percezione distorta; il basso livello di autostima fortemente influenzato dal peso e dalla forma del corpo; il rifiuto di ammettere la gravità delle proprie condizioni fisiche di sottopeso; inoltre, nei soggetti di sesso femminile, l’assenza del ciclo per almeno tre cicli mestruali consecutivi, mentre negli uomini la perdita della libido e della potenza sessuale.

I principali criteri che consentono la diagnosi di bulimia sono invece l’assunzione di enormi quantità di cibo in un tempo circoscritto notevolmente al di sopra della norma, alternate da comportamenti impropri di compenso atti a prevenire aumenti di peso; la perdita di controllo sul cibo durante l’assunzione dello stesso; l’importanza spropositata e morbosa attribuita alle forme e al peso del corpo, che influenzano notevolmente la percezione del sé.


Anoressia e bulimia compromettono intimamente e pericolosamente il corpo. I soggetti anoressici e bulimici non sono più padroni del proprio corpo e lo sottopongono a diete, digiuni, eccessiva attività fisica, immotivato ricorso a lassativi e diuretici.
Il peso, le forme corporee diventano un’ossessione, il cibo un nemico distruttore da evitare, da espellere anche autoprovocandosi il vomito quando il senso di colpa attanaglia. Il corpo viene percepito come grasso, sgradevole e inadeguato.

L’anoressia, in particolare, controlla il corpo disincarnato e lo porta al limite, verso l’autoalienazione, in favore di un’ideale di magrezza salvifica per l’identità del soggetto. L’anoressia dà un enorme potere a chi ne soffre: attira le attenzioni dei familiari, li sottomette, li tiene in scacco e nello stesso deresponsabilizza il soggetto: “La colpa è del sintomo, della malattia, non mia”.
Questo gioco perpetua l’identificazione con la figura di malato e non attiva la volontà, il desiderio di chiedere aiuto e intraprendere un percorso riabilitativo.

L’anoressica può arrivare all’autodistruzione, a sfiorare la morte e non sentire la necessità di richiedere aiuto. Molto spesso sono i familiari, infatti, che ormai alienati nel loro ruolo genitoriale si rivolgono all’esterno per avere un consiglio, un supporto, per disincagliare una situazione incontrollabile.

I disturbi del comportamento alimentare sono sindromi che vanno di pari passo con lo sviluppo economico e con le disponibilità alimentari delle nazioni più ricche: la loro incidenza, infatti, è uguale in tutti i paesi industrializzati con un elevato livello di benessere.

Il problema sanitario che grava su questi paesi è di notevole portata in quanto la diffusione di questi quadri patologici presenta una rapidità notevole, tanto da assumere l’aspetto di una vera e propria epidemia.


Che viaggia sull’onda del diffondersi di modelli socio-culturali centrati sull’immagine e sul corpo, tipici dell’opulenta società contemporanea occidentale in cui impera la costante ricerca di un’immagine magra e in perfetta linea.


In Italia, negli ultimi anni, si è constatato un particolare incremento dei casi di bulimia anche rispetto al fatto che sempre più spesso vi è un’evoluzione dei casi di anoressia in quelli di bulimia.
Secondo l’ultimo rapporto Eurispes, circa 2 milioni di giovani presentano un disturbo del comportamento alimentare.

Il sito del Ministero della Salute può dare un’idea dell’incidenza di queste patologie: per 100mila abitanti si riscontra un aumento annuo di 4-8 casi per l’anoressia e di 9-12 casi per la bulimia.


L’anoressia ha una frequenza che va dallo 0,2 al 0,8 %; nel 90% dei casi si tratta di donne con un’età compresa fra i 14 e i 18 anni. Mentre per la bulimia la soglia d’insorgenza della patologia aumenta e si parla di soggetti d’età compresa fra i 12 e i 35 anni.

Non mancano i casi di ragazzi, il cui rapporto è 1 uomo-10 donne per l’anoressia e 1 - 20 per la bulimia."

fonte: c. m. carnevale, fondazioneitaliani . it

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