30 luglio 2008

L'identità di Zelig



La vicenda si svolge in America negli anni Venti e vede salire rapidamente a grande fama uno strano tipo, Leonard Zelig, che ha la straordinaria facoltà di mutare continuamente la propria identità fisica e psicologica "copiandola" da quella delle persone con cui viene a contatto, siano queste delle celebrità oppure degli uomini qualunque. Ci troviamo di fronte ad un individuo scialbo e poco attraente, Leonard Zelig, il prota­gonista del film, il quale non desidera altro se non essere accettato da quanti lo circondano.

Così, ad esempio, Zelig diventa un nero se si trova a far parte di una banda di jazz, un orientale dagli occhi a mandorla in mezzo ai cinesi, un colosso da 120 chili vicino ad un obeso, fino ad arrivare ad assumere le fattezze dei popolarissimi Babe Ruth o Lou Gehrig nel momento in cui mette piede su un campo da baseball.

Dell'eccezionale caso di trasformismo si occupano anche gli psichiatri, ma ogni tentativo di decifrarne le cause e i meccanismi urta contro il fatto che, in compagnia degli strizzacervelli, Zelig diventa a sua volta uno psichiatra, dimostrandosi ferratissimo in materia.

Mentre la scienza finisce in un vicolo cieco davanti a questo caso, la popolarità di Zelig sale alle stelle: celebrità del mondo della politica, degli affari, dell'arte e dello spettacolo si mostrano ben volentieri in sua compagnia.

Fra gli psichiatri che studiano il suo caso, però, c'è anche una giovane dottoressa, Eudora Fletcher, che ha per lui un interesse non solo scientifico e l'amore che nasce fra i due inceppa le capacità trasformistiche di Zelig, facendo venire a galla frammenti del suo vero passato, ivi comprese tre mogli, ignare una dell'altra. Scandalizzata dall'immoralità di Zelig, l'opinione pubblica lo mette al bando con la stessa rapidità con cui ne aveva fatto il proprio beniamino.

Zelig scompare dalla scena americana in modo misterioso, solo per ricomparire in altre parti del mondo, nell'entourage di Hitler, ad esempio, o sulla loggia di San Pietro al momento della proclamazione di papa Pio XI...

Nel film, Woody Allen inserisce i commenti sul fenomeno Zelig di alcuni intellettuali realmente esistiti, come Bruno Bettelheim, Saul Bellow, Susan Sontag, Irwing Howe, John Morton Blum: essi parlano con grande autorevolezza, come se avessero realmente conosciuto Zelig.

Zelig, di Woody Allen
U.S.A. 1983

fonti:
Claudio Miani
Glen O. Gabbard

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