22 luglio 2008

Linee guida per il trattamento della demenza

(leggi anche il post: diagnosi differenziale tra demenza e depressione)

L'American Psychiatric Association (APA) ha pubblicato, come supplemento al numero di dicembre 2007 dell' American Journal of Psychiatry, le nuove linee guida sulla demenza, aggiornando le vecchie che risalivano al 1997. Di seguito i punti principali passati in rassegna.

1) Trattamento farmacologico
La FDA ha attualmente approvato 3 inibitori della colinesterasi (galantamina, donezepil, rivastigmina) e la memantina (un antagonista non competitivo di N-metil-D-aspartato). I tre inibitori della colinesterasi sono approvati per le forme lievi e moderate di Alzheimer e il donezepil anche per le forme gravi. La memantina è stata approvata per le forme moderate e severe. Le linee guida ricordano però che tutti questi farmaci hanno degli effetti collaterali mentre gli studi clinici hanno mostrato che possono portare a benefici modesti solo nel 30-40% dei pazienti. La vitamina E non deve essere usata per trattare la demenza e, ad alte dosi, potrebbe essere pericolosa.

2) Trattamento della depressione
Il trattamento farmacologico della depressione nei pazienti con Alzhemier si è dimostrato superiore al placebo.

3) Educazione e aiuto ai caregivers
Le linee guida richiamano l'attenzione sulla necessità di fornire a chi si prende cura del paziente un supporto sia di tipo informativo che educativo ed emozionale. Questo approccio può portare a benefici sia per i caregivers stessi che per i pazienti.

4) Trattamento dei sintomi psicotici
Le allucinazioni, l'agitazione, il comportameto aggressivo dovrebbero essere trattaiti, se possibile, con misure non farmacologiche e si dovrebbe limitare l'uso degli antispicotici perchè le evidenze disponibili suggeriscono un aumento della mortalità associato sia ai neurolettici atipici che a quelli tradizionali. Questi farmaci dovrebbero essere usati solo se realmente necessari e sospesi se non si dimostrano efficaci.

5) Terapia non farmacologica
Anche se ci sono pochi studi randomizzati e controllati in merito, la terapia ricreativa, la socializzazione, la terapia musicale, la pet therapy ed altre terapie comportamentali possono migliorare il comportamento e l'umore di alcuni pazienti.

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